Mercati rionali: l’amministrazione Melucci lavora per rilancio e identità

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Il mercato non è solo un luogo di commercio “spicciolo”, ma può rappresentare il biglietto da visita di una città se “parla” del suo passato e si proietta nel suo futuro. Nizza, Atene e Malaga sono solo alcuni tra gli esempi di storici e tradizionali mercati “identitari” del Mediterraneo. Con un attento e sapiente lavoro, anche gli attuali mercati rionali di Taranto potrebbero diventare luoghi d’identità storico-economica di una delle principali città dell’antichità mediterranea: Taras

 

Marché aux fleurs, Mercato dei Fiori – Nizza, Francia (fonte web). Un esempio di mercato tradizionale con merci tipiche della Costa Azzurra: fiori freschi e saponi profumati prodotti artigianalmente
TARANTO – Guardando all’esperienza di molte città europee, l’amministrazione Melucci ha avviato un’interlocuzione con gli operatori del settore per trasformare i numerosi mercati rionali, rilanciandoli come infrastrutture moderne e ricche di servizi.L’assessore allo Sviluppo Economico, Marketing Territoriale e Turismo Fabrizio Manzulli ne ha incontrato alcuni proprio per iniziare a ragionare con loro delle potenzialità dei mercati. «L’idea che abbiamo condiviso con il sindaco Rinaldo Melucci è semplice – ha spiegato Manzulli -, ma al contempo rivoluzionaria per la nostra città: assegnare a ogni mercato una forte identità, imbastire una narrazione che trasformi questi luoghi. Abbiamo trovato conferme negli operatori, disponibili a percorrere questa strada con noi».
La riorganizzazione dei mercati contempla anche una gestione più oculata dei rifiuti, avendo grande attenzione alla raccolta differenziata, o il puntuale rispetto di norme e regolamenti e il contrasto all’abusivismo, attività per la quale è già operativa la Polizia Locale che, attraverso l’assessore Gianni Cataldino ha garantito ulteriore supporto a questa transizione.
Il nuovo volto dei mercati, di conseguenza, assumerà anche il ruolo di attrattore turistico, proprio come accade in molte città europee. La riorganizzazione degli stalli, l’uniformazione di grafica e divise degli operatori, una spiccata attività promozionale sono elementi spendibili da un punto di vista turistico. «Puntiamo a posizionare i nostri mercati su guide e mappe turistiche – ha concluso Manzulli -, perché siano elementi del racconto di una città diversa e aperta ai visitatori».
Atene, Grecia – Mercato tradizionale della frutta secca (fonte web)
L’idea di caratterizzare i vari mercati e dare loro una forte identità territoriale è sicuramente una buona occasione non solo sotto il punto di vista commerciale, ma anche sociale e culturale. Basti pensare che l’attività del “mercato” affonda le sue radici nella preistoria, quando le varie popolazioni si cambiavano beni primari differenti: le popolazioni rivierasche per esempio barattavano il pescato con cereali, carni e latticini delle popolazioni dell’entroterra; quelle mediterranee scambiavano ossidiana con l’ambra del Baltico. Il baratto delle merci, assieme all’accumulo di surplus di beni, portò nell’antichità alla monetazione, cioè all’invenzione della moneta, un bene di scambio più pratico e facilmente trasportabile; ciò avvenne tra la fine dell’età del Bronzo e all’inizio dell’età del Ferro, con leggere differenze cronologiche nei vari punti del Mediterraneo, all’incirca tra il Nono e l’Ottavo secolo a.C.
Popolazioni provenienti dal Medio e Vicino Oriente come Fenici e Greci avviarono fruttuosi import-export e nel Mare Nostrum cominciarono a circolare merci e alimenti di ogni genere, sviluppando la complessità sociale e l’arricchimento di diverse fasce di popolazione. Queste attività favorirono anche la nascita e lo sviluppo di nuovi mestieri, stimolarono e potenziarono la navigazione. Insomma, quello del “mercato” è stato un impulso fortissimo per lo sviluppo della modernità nel Bacino del Mediterraneo, per non parlare poi nel Medio Evo delle scoperte geografiche che sono avvenute grazie alla ricerca di nuove piazze commerciali come la Cina e le Americhe. In quest’epoca di globalizzazione dell’economia, riscoprire il valore del contesto merceologico locale non può che contribuire al miglioramento dello sviluppo territoriale e rafforzarne l’identità, interpretando così l’espressione unica di un luogo, del suo passato e del suo presente.
Malaga, Spagna – Mercato Atarazanas, inserito nella lista dei Beni di Interesse Culturale del Patrimonio Storico di Spagna (fonte web)

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Sabrina Del Piano

Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, geomorfologa, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi artistici Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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