APERTAMENTE. I conti del suocero di Conte tornano, rilanciando la sua attività di albergatore

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Ah, l’amore, cosa non si fa per amore!

L’ultima evoluzione, poco nobile, del presidente del consiglio arriva dall’articolo 180 del Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, che modifica la disciplina dell’imposta (e del contributo) di soggiorno, eliminando di fatto per il gestore della struttura alberghiero-ricettiva, quindi anche del papà della bella Olivia Paladino, il ruolo di agente contabile, i cui omessi o parziali riversamenti dell’imposta ai comuni sono inquadrabili, secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, nel reato di peculato.

Il gestore della struttura ricettiva, qualunque gestore, secondo il DL Rilancio, è ora semplicemente responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno e quindi non più responsabile del reato di peculato.

Alla luce di tutto ciò c’è chi si preoccupa di minimizzare la portata salvifica per papà Cesare Paladino, oltre che per qualche suo collega albergatore, che avendo incassato dai clienti la tassa di soggiorno, aveva “dimenticato” di versarla al proprio Comune ( nel caso di Paladino solo 2 miseri milioni di euro), trattenendola nelle proprie tasche.

Una parte della stampa filogovernativa, infatti, invece di chiedersi cosa c’entrino col Covid le pregresse furberie e violazioni della norma penale da parte dell’albergatore romano di via del Corso, fa sapere che qualche magistrato ritiene quell’art. 180 inidoneo a metterlo al sicuro dalla condanna penale.

Infatti mentre per alcuni tale modifica depenalizza del tutto le sanzioni penali applicabili alle violazioni sulla tassa di soggiorno ai comuni, per altri, come ad esempio alcuni magistrati della Procura di Roma, ciò non è così pacifico.

C’è chi ritiene che il silenzio del decreto voglia dire che tutto è come prima poiché le sanzioni amministrative erano già previste. Tanto che, mentre i comuni procedevano per il mancato versamento, i magistrati procedevano per la repressione della condotta appropriativa.

Due fattispecie diverse tra le quali non esiste un rapporto di specialità, principio peraltro sancito dalla Cassazione nel 2019.
Mentre la norma introdotta dal Decreto Rilancio sembrerebbe avere finalità di chiarimento sul ruolo del gestore di strutture ricettive.

Ma, paradossalmente la norma del maggio 2020 ha creato la necessità di una interpretazione autentica, soprattutto nel caso in cui permanesse l’attuale consolidato orientamento giurisprudenziale, che prevede l’applicazione del reato di peculato.

Senonchè, l’interpretazione autentica della legge deve essere effettuata dal medesimo organo che ha posto in essere l’atto normativo; è un meccanismo normativo, non interpretativo, poiché impone norme ed è fonte del diritto, cioè da parte del Presidente del Consiglio.

Come dire, lo stesso Giuseppi Conte, se chiamato a ciò da qualche Tribunale dovrà dire se il comportamento fraudolento del suocero sia o no penalmente rilevante.

È possibile che il fine giurista garganico si sia assicurato ancora a lungo l’amore della bella Olivia?

Cosimo Lombardi
Fratelli d’Italia Grottaglie 

 


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Redazione Oraquadra

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