Quei bravi ragazzi…. Presentazione del candidato Ciro Petrarulo.

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Grande commozione e orgoglio ieri sera tra i cinque amici di Ciro Petrarulo presenti alla conferenza stampa di presentazione della sua candidatura a consigliere regionale.

Una serata densa di significati e spunti di riflessione a cui ha preso parte il prof Luigi Lopalco ed il Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò.

Giusto per chiarire i termini del discorso ho chiesto al prof Lopalco a che titolo fosse presente all’incontro, ossia come epidemiologo a capo della task force, oppure come candidato in una delle 15 liste di amici, conoscenti, sconosciuti e passanti occasionali messe insieme da Michele Emiliano?

La domanda può sembrare cattiva, ma serviva a fare chiarezza sulla posizione di questo illustre uomo dei miracoli che è venuto in Puglia per salvarci dal castigo divino.

Lopalco ha chiarito che lui non è ineleggibile perché il “goffo” tentativo di alcuni consiglieri regionali di opposizione finalizzato a farlo dichiarare ineleggibile non è andato a buon fine, dato che il relativo emendamento proposto in consiglio regionale è stato respinto, a detta di Lopalco.

Tuttavia, proprio perché lui è buono, trasparente e garantista, ha ritenuto opportuno dimettersi dal ruolo di capo della task force, continuando però a lavorarci dentro a titolo di volontario per il bene dell’umanità.

A questo punto c’è da chiedersi a che titolo ci lavori dentro, se ha potere decisionale e di firma e nella ipotesi in cui incorra in responsabilità professionale a che titolo bisognerebbe contestarglierla, dato che la figura del volontario come carica di vertice di un organo consultivo non è mai stata tipizzata nell’ordinamento italiano.

Forse Lopalco avrebbe fatto meglio ad entrare come volontario temporaneo nella Croce Rossa se avvertiva in modo così impellente il bisogno di spendersi gratuitamente per il bene della collettività.

Tuttavia, quello che rileva in questa sede è la sua spudorata volontà di mentire sapendo di mentire, perché in realtà l’emendamento alla legge elettorale regionale che ha previsto l’ineleggibilità dei membri della task force, non è stato respinto, come dichiarato da Lopalco, ma è stato approvato con il voto favorevole di 28 consiglieri regionali e quello contrario di 19. Importante segnalare anche che tra i 28 consiglieri che hanno votato a favore della ineleggibilità di Lopalco, ci sono anche consiglieri appartenenti alla maggioranza consiliare del Presidente Emiliano, a riprova del fatto che barlumi di coscienza ogni tanto si risvegliano anche anche nei governanti quando in ballo c’è la necessità di tutelare il diritto costituzionalmente garantito ad una sana competizione elettorale, che non venga viziata da abusi di potere del governante di turno mediante la confusione di cariche amministrative con cariche politiche, o meglio utilizzando la visibilità e la posizione di privilegio dell’incarico pubblico retribuito da tutti i contribuenti, per apportare vantaggi personali ad una parte politica piuttosto che ad un’altra.

Purtroppo però questa distinzione tra ruoli amministrativi e competizioni elettorali sembra essersi definitivamente persa nell’area di centro sinistra in tutti i livelli della politica, una prova ne è stata la presenza del Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò alla presentazione del candidato Ciro Petrarulo.

Il Sindaco D’Alò nel suo intervento ha parlato da Sindaco, lodando Ciro Petrarulo come figura di spicco della propria maggioranza consiliare, dichiarando che tra tutti i candidati grottagliesi è il suo favorito, nonché dichiarando che tutti abbiamo bisogno di Ciro Petrarulo perchè solo lui ha la competenza per rappresentarci in Regione, creando un filo istituzionale per lo scivolamento a Sud fino a Grottaglie di una serie di finanziamenti ed agevolazioni su base politica.

Insomma, secondo il Sindaco D’Alò, noi grottagliesi, senza Ciro Petrarulo non andiamo da nessuna parte nel mondo.

Alla mia domanda se ritenesse corretto per il rappresentante delle istituzioni locali e della intera comunità, quale è appunto il Sindaco, appoggiare deliberatamente la candidatura di un solo candidato, tradendo in tal modo la rappresentanza istituzionale di tutti quei cittadini grottagliesi che in Ciro Petrarulo non si riconoscono, il Sindaco, nella risposta ha cambiato registro comunicativo e dopo aver dichiarato che la mia domanda non meritava una risposta, ha risposto per mera magnanimità, dichiarando che la sua presenza alla presentazione di Petrarulo non è da considerarsi in veste di Sindaco, ma in veste di comune cittadino grottagliese.

In pratica, D’Alò ha fatto un cambio d’abito talmente repentino da lasciare tutti noi oltremodo perplessi, anche i cinque amici di Petrarulo, che erano venuti alla presentazione convinti di poter contare sul sostegno del Sindaco, e all’improvviso si sono ritrovati il sostegno di un comune cittadino, alla anagrafe denominato Ciro D’Alò.

A questo punto abbiamo cercato di capire se cotanta fiducia nei confronti del candidato Petrarulo, da parte di soggetti istituzionali politicamente “imparziali”, fosse meritata oppure no, e abbiamo chiesto al candidato in quale modo pensa di risolvere il cronico problema della carenza di personale medico specializzato nelle strutture sanitarie dell’area jonica.

Il candidato Petrarulo ha dichiarato che il problema è risolvibile costruendo un ponte tra le facoltà di medicina e gli ospedali.

Cioè proprio così, secco. Al punto che io e i cinque amici di Petrarulo ci siamo guardati pensando perplessi a come mai nessuno non ci avesse pensato prima, ma prima che questa perplessità si trasformasse in derisione è intervenuto il Sindaco Amico D’Alò per aiutare l’Amico Cittadino Petrarulo, spiegando che è necessario togliere il numero chiuso dai corsi di specializzazione e creare incentivi economici per indurre i medici a scegliere di lavorare a Taranto.

Questa risposta mi è piaciuta e ha chiarito una volta per tutte che il Sindaco D’Alò è una persona che studia, o quanto meno, legge i comunicati stampa di Fratelli d’Italia Grottaglie, che a seguito di un incontro con i sindacati di categoria del settore sanitario, oltre alle misure citate dal Cittadino Sindaco Amico, ha proposto la creazione di concorsi di assunzione del personale medico su base provinciale, in modo da impedire ai medici di farsi trasferire in altre province ed ha proposto un ampliamento del piano organico del personale sanitario attualmente in vigore.

Piano organico del personale approvato da Fitto nel lontano 2004 e mai più aggiornato nel corso dei successivi 15 anni di governo della sinistra in Regione.

Quindi di grazia, se manca il personale, la colpa è di Fitto che ha approvato un piano del personale conforme alle esigenze sanitarie dell’anno 2004, oppure è della sinistra che quel piano non ha mai ampliato?

Riguardo poi all’Ospedale San Marco, meglio stendere un velo pietoso. L’autodefinitosi guerriero-lottatore Petrarulo è arrivato a dire che grazie a lui e alla Amministrazione D’Aò, l’ospedale di Grottaglie brilla per qualità ed efficienza quale polo riabilitativo, tralasciando però di riferire che degli originari 40 posti letti previsti, attualmente al San Marco ce ne sono solo 9 e, non ci resta che aspettare il miracolo annunciato dall’Assessore Mino Borracino con delega alla Onnipotenza, affinchè questi 9 posti letto si trasformino presto nei ben 111 posti letto annunciati qualche giorno fa, presumibilmente operativi dal giorno successivo alle elezioni regionali in corso.

Per il resto, segnaliamo nel manifesto di presentazione di Petrarulo l’indicazione che lui e l’Amico Cittadino Sindaco D’Alò hanno chiuso la discarica, hanno avviato la raccolta differenziata dopo quattro anni di iter burocratico, sono entrati nei circuiti internazionali del turismo e poi ne sono usciti, e come detto prima, con il Presidente Michele Emiliano hanno risolto il problema dell’Ospedale San Marco salvandolo dal “duro piano di riordino ospedaliero” previsto da Fitto.

Che dire? Meno male che Petrarulo esiste!


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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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