Fuori Arcelor Mittal. Nazionalizzazione per riconversione ambientale e piena occupazione

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Il fallimento dell’incontro tenutosi ieri sulla cassa integrazione, con causale covid 19, tra i sindacati e Arcelor Mittal è la riprova che la strada intrapresa dal governo nell’inseguire la multinazionale è sbagliata e soprattutto non dà garanzie per il futuro ambientale e occupazionale di Taranto e della Regione Puglia. Il ruolo del Presidente della Regione Puglia Emiliano è stato del tutto ininfluente e non ha mai affrontato nel merito la vertenza ex Ilva se non con la sua solita approssimazione, cambiando posizione in base agli interlocutori che aveva di fronte. Basti ricordare quando, all’interno dello stabilimento siderurgico in difesa degli “imprenditori” tarantini, pronunciava presente l’AD Morselli la fatidica frase: “adesso mi sento a casa mia”. Il governo deve smetterla di inseguire la multinazionale e deve incominciare a pensare ad un intervento pubblico necessario a modificare l’attuale processo produttivo e garantire l’occupazione dei lavoratori sociali e dell’appalto. Il governo, invece, pensa ad una acquisizione come socio di minoranza che servirà, ancora una volta, a socializzare le perdite senza un minimo di garanzia sul fronte occupazionale e ambientale.

 

Nicola Cesaria candidato alla Presidenza della Regione Puglia Lavoro – Ambiente – Costituzione
 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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