APERTAMENTE. Covid: difendiamoci con intelligenza. Parola del dottor Arturo Vicinanza

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Il dottor Arturo Vicinanza di Grottaglie ci parla di distanze da rispettare dentro e fuori casa, uso corretto delle mascherine, igiene personale, degli oggetti di uso quotidiano e degli ambienti. Consigli semplici ma non scontati per contrastare la diffusione del Coronavirus e vivere più sereni e consapevoli

 

GROTTAGLIE  (Ta) – Incontriamo il dottor Arturo Vicinanza, medico di base presso la Asl 1 distretto 6, Grottaglie, a cui chiediamo alcuni suggerimenti da seguire per ridurre il rischio da contagio di Covid-19, per contrastarlo  correggendo e migliorando le nostre abitudini quotidiane.

Dottor Vicinanza, cosa consiglia ai suoi pazienti come prime misure di prevenzione igienico-sanitarie?

Ovviamente il primo fattore è la distanza. Attualmente viene stabilita di 1 metro, ma molto dipende dall’ambiente in cui ci si trova.

Per esempio, in un ambiente esterno come ci si dovrebbe posizionare rispetto agli altri?

A distanza di almeno un metro. Anche il vento favorisce o allontana il fiato che veicola il virus. Tant’è vero che il valore di distanza interpersonale ottimale è un metro e ottanta.

All’interno, invece, qual è la distanza ideale?

Ci sono due fattori importanti da considerare che determinano il contatto: distanza tra le persone, e il tempo di permanenza nell’ambiente stesso.

Raccontiamo la storia dello starnuto. Lo starnuto in strada: a un metro di distanza, il tempo di esposizione è così breve che il rischio di contagio è bassissimo; mentre al chiuso il tempo di distanziamento gioca in modo sfavorevole perché già superati i primi 5 minuti la distanza di 1 metro risulta assolutamente insufficiente.

La situazione all’interno può migliorare se l’ambiente è arieggiato, porte e finestre aperte, e non troppo affollato.

 

In che modo il virus si sposta negli ambienti, e come si diffonde da un individuo all’altro?

La diffusione avviene per via aerea, e i virus utilizzano come mezzo di trasporto le goccioline di saliva anche microscopiche che vengono prodotte attraverso il respiro sia dal naso che dalla bocca. O, ancora di più, parlando, cantando, o peggio tossendo e starnutendo. Da non dimenticare, inoltre, che anche fumare è un’azione che interessa le vie aeree e quindi scambia particelle e microgoccioline [di fiato e di alito] chiamate droplets presenti nei nostri polmoni con l’esterno. Quindi anche il fumo, sia della sigaretta tradizionale che di quella elettronica, diffondono assieme alla combustione del tabacco, il nostro respiro carico di vapore e di patogeni.

Cosa ci consiglia sull’uso della mascherina?

Intanto l’uso corretto delle mascherine rappresenta un modo ancora più efficace per tutelare se stessi e gli altri. Basti pensare ad una équipe chirurgica che indossa delle mascherine appunto dette chirurgiche, con lo scopo di evitare la contaminazione del campo operatorio e della ferita chirurgica con i microorganismi emessi tramite bocca e naso da parte dell’équipe medica durante tutto il tempo dell’intervento.

Da anni siamo abituati a vedere i popoli orientali che in ambito sociale utilizzano mascherine chirurgiche. Ciò è legato alla loro cultura di rispetto verso gli altri, in quanto questo tipo di mascherina non protegge chi la indossa, ma riduce enormemente il rischio di trasmettere ad altri qualunque tipo di malattia infettiva, a partire da un banale raffreddore.

Per semplificare la comprensione ed indurre ad un corretto uso della mascherina e delle sue varie tipologie, consultate lo schema che vi propongo.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma allora non è sufficiente mascherare la bocca e lasciare il naso libero come fanno tanti?

Ahimè troppo spesso si assiste a spettacoli del genere. Pur provviste di mascherina, capita di incontrare persone che per parlare si abbassano la mascherina stessa, vanificando completamente la protezione. Altri pensano che le goccioline di vapore escano solo dalla bocca, dimenticando che invece escono in gran quantità anche dal naso. La mascherina va indossata coprendo completamente naso e bocca, e facendo aderire il più possibile i margini del tessuto al nostro viso. Oltretutto, abbassare la mascherina e portarla sulla gola, è un mal vezzo che provoca la contaminazione della mascherina stessa tramite il sudore della gola o con altre sostanze che si depositano sulla pelle come microparticelle, polvere, pulviscolo ecc. che poi noi andiamo a respirare quando la indossiamo correttamente. Peggio ancora chi la porta sulla fronte, o nell’incavo del gomito. Insomma, la mascherina va posta solo su naso e bocca, e possibilmente bisogna evitare di toccarla e spostarla fin quando non si è ritornati a casa. Quando non utilizzata, andrebbe prima fatta arieggiare in un luogo fresco lontano da fonti di calore, e poi riposta in un luogo pulito. Anche perché, quando siamo fuori le nostre mani toccano superfici ed oggetti potenzialmente infetti, dato che il virus è capace di sopravvivere anche alcuni giorni su diversi materiali. Per questo motivo quando siamo fuori casa è necessario evitare assolutamente di sfregarsi gli occhi, le orecchie e il naso, che sono “porte aperte” all’ingresso del virus nel nostro corpo.

 

Arrivati a casa, quali gesti semplici ma efficaci ci consiglia di seguire per non contaminare il nostro ambiente domestico e i nostri familiari?

Primo: togliersi immediatamente le scarpe per esempio all’ingresso camminando il meno possibile all’interno di casa, indossando subito un paio di calzature o pantofole per uso esclusivo dell’ambiente domestico.

In questi mesi estivi in cui usiamo scarpe aperte e basse, consiglio vivamente di lavarsi i piedi appena rientrati da fuori, e anche prima di andare a coricarsi, altrimenti rischiamo di contaminare il nostro letto.

Anche ai nostri animali domestici che passeggiano fuori casa andrebbero pulite le zampine, al loro rientro, con una salvietta umida igienizzante. Ricordiamoci che li prendiamo in braccio, che stanno vicino a noi a stretto contatto, e non c’è nessuna differenza tra le loro zampe e le suole delle nostre scarpe.

Secondo: poggiare borse e buste sempre all’ingresso, evitando di lasciarle sui tavoli, sui letti o sulle sedie.

Terzo: lavarsi accuratamente le mani toccando il meno possibile maniglie, porte o altre parti della casa.

Quarto: disinfettare chiavi e cellulare con idoneo prodotto, per esempio con alcool isopropilico per il cellulare, e alcool denaturato o prodotto igienizzante da vaporizzare sulle chiavi.

Quinto: non riporre subito i propri abiti indossati nell’armadio ed evitare di posarli direttamente sul letto o lasciarli in camera da letto, perché potrebbero contaminare la stanza. Meglio appenderli su una gruccia e lasciarli respirare su un balcone, o in una stanza dove si sosta poco, con un buon ricambio d’aria. Anche il bagno non è adatto perché, essendo umido, favorisce la sopravvivenza del virus. È quello che faccio anche io a casa mia.

In conclusione?

Noi dobbiamo combattere un nemico invisibile, per cui è necessario usare l’intelligenza. Rispettare le regole del distanziamento, indossare le mascherine, curare la propria igiene personale, sono tutti segni di intelligenza, di amore verso se stessi, di rispetto verso gli altri, e infine sono un regalo che ci facciamo: ci regaliamo l’opportunità di rimanere sani, e di continuare la nostra vita. Con intelligenza.

 

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Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, dottore di ricerca in geomorfologia e dinamica ambientale, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi culturali, editoriali ed artistici. Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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