Inaugurata la mostra “Oltre Il Muro, Dumas” al Castello Aragonese di Taranto

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In attesa dell’inaugurazione. A sinistra Pillinini, di spalle a sinistra Piero Massafra (servizio fotografico di M. Del Vecchio per Archivio Oraquadra)

 

Si è svolta il 10 settembre al Castello Aragonese di Taranto la presentazione della mostra “Oltre il muro, Dumas” dedicata alla prigionia del generale francese Alexandre Dumas. La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2021. Curata dall’associazione Amici del Castello Aragonese di Taranto e dalla Marina Militare, “Oltre il muro, Dumas” è oggetto del progetto Interreg Polysemi, a cui ha aderito il Comune di Taranto, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg Grecia-Italia, che annovera tra i partner anche il Dipartimento di lettere dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il Dipartimento di Informatica della Ionian University di Corfù, il Ministero greco della Cultura e dello Sport e la Regione delle Isole Jonie. Di questo progetto fa anche parte lo spettacolo teatrale “La straordinaria vita del generale Dumas” in programma questa sera, alle 20, al MuDi di Taranto 

Piazza d’Armi del Castello Aragonese, accesso alla mostra (foto M. Del Vecchio per Archivio Oraquadra)

 

TARANTO – In un pomeriggio assolato di settembre ha avuto luogo il taglio del nastro tricolore presso il Castello Aragonese di Taranto della suggestiva mostra “Oltre il muro, Dumas“, dai cultori dei romanzi di cappa e spada definito il Castello del conte di Montecristo.

Curata e realizzata dall’Associazione Amici del Castello presieduta dall’Ammiraglio Francesco Ricci e dalla Marina Militare, “Oltre il muro, Dumas” è una mostra artistica e anche di documentazione storica. Infatti, essa trae origine dalla pagina di storia del triste periodo di detenzione nel castello, dal 1799 al 1800, dello stesso generale Alexandre Dumas (padre). e’ necessario rendere grazie all’encomiabile lavoro di sottile vignettatura del tarantino Enrico Pillinini che ha riempito di vero le mille condizioni di natura fantastica, legate a mille vicende di ardimento e valore che si erano evidenziate nel periodo proprio della detenzione del generale.

Una di queste rimane impressa: la chiacchierata vicenda del tentativo di avvelenamento del generale da parte dei suoi aguzzini, bramosi di impossessarsi del suo tesoretto – per legge, i valori custoditi dai carcerieri sarebbero stati ereditati da essi stessi se il prigioniero fosse morto. Superato brillantemente con un sofferto e e doloroso imbarazzo viscerale, il Nostro riuscì a salvare il tesoro e la vita. Le immagini,    attinenti la tematica della detenzione e dei futuri sviluppi di una rocambolesca insorgenza contro i suoi carcerieri, sono mirabilmente esposte nelle segrete dello stesso castello, ovvero nella Galleria Svevo – angioina,  cadenzate dalle meravigliose immagini di Enrico Pillinini, artefice della verità celata della storia della nostra Taranto settecentesca.

 

 

 

 

 

Michele Del Vecchio fotoreporter e operatore culturale

 

 

 

 


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