APERTAMENTE – Il Palio di Taranto visto da un tarantino

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Un momento della gara (foto M. Del Vecchio)

 

TARANTO – Si sono svolte venerdì 21 e sabato 22 scorsi, nel Canale Navigabile di Taranto, le gare  della 35° edizione del Palio di Taranto,  manifestazione oramai consolidata nella Città dei Due mari, che si avvale del Patrocinio del Dipartimento Marittimo Sud-Marina Militare e del Comune di Taranto nonché della Federazione Nazionale Canottaggio Sedile Fisso. Ieri sera, dalle 18, dopo la finale, è seguita la premiazione dei vincitori all’interno del Castello Aragonese, l’equipaggio formato da Antonio La Gioia e Daniele Quintano per il Rione Isola Porta Napoli

 

 

Venerdì ho avuto il piacere di  assistere in prima fila all’emozionante semifinale del Palio di Taranto. Io, tarantino che ama la sua città, la sua storia, le sue tradizioni, che ho indagato Taranto con il mio obiettivo per oltre 50 anni con la curiosità sempre viva di chi vede un qualcosa per la prima volta e sente l’impulso di fermare l’attimo, anche se qual qualcosa c’era prima di me e mi sopravviverà di certo;  che ho rovistato in carteggi e archivi alla ricerca di qualche traccia della nostra identità, e con altri amici intellettuali ho fatto della mia ricerca slancio per tante battaglie culturali, venerdì ho vissuto l’ebrezza di documentare come un turista il Palio di Taranto, un evento tutto marinaresco, dal dolce sapore di sale che è il sapore della mia città. Questo velo cristallino è l’invisibile abrasivo che gioca con le facciate dei palazzi della Città Vecchia in cui ricama arcane trine; i tarantini lo conoscono bene, è il condimento della loro quotidianità, ci convivono, lo respirano nell’aria quando passeggiano per le vie del Borgo o sul Lungomare, ne vengono schiaffeggiati quando attraversano il Ponte Girevole nelle giornate di scirocco, lo gustano nei loro frutti di mare, lo rimpiangono quando vanno via da Taranto per “darsi pane” altrove. Volevo marcare come indelebile questa gara con il mio obiettivo anche spinto da una gentile richiesta a cui non volevo dire di no perché, lo confesso, allettava pure me e lo spirito immortale del reporter che mi accompagna costante. Il punto di visuale più adatto mi sembrava proprio il piano esterno casamatte del Castello Aragonese, un luogo sacro nel senso di “riservato”, in cui si svolgono  avvenimenti che lasciano il segno. Se sono riuscito in questo piccolo reportage, è solo per la gentilezza e la cortesia della Marina Militare che mi ha accordato il permesso di scendere fin lì, e che ringrazio. La Marina e Taranto sono come un nodo erculeo, e l’intreccio tra le due scioglie e stringe dinamiche in una danza che rivela sempre sorprese.

Lo spettacolo che mi si presentava non solo agli occhi ma a tutti i miei sensi era davvero emozionante, mozzafiato: in rada l’Amerigo Vespucci, maestosa e leggera, sembrava sfiorare il pelo dell’acqua e osservare con eleganza distaccata i gozzi in gara, mossi dai poderosi bicipiti di atleti tra cui non mancavano certo le quote rosa. Il sole regalava un manto di bisso dorato al canale, al Palazzo della Provincia, all’Ammiragliato; la gente assiepata su Corso Due Mari con fare gioioso seguiva la competizione, gli immancabili rondoni sfrecciavano in alto sopra le nostre teste, tra i pennoni del castello. L’odore di benzina e di ferroso si mescolava a quello del sale, delle alghe che crescono sulle banchine, dei fiori di cappero e degli oleandri. Anche se concentrato a rubare l’attimo giusto tra un gozzo e l’altro, ho confessato a me stesso con sorpresa ed emozione quanto fossi orgoglioso di essere tarantino, e quanto amassi la mia città. Una goccia appena percettibile d’amaro e di dolore si è infiltrata nell’oro di questa gioia: potrà tornare a risplendere come merita, con dignità e amore, questa nostra bella Taranto?

Michele Del Vecchio

Michele Del Vecchio fotoreporter e operatore culturale

 

 

 

 

 

 

 

La nave scuola Amerigo Vespucci in rada a Mar Grande, e particolare della gara dalla banchina del Castello Aragonese – si riconosce in maglia blu al centro, Pinuccio Graniglia (foto M. Del Vecchio)

 

Immagine iconica del Palio di Taranto 2020 (foto M. Del Vecchio)

 

Momenti della gara semifinale (foto M. Del Vecchio)

 

Vogatrici in gara sotto le mura del Canale Navigabile (foto M. Del Vecchio)

 

 

Gozzi e vogatori in gara (foto M. Del Vecchio)

 

Transito della motonave Clodia e della Guardia di Finanza nel Canale navigabile (foto M. Del Vecchio)

 

 

 

 

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