Ieri incontro di Michele Emiliano con dirigenti Asl Ta e Sindacati

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Dopo le polemiche dei giorni scorsi con le solite accuse di pubblicare fake news, strumento ormai abituale quando non si sa come replicare, e video altamente fuorvianti, su richiesta del Direttore Generale, ieri si è tenuto un confronto presso la sede dell’ASL con il Governatore Regionale, dott. Michele Emiliano che ha chiesto di conoscere le criticità più urgenti dell’ASL di Taranto alla luce degli articoli sulla chiusura dell’UTIN e sulla carenza di radiologi.

Esaurite le premesse del Governatore il rappresentante dell’ANAAO-Assomed è stato il primo a prendere la parola chiarendo, in prima battuta, che Taranto, per numero di parti, è il secondo ospedale pugliese e il quinto in tutto il meridione su quasi 40 e che l’UTIN non serve solo ai neonati sotto la 34° settimana ma anche a quelli nati sottopeso, ai gemellari, a quelli affetti da gravi patologie.

Questo reparto, da non confondersi con l’Unità di neonatologia e con il nido, che serve per i neonati senza patologie gravi, è obbligatorio per legge. La chiusura dell’UTIN, e nessuno può smentire che un reparto senza pazienti, trasferiti ad Acquaviva delle Fonti, sia chiuso, ha determinato, ieri, la necessità di trasferire una mamma con gravidanza a rischio alla 30° settimana presso il Miulli. È stato ribadito, per l’ennesima volta, che il punto fondamentale è rappresentato dalla carenza di personale presso il “SS. Annunziata” e dal voler garantire la presenza di tre punti nascita sul territorio dell’ASL. Il Sindacato non può e non vuole diffondere notizie allarmanti ma non può neanche tacere di fronte a una situazione che sta peggiorando progressivamente e a cui nessuno sembra prestare attenzione. Non è certamente fare allarmismo o creare panico, è stato ribattuto al Dott. Emiliano, decidere di segnalare sui giornali e in televisione il fatto che un reparto essenziale come l’UTIN sia stato chiuso e il pericolo che, continuando la fuga di medici da Taranto e il rifiuto di altri di venire a lavorare qui, possa determinarsi la chiusura del punto nascita, il declassamento del “SS. Annunziata” e l’inglobamento dell’ASL di Taranto in quella di Brindisi. Così come è avvenuto in altre Regioni. Purtroppo tale decisione, non condivisa da altri sindacati, è stata determinata dalla persistente assenza di risposte da parte dell’ASL. È stato anche chiarito, così come ripetuto regolarmente in ogni comunicato stampa e in ogni intervista, che il punto nascita è funzionante e sicuro, stante la professionalità degli operatori. Per concludere, concordando che lo STEN (il trasporto nell’UTIN di Bari dei neonati), servizio di cui nessuno critica l’efficienza e l’importanza, è un mezzo per trasferire pazienti da punti nascita di I° livello a quelli di II° livello dove è presente l’UTIN e non tra due punti nascita di II° Livello, come il “SS. Annunziata” e il Policlinico di Bari, e non può essere uno strumento di gestione ordinaria del servizio ma solo straordinario, il Governatore ha offerto la sua piena e completa disponibilità a contribuire alla ricerca di neonatologi per riaprire l’UTIN di Taranto e di pediatri per implementare lo scarso numero di quelli del Reparto di Pediatria che, non scordiamolo, gestisce anche l’Oncoematologia Pediatrica, aperta grazie all’esclusivo contributo economico di tanti cittadini. In questo ambito è stata invitata la Direzione dell’ASL, da parte dell’ANAAO, a controllare e rivedere la programmazione della formazione aziendale che, come più volte detto, non sembra avere una stretta attinenza con le necessità di questa Azienda, e prevedere la partecipazione dei pediatri ai corsi di neonatologia che li abiliterebbero al lavoro presso l’UTIN. Necessità che l’Ufficio Formazione avrebbe dovuto individuare e segnalare, così come tante altre. Questo nell’ottica dell’intercambiabilità delle funzioni che avrebbe impedito l’attuale crisi scaturita dalla contemporanea malattia, vera, di tre medici dell’UTIN ma anche dal numero, solo 7, di medici in servizio e dal fatto che al 1° ottobre questi medici potrebbero essere soltanto 3. Il Sindacato, conscio che non è possibile fare miracoli, ha chiesto, e ottenuto dal Governatore, che fosse fissata una data limite per il reperimento di tale personale e stabilita la data del 30 agosto come limite per la riapertura dell’UTIN informando lo stesso anche, per quanto riferito e salvo verifica, di una possibile disponibilità alla collaborazione da parte dell’Università di Roma che non sembra essere stata presa in considerazione, oltre che dell’obbligo di un avviso pubblico a carattere nazionale per la mobilità di pediatri. Nel caso in cui non si riesca a far ripartire l’UTIN, sarà compito dell’Assessorato Regionale alla Sanità decidere se trasferire, temporaneamente, pediatri di altri ospedali tarantini presso il plesso del capoluogo per evitarne la chiusura permanente.

Inaccettabile, invece, la voce circolata, anche se non si riescono ad ottenere conferme o smentite, circa la possibilità di cedere la gestione completa del reparto a un responsabile universitario di Bari. Quello di Taranto è un ospedale pubblico e tale deve rimanere e l’ANAAO si opporrà sempre alla clinicizzazione dell’ospedale civile in considerazione del fatto, anche, che i policlinici, gestiti dall’Università, non sembrano essere sicuramente delle oasi felici. La storia del corso di laurea in medicina a Taranto non sembra aver insegnato nulla.

La riunione è proseguita con gli interventi degli altri sindacati anche se, e mi scuso con i radiologi miei iscritti, non è stato approfondito il secondo punto di criticità urgente prospettato al Governatore: l’esodo di oltre 15 radiologici, salvo conferma sul numero preciso, che ha gravemente messo in crisi la possibilità di questa ASL di offrire prestazioni radiologiche agli utenti senza ricorso massiccio al privato.

In conclusione, anche se non meno importante, vorrei ringraziare tutti quelli che credono e sostengono l’ANAAO-Assomed nelle sue battaglie per la tutela dei diritti di tutti, perché non scordiamolo noi siamo prima medici e dopo sindacalisti ma, soprattutto, siamo anche pazienti, e per primi i quasi 12000 (alle ore 07.00 di oggi) cittadini che hanno firmato una petizione, non aperta da noi ma certamente condivisa da questo sindacato, contro la chiusura dell’UTIN di Taranto. Un gesto di grande civiltà. Non possiamo esimerci dal ringraziare il Governatore Regionale, dott. Michele Emiliano, il Direttore Generale, avv. Stefano Rossi, e il Direttore Sanitario, dott. Vito Gregorio Colacicco, per la loro disponibilità ad ascoltare le OO.SS, almeno in questa occasione, e il loro impegno nel tentativo di risolvere una delle tante criticità di questa ASL. Grazie anche ai Colleghi Sindacalisti che, come me, in ferie hanno ritenuto opportuno partecipare a questo incontro anche se, alcuni, assenti all’incontro con la Direzione Strategica. Stranamente assente ad ambedue gli incontri, considerata che è una delle principali interessate, il Direttore Medico di Presidio dell’Ospedale P.O.C. “SS. Annunziata”, dott.ssa Maria Leone, che spero vorrà ascoltarci in un altro momento.

Dott.Giancarlo Donnola
Consigliere nazionale ANAAO

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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