Ieri sera a Casa Vestita, l’Opera di Fausto delle Chiaie. Riflessioni di Pino Lacava (artista grottagliese)

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Sotto il cielo stellato, nel giardino della Casa Vestita, Mimmo per gli amici, attorniati dalla migliore tradizione dell’arte della ceramica di Grottaglie, i “capasoni, Pino Giannini ha presentato il libro Fuori Catalogo, scritto da Fausto delle Chiaie. Uomo barbuto Fauste  con gli occhi vispi di un bambino che gioca con segni e segnali su carta su pareti e a terra nella Piazza di Augusto Imperatore a Roma catturando lo sguardo dei passanti incuriositi per il suo fare arte.

Un artista che ha fatto di Piazza Imperatore  il proprio luogo di incontri creativi. Le persone, le cose e gli oggetti trovati, così per caso, sono i significanti del processo evolutivo e creativo che creano empatia con i passanti che vogliono fermarsi e parlare. Duecento metri lineari di scrittura, riflessioni ed immagini offerte ai passanti, i quali sulle prime sono sconcertati per il suo scrivere ed agire ma poi si fermano a parlare con l’artista desiderosi di sapere e capire. Un museo a cielo aperto, per strada, che l’artista allestisce ogni giorno nel suo spazio/Atelier aperto a tutti. Delle Chiaie, la sua grafica è immediata, estemporanea. La sua poetica è libera da compromessi in un divenire creativo continuo e determinato.
Pino Giannini nella presentazione del libro di Fausto delle Chiaie racconta “che quando all’artista gli viene chiesto, perché sei qui seduto? Che cosa stai a fare? Chi aspetti? L’artista risponde: Io aspetto semplicemente che gli altri capiscono. E quindi, dice Giannini, e come se lui facesse da pungolo al muscolo atrofizzato dell’arte e anche della memoria un po’ di noi tutti”. “E ancora – racconta Giannini, – quando gli venne chiesto da un giornalista: Perché da 31 anni vieni ogni giorno qui a Roma ad allestire il tuo spazio, perché fai tutto questo? Lui rispose: Perché esistere è resistere”.
Mi è stato facile intervenire nel dibattito perché a me pare che il lavoro di Delle Chiaie è un’ulteriore sviluppo della “Poesia Visiva”. Mi è venuto in mente il Libro Bianco di Pierre Restany, l’Arte Totale, l’espressione d’arte al di la dell’oggetto. Le opere di Lamberto Pignotti, il fare di Joseph Beuys, e gli interventi di Vittorio Del Piano quando segnava nelle sue opere: La parola si guarda, l’immagine si legge.
Gli interventi che sono seguiti compreso le repliche di Pino Giannini hanno arricchito il discorso e la riflessione sul modo di comunicare attraverso la Parola quando la Parola è immagine di se stessa. Ritengo che Fausto Delle Chiaie sia  un grande artista, è un combattente per elevare le coscienze a livelli più alti. “È un artista intriso di arte perché lo è anzitutto di vita”, così scrive il curatore del libro Pino Giannini. La serata è stata un prezioso scambio di esperienze, una bellissima serata.

Pino Lacava 14 agosto 2020.


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Pino Lacava

Artista visivo e ceramista, sperimentatore d'arte, appartenente alla corrente della Neo Avanguardia New Dada. Ha esposto in collettive e personali nazionali ed internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Biennale di Brera. Già docente all'Istituto "Cabrini" di Taranto di grafica. Operatore culturale.

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