Quando il caldo dell’estate diventa il peggior nemico della sanità locale

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Ancora brucia il ricordo di quella sospensione temporanea del punto nascite di Grottaglie disposta nel luglio del 2016 che poi divenne una chiusura definitiva, decisa ed applicata con il dolo proprio di ladri che agiscono abili notte tempo, quando nella specie, nel cuore della estate, l’opinione pubblica è distratta e pensa solo a rinfrescarsi a mare, o come in questo periodo, a buttare i rifiuti nel contenitore del colore giusto.

Quindi, magari non c’è niente da temere, ma l’estate fa paura a noi Grottagliesi che ogni anno, da anni, vediamo sottrarci pezzi dell’Ospedale San Marco e pezzi fondamentali dei nostri diritti inviolabili, quali il diritto alla salute e alla vita.

Risulta infatti doveroso informare che le sale operatorie dell’Ospedale San Marco sono state “temporaneamente” chiuse per lavori edili, che da quanto apprendo da fonti interne all’Ospedale, non risultano giustificati da alcuna esigenza concreta.

Ciò che desta perplessità è che non è stata indicata una data di ultimazione dei lavori e quindi una data di ripresa della operatività della chirurgia a Grottaglie.

Nel frattempo l’unico chirurgo in servizio all’Ospedale San Marco è andato in ferie, dal cartellone d’informazione posto all’ingresso della struttura è sparita l’indicazione della sala operatoria ed a noi non resta che sperare fiduciosi nell’arrivo del prossimo mese, quando agosto e le sue insidie saranno passati. Non ci resta che sperare che il San Marco esca indenne da quest’altra estate pericolosa.

Attendiamo fiduciosi di ricevere rassicurazioni credibili dal Dirigente Generale Stefano Rossi, perchè una cosa deve essere chiara alla ASL: noi grottagliesi abbiamo già fatto troppe rinunce e, anche in questo periodo di svago, resteremo con gli occhi bene aperti ed i cuori pronti al tumulto per evitare un ulteriore oltraggio ai nostri diritti costituzionalmente garantiti.

Il San Marco deve essere potenziato nel quadro organico della riforma della sanità locale che lo deve vedere parte integrante, operativa e decongestionante dell’intero sistema provinciale, un sistema che allo stato, data la mancata costruzione del polo sanitario San Cataldo, manca della propria struttura portante e pertanto non può permettersi di vedere depotenziate le proprie strutture periferiche.

Rimaniamo in attesa, fiduciosi ma vigili, pronti a tutto per difendere la nostra sanità.


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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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