Carmela Comes, la Signora delle spose: “La mia Puglia come un pizzo macramè

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Carmela Comes, direttore creativo dell’atelier di Grottaglie “Carmela Comes Sposa”. Un’azienda che è un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale e da 30 anni produce abiti da sposa di alta sartoria, fatti a mano.

 “La Puglia per me è un pizzo macramè. Perché è uno dei pizzi più spessi che ci sia. Perché il suo ordito in rilievo mi ricorda l’albero d’ulivo, la sua nodosità, le nostre radici. Ma la Puglia è anche uno chiffon. Morbidissimo trasparente, impalpabile, come il mare”. Carmela Comes non perde mai lo stupore, la meraviglia e l’entusiasmo, quando parla della sua terra. Glielo leggi negli occhi, lo scorgi nelle mani intente a mettere spilli, coordinare tessuti con accessori, sistemare pizzi. Da 30 anni, nell’atelier Carmela Comes Sposa, produce abiti da sposa di alta sartoria. Abiti fatti a mano, secondo le più antiche tradizioni di ricamo.

Sono giorni intensi. Il 19 settembre, in piazza Rossano, cuore del centro storico di Grottaglie, c’è Passerella Mediterranea, quinta edizione dell’evento glamour interamente dedicato alla presentazione della nuova collezione Nena, firmata Carmela Comes. Sponsor della serata: Cantine due Palme, eccellenza internazionale nel mondo del vino e Mercedes Benz, espressione del lusso nell’automotive. Una sfilata che racconta il territorio e l’artigianalità tutta pugliese e per questo ha come partner istituzionali il Comune di Grottaglie, con l’assessorato al Turismo e alle Attività produttive e Confindustria Taranto, con la sezione tessile e abbigliamento. Accanto al glamour poi, l’attenzione al sociale, con la partecipazione della sezione locale della Lilt, Lega Italiana per la lotta ai tumori.

Nove mesi di lavoro per produrre 25 capi unici. Per Carmela Comes una nuova collezione è una gestazione, da cui nascono abiti di seta pura, con pizzi francesi di altissima qualità, ricamati a mano. “Quest’anno le mie creazioni ricorderanno le tessiture di vecchi telai, effetto tombolo, effetto uncinetto”- svela. Poi torna sui suoi passi. “Basta però. Non posso dire altro”. “È gelosissima della sua cose- raccontano i suoi collaboratori più stretti- e per molti di noi, ogni anno la collezione è una sorpresa. Sarà così anche per la collezione Nena. La vedremo per la prima volta il 19 settembre, giorno della sfilata”. Come ogni artista che si rispetti, l’ispirazione per Carmela Comes arriva all’improvviso, spesso di notte.

“Il mio obiettivo – racconta- è tirare fuori qualcosa di completamente inedito, rispetto a quello che c’è in giro. Ecco perché ci sono giornate in cui non ho voglia di parlare con nessuno, completamente concentrata sul mio lavoro, sulla creazione. Anche le prime ore del mattino mi ispirano. Penso ad un tipo di tessuto, agli accostamenti, a come può essere intagliato un pizzo affinché venga sovrapposto ad un altro pizzo, diverso per filato, per effetto, per categoria. Macramè, Chantilly, Rebrodè: un abito non viene composto mai con un solo tipo di pizzo. Saperli assemblare è fondamentale. Il pizzo è un tessuto piatto, che nasce in pezza. Per ricavarne un disegno, va intagliato e composto: un fiore da una parte, una foglia da un’altra, per creare un tralcio. Serve un certo equilibrio, così da evitare di appesantire o che l’insieme sembri scarno. La ricerca dell’unicità nelle mie creazioni è un lavoro sfiancante ma non saprei farlo diversamente.

Porto in passerella solo pezzi unici. Quando nasce una collezione, ci deve essere un filo conduttore. Se un abito è fuori rispetto al tema che ho scelto, lo scarto, anche se mi piace da morire. Il risultato deve in primis piacere a me e poi, ovviamente, cerco di adeguarmi ai gusti del mercato, le richieste del momento, il tipo di ragazza che andrà ad indossare la mia opera su tessuto”- conclude Carmela Comes. Una ragazza come Nena, il nome della collezione 2021 che verrà presentata il 19 settembre prossimo. “Nena rappresenta una donna del Sud che è tornata a mettersi al centro. Emancipata, cosciente del suo fascino- chiosa Carmela Comes- innamorata della sua sensualità, sicura di sé, delle sue forme e della sua intelligenza. Il mare, i colori della terra, le ceramiche della mia Grottaglie, mi hanno ispirato”.

 

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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