Sanità pugliese, ANAAO: a rischio anche l’UTIN di Taranto?

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La sanità pugliese è al collasso e, all’interno di un quadro regionale desolante, il servizio sanitario jonico è sempre più in declino. La Regione, dopo i tagli lineari alla sanità effettuati in passato e il nuovo piano di riordino, a ridosso delle elezioni di Settembre,  con apertura di nuovi reparti e posti letto senza sapere dove trovare il personale, sta desertificando la sanità pubblica determinando nella comunità ionica un disagio ormai intollerabile. Questo mentre si moltiplicano le comparsate elettorali per inaugurazione di servizi organizzati alla meno peggio con personale insufficiente e, molte volte, in strutture che non sembrerebbero essere a norma, come il trasferimento dei fisioterapisti del  Centro Ambulatoriale Riabilitativo in tre stanze nel Presidio Sanitario San Marco poste nel corridoio che porta al Reparto di Riabilitazione, zona di transito per chi accede al reparto, o il nuovo ospedale di Mottola che, al proprio interno, sembrerebbe raggruppare RSA, post covid e Hospice. Il tutto con quale personale non è ancora molto chiaro. S’inaugurano nuovi servizi chiedendo ai dipendenti di rinunciare a soldi, che per legge sono loro dovuti, per pagare straordinari e sedute aggiuntive. Ormai la programmazione sembrerebbe essere fatta sperando che i sanitari di questa ASL, come ogni giorno da decenni a questa parte, sappiano fare il miracolo, restando in corsia ben oltre l’orario di lavoro,  rinunciando alle ferie e ai riposi e  mettendo pezze laddove chi dirige non sembra avere in mente un’organizzazione precisa. In tutto questo sembrano latitare le disposizioni scritte.  Abbiamo due ospedali di I° Livello e più posti letto del passato ma, sembrerebbe, solo sulla carta. Nei due ospedali non esistono tutti i reparti previsti per legge ma, soprattutto, non sembra possibile aprirli, come sbandierato ai quattro venti, perché manca il personale. La fotografia dell’ASL di Taranto è quella del suo ospedale più grande : un parcheggio ormai ridotto a un deposito auto dove in caso di emergenza sarà necessario utilizzare i Canadair, un ingresso ormai ridotto a deposito barelle, funzionanti e rotte, in esposizione, un’Osservazione Breve a distanza dal PS e dove si passa per accedere alla Nefrologia.

Ingresso difficoltoso al reparto di Nefrologia di Taranto

Spazi che non ci trovano per i servizi e gli ambulatori, basta vedere il nuovo PS Oculistico alloggiato nell’ex biblioteca e, sembra, senza neanche un bagno,  anche se, salvo smentite, non ci sono problemi ad ospitare suore e preti, non si sa a quale titolo. In tutto questo il Direttore Generale si permette di criticare l’operato dei Sindacati tacciandoli di voler danneggiare i lavoratori con il loro comportamento. Convocazioni mancate, obblighi di contrattazione disattesi, verbali di riunioni non inviati, persino una sede, obbligatoria per legge, attesa da anni. Forse se invece di parlare si fermasse a riflettere sui motivi, come è stato pubblicamente più volte invitato a fare dallo scrivente,  per cui moltissimi medici vanno via e pochi vogliono venire a lavorare a Taranto si potrebbe iniziare a collaborare per migliorare l’assistenza sanitaria jonica. Così come sul motivo per cui ormai tutte le OO.SS contestano il suo operato. E’ inutile chiudere gli occhi davanti alla voragine che sta inghiottendo l’intera ASL pensando con qualche articolo, su interventi comunemente effettuati in tutto il mondo, di vendere un’immagine positiva dell’ASL. Vogliamo scordare che la scarsità di radiologi o di pediatri dovuta alle dimissioni, solo per fare un esempio, ha messo in crisi l’intera ASL? Di ieri la notizia che, se confermata, sarebbe di una gravità assoluta, la chiusura della Terapia Intensiva Neonatale del “SS. Annunziata” per mancanza di medici, ora cinque a ottobre tre. Questo mentre la pediatria dello stesso ospedale sembra abbia solo sei medici. Certo gli specialisti mancano. Allora come mai due pediatri di Taranto lavorano “in comando” presso il Policlinico di Bari? In un reparto che sembrerebbe avere tanti di quei medici da permettersi di autorizzarli ad andare a lavorare, con uno straordinario lautamente retribuito, presso un ospedale laziale a quasi 500 km da Bari. Questo mentre noi paghiamo pediatri di altre ASL quando non erano Pediatri di Base, altrettanto lautamente con tariffe da 60 euro all’ora e, si dice ma non abbiamo avuto risposte dalla Direzione, rimborso delle spese, per mantenere aperto il reparto di Pediatria di Castellaneta. Qualcuno si è chiesto cosa voglia dire trasferire un neonato, in urgenza, presso l’UTIN  di Bari o di Acquaviva delle Fonti? E chi dovrebbe accompagnarlo? Un pediatra che non c’è o un ginecologo di cui non abbiamo certo abbondanza? O dobbiamo preventivare il tempo necessario per l’arrivo dell’ambulanza STENT dal Policlinico di Bari? E’ finito il tempo dei sanitari eroi e della pubblicità di premi gonfiati. La dura realtà è che la Regione Puglia non ha messo un euro, anzi ha preteso il pagamento della tassa regionale. Che i soldi sono quei pochi stanziati dallo Stato e le somme riportate da giornali e TV sono al lordo di tutte le tasse e i contributi previsti per legge. Forse quelli in fascia A prenderanno 700-800 euro circa al netto, per due mesi di esposizione. Quelli nelle altre fasce una pizza, senza birra, per la famiglia. Compresi quelli che hanno mantenuto i servizi aperti. Forse sarebbe il momento opportuno, per il Direttore Generale, di chiedersi come mai già dal giugno scorso i Sindacati Medici hanno proclamato lo stato di agitazione, ignorati da tutte le autorità preposte, e ora hanno iniziato a protestare anche quelli del Comparto. In tutto questo questioni irrisolte da tempo che, forse, richiederanno l’intervento dei magistrati. I problemi sono sotto gli occhi di tutti. Solo la Direzione Strategica non riesce a vederli? Una collezione di circa un migliaio di foto di pazienti affetti da ulcere cutanee riflette la qualità dell’assistenza offerta… Sono a disposizione del Direttore Generale, insieme con i report già inviati, se volesse, non si sa mai, rendersi conto dell’assistenza al di fuori delle visite guidate.


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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