ANAAO: L’epidemia di coronavirus non è finita per decreto.

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L’epidemia di coronavirus non è finita per decreto. Quel decreto che, come tutti sanno, ha introdotto le famose misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Per tutta l’estate abbiamo continuato a vedere casi sporadici di pazienti infetti. Ora la curva sta salendo in tutto il paese e la domanda viene spontanea: a Taranto siamo preparati? In primavera siamo stati molto fortunati ma non si può contare sempre sulla fortuna.

L’ultima ispezione dei NAS sembra abbia appurato la mancanza di protocolli nei due PS interessati, ma l’ASL a che punto e’? A parole, come al solito, va tutto bene ma la realtà sembra essere ben diversa. Zone grigie nei reparti, dove tenere in isolamento i pazienti in attesa dei tamponi, non presenti o non realizzabili. Protocolli di gestione del paziente sospetto COVID, a livello aziendale, che non sembrano essere presenti, tanto che in alcuni reparti, come la Medicina di Taranto giunge voce che si continui a ricoverare, senza esito del tampone naso faringeo, in violazione delle indicazioni regionali ma, salvo smentita, con l’avvallo della Direzione Medica del Presidio. Forse è già stata dimenticata la chiusura dell’intero reparto in conseguenza del ricovero di pazienti risultati, in seguito, positivi al COVID19.

Altrettanto insufficienti sembrano essere i dispositivi di protezione come i distributori di gel, per quello che si può vedere, molto spesso vuoti e assenza totale di contenitori per i dispositivi dismessi. Ma, cosa ancora più grave, se fosse confermata, l’assenza di linee guida e protocolli di gestione relativi ai percorsi COVID. In primis quello per le urgenze chirurgiche COVID, il cui mancato recepimento, anche se compilato in 5 giorni a cavallo di Pasqua e super dettagliato, ha già comportato, mesi fa, la chiusura per sanificazione di più di una sala operatoria.

Cosa è stato fatto in questi mesi di “tregua”? Sembra non molto a giudicare da alcune dichiarazioni allarmanti dei diretti responsabili di alcuni servizi e di quanto sembra sia successo ieri (24 agosto) presso la radiologia del Moscati. Chiusura del servizio per l’intera mattinata e spostamento di esami TAC con mezzo di contrasto, già spostati da Grottaglie dove non c’è l’anestesista, al pomeriggio. Quale sarebbe stata la causa? Sembrerebbe la necessità di effettuare un esame radiologico a un paziente COVID positivo. E non sarebbe la prima volta. Nella stessa struttura che ospita anche pazienti oncologici ed ematologici. Attendiamo conferma, così come della presenza, presso il Moscati, del Direttore Sanitario, che ha interrotto le ferie, forse per verificare le criticità legate alla presunta assenza di protocolli e di percorsi separati per queste tipologie di pazienti.

Come al solito la Direzione griderà all’allarmismo e alle fake-news ma, purtroppo, non può smentire i documenti ufficiali. Maiorano, in un comunicato del 22, ha evidenziato dubbi sul modulo di terapia intensiva Covid-19 inaugurato dal Governatore Emiliano il 5 giugno. Sembra non abbia torto. Nei documenti ufficiali ASL si parla di “aggiornamento sullo stato dell’arte dei lavori in vista del completamento del “mini-Covid”, l’apposito modulo in fase di realizzazione indispensabile per la gestione di un’eventuale seconda ondata di ospedalizzazione”, “ci vorrà ancora qualche tempo per completare gli interventi di adattamento della strumentazione e del modulo rinvenuto dalla Protezione Civile”, “il potenziamento della diagnostica TC, con il posizionamento della nuova strumentazione e l’allestimento di nuovo modulo esterno sarà completato verosimilmente entro metà ottobre”, “di fronte all’annunciato aumento dell’attività analitica ….oggettive difficoltà emerse in rapporto alla strumentazione in possesso e alle risorse in organico”oltre al fatto che “ la capacità massima del polo laboratoristico si aggirerebbe sui 200-250 tamponi al giorno complessivamente”.

Questo senza contare la scarsità dei reagenti dovuto a problemi internazionali. Ma il Direttore Generale non aveva detto che era tutto pronto e funzionante? E cosa è stato inaugurato? Un modulo ancora da completare? Neanche una parola di protocolli, linee guida e situazione igienico-sanitaria di alcuni ospedali, tra blatte ed escrementi di piccione. D’altra parte alla riunione della task-force, come da copione non erano presenti né il Capo Dipartimento delle Direzioni Mediche, dott.ssa Leone, né il responsabile del Risk Management, dott. Chirone. E cosa aspettarsi dato che da Gennaio aspettiamo chiarimenti sulla incidenza e gestione delle infezioni ospedaliere che, forse, hanno provocato più morti del COVID-19? Nel frattempo continuiamo a utilizzare la TAC del Moscati per tutti, bloccandola per ore per sanificazione. Cosa vogliamo fare? Ritrasferire in Casa di Cura, a costi ancora ignoti ufficialmente, i pazienti a rischio? Rischiare un’ondata COVID che non sembriamo preparati, per la seconda volta, ad affrontare? Non essere in grado di gestire un’emergenza perché la TAC deve essere prima sanificata? Cosa è stato fatto in questi tre mesi di “tregua”? Oltre ad andare in ferie?

dott. Giancarlo Donnola
Consigliere nazionale

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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