Al voto, al Voto. “Perché è giusto approfittare degli elettori” di Matteo Matteo Spigolon

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In questi giorni ho riletto le citazioni più famose del noto economista statunitense Milton Friedman e una di queste mi ha colpito maggiormente:

“È un grande errore giudicare le politiche e i programmi per le loro intenzioni piuttosto che per i loro risultati”

Non è forse quello che fanno gli elettori a ogni tornata?

Quanti di loro giudicano i politici in base ai veri risultati ottenuti invece che alle intenzioni manifestate attraverso delle promesse in campagna elettorale?

Credo di non sbagliarmi poi molto nell’affermare che il 99,99% (periodico) delle persone vota basandosi esclusivamente sulle intenzioni.

Accade anche a coloro che pensano di essere immuni alla propaganda, ma non lo sono.

Pensaci bene: se ci fossero davvero tante persone che votano tenendo conto solo dei risultati, quanta affluenza alle urne avremmo?

Te lo dico io: bassissima, tanto da far saltare tutto il sistema e mandare in pensione anticipata quasi tutti gli esponenti politici.

Invece non è così.

Sai perché?

C’è sempre un alternativa da provare come ultima spiaggia (ultima come le offerte di Mastrota), c’è sempre un uomo nuovo o una donna nuova su cui riporre fiducia dopo averla tolta ad altri.

E così la ruota continua a girare.

Dal punto di vista del cittadino elettore questa cosa dovrebbe essere allarmante, ma non lo è affatto.

Le persone dimenticano in fretta.

E se non è allarmante per loro, perché dovrebbe esserlo per te?

So che è brutto dirlo, ma chi fa politica non può e non deve sentirsi in colpa per aver fatto delle promesse e non averle mantenute.

La richiesta del mercato è questa: le persone, nonostante quello che affermano pubblicamente e le varie fasi di indignazione, vogliono le intenzioni, non i risultati.

Se poi porti anche i risultati (o la percezione di averli raggiunti), sei un Dio in terra.

Pezzo tratto da Fabbrica Politica  (Marketing politico elettorale) di Matteo Spigolon

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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