APERTAMENTE di Geronimo De Leonardis: “Elezioni Regioni Puglia. Ancora una volta un buco nell’acqua”

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Che nessun candidato regionale grottagliese risultasse eletto era facile prevederlo. Troppi loro e troppo forte la concorrenza ‘straniera’. Peccato.

Ma la vera grande sconfitta di questa tornata elettorale è la coalizione della maggioranza che amministra la nostra cittadina. Se lor signori pensavano di riuscire ancora a smuovere le masse locali così come avvenne nel 2016 dovranno ricredersi un bel pò. Il giochino non funziona più ed il candidato sostenuto ha fatto un mezzo flop. Eh si. Perché pur avendo utilizzato tutta la potenza di fuoco disponibile ha solo ottenuto un modesto risultato. Poco meno di 1200 voti sul territorio grottagliese. 1000 in meno rispetto a quelli ricevuti da un’altra nostra concittadina ottenuti senza gli aiutini del palazzo. Con una differenza non da poco: i 2200 voti ottenuti dalla giovane donna sono tutti suoi. Dei 1200 ricevuti dal guru della politica locale chissà quanti sono veramente i suoi e quanti invece arrivati di rimbalzo attraverso la coalizione di maggioranza. Comunque sia, la montagna, alla fine, ha partorito il topolino.

Questo post è diretto a lui, al candidato sponsorizzato dalla nostra maggioranza, che mai come in questo momento può essere visto come simbolo del fallimento della nostra amministrazione che pare essere l’unica a continuare a pensare di aver ‘rivoluzionato’ Grottaglie e di godere di quel consenso che ormai vedono solo loro.

Era lì l’esperto. Il guru della politica locale. Quello che “la politica non s’inventa”. Pronto a far un unico boccone di tutti gli altri candidati novizi. Sono una garanzia diceva. Ho costruito una rotonda e una strada e faccio parte di una grande squadra che mi sostiene. La migliore che ci sia. Siamo una squadra fortissimi.

E vai, candidato sponsorizzato dalle istituzioni locali, vai. In ogni dove. Vai e insegna ai novizi la sana politica dell’aiutino. Perché lottare ad armi pari? Usiamo armi che gli altri candidati non hanno. Ora il Primo Cittadino, ora il Secondo. Assessori e consiglieri quasi fossero degli alfieri. Facciamoci immortalare per poi subito postare. Siamo una squadra fortissimi. E poiché vogliamo esagerare non facciamoci mancare il selfie fianco a fianco al Primo Cittadino in una scuola a poche ore dalla chiusura dei seggi. E sbattiamola in faccia agli elettori e agli altri candidati. Benvenuti a Grottaland. Ma, tutto inutile.

E di che parliamo? A, bhe. Di tutto. Sanità, santità, turismo religioso, cani randagi e gatti radioattivi, agricoltura alternativa, uva, frutta e verdura. Lavoro ed immigrazione sono il piano B. Con quelli non sbagli mai. E, a parole, spegniamo tutto ciò che inquina: altoforni, raffinerie, automobili, ceri e candele, cementifici e motorini. Lasciamo solo le biciclette facendo finta di non sapere che per costruirle serve l’acciaio. Perché una bicicletta aiuta sempre, magari ad arrivare a Bari.

È dato per disperso il guru della politica locale. Quello della politica dei contenuti ma che poi spara a zero su chiunque gli capiti a tiro. Fitto, Franzoso, Rossi, Bianchi e Verdi. L’assessore Gioia? È stato un errore ma adesso sta con Fitto. Non gli par vero di poter dare addosso agli avversari. Pare che ci sguazzi in questo. E giá progettava epurazioni l’ex candidato ciclista. “Quello va cacciato, io l’ho detto ad Emiliano”. E se lo dice lui.

Nel confronto pubblico poi arriva il meglio. In quel parco dedicato alla Civiltà in cui anche il giovane moderatore viene messo a disagio. Una sceneggiata consumata tra fogli sventolati e pernacchie ectoplasmatiche che solo lui ha il potere di sentire. Senza perdere l’occasione per schernire l’altro candidato presente sullo stesso palco. “Ma lei sta con Fitto o con Emiliano?” E una volta, due volte, tre volte. Microfono alla mano con quel fare simil guascone nei confronti di una giovane donna dai modi garbati. Che dire. Qui non c’entra né la politica né la comunicazione. Qui è solo questione di stile. O lo hai o non lo hai. Per la cronaca, quella candidata, silenziosamente, senza aiutini, senza gazebo, senza farsi vedere mano nella mano con nessuno, senza la pretesa di risolvere i problemi dell’intero universo e, praticamente, senza campagna elettorale ha portato a casa 440 voti made in Grottaglie. Premiati il garbo, la modestia e la competenza mostrata nel suo settore.

Chi ha notizie del ciclista della provincia jonica?
È stato visto indossare la maglietta con lo sponsor dei governatori locali. Era in zona ospedale per poi dirigersi verso i comparti C. Ha trovato un ospedale vuoto (ma va) e cittadini dei comparti indignati dal suo passaggio. Niente ali di folla da quelle parti. Manco un voto deve aver beccato. Che delusione, nessuno se lo è filato. Sotto il gazebo niente. E si è pure arrabbiato. ‘Strumentalizzati’, li ha chiamati. È stato poi, visto dirigersi in direzione Bari assistito dai governativi che a bordo dell’ammiraglia continuavano ad incitarlo. Il corteo è stato dato per disperso alle porte del paese oltrepassato il quale i grandi locali diventano perfetti sconosciuti. Non aprite quella porta, il feudo finisce qui. Bella favola quella dell’amministrazione che altri comuni della provincia ci invidiano. C’era una volta, ma anche no.

E a nulla è servito l’estremo tentativo del Vice Sindaco. Colui che nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale ha mostrato le sue grandi capacità da perfetto gregario spingendo il ciclista verso la direzione sbagliata ed inviando pubblicitá elettorale ad urbi et orbi tramite broadcast whatsappiano anche sabato sera durante il periodo di silenzio elettorale.
Qualcuno dovrebbe suggerire al Vice che quando si gioca a ‘spingi il candidato’ la mira va presa bene perché il rischio è quello di catapultarlo dritto dritto nelle trincee nemiche. Magari anche attraverso uno spot che invece di voler rappresentare uno spaccato della società grottagliese ha invece generato ilarità o, forse, la sensazione di un fare maccheronico. Chissà. Comunque sia, bye, bye, Bari.

Siamo cittadini stranissimi. Occhietti chiusi ma, quando serve, li apriamo. Ti riempiamo di like ma poi non ti votiamo. Neanche se sei stato sponsorizzato ed aiutato dalla coalizione di maggioranza e dal Primo Cittadino in persona. O, forse, il problema è stato proprio quello?

Tanti voti mancano all’appello dell’ex candidato ciclista. Con tutto il sostegno ricevuto e con 27.000 elettori grottagliesi avrebbe dovuto prenderne almeno il triplo. Almeno. Perché a Laterza, comune di 15000 abitanti, un certo Lopane inserito nella stessa lista tanti ne ha presi: il triplo. 6300 nell’intera provincia. Quasi 3000 voti fuori casa.

Quando piaci alla gente e non cadi nell’errore di pensare che il “feudo” sia tutto tuo realizzando quindi che i voti vanno cercati fuori, tra la gente, e non postando a raffica foto su Facebook che ritraggono le tue grandi gesta o quelle della magnifica amministrazione comunale, i risultati arrivano. Eccome.

Perché lo sponsor istituzionale è comodo, ti illude, ma poi, in cabina … chissà. Non sarebbe una novità. È la politica. Invidia e pugnalate ne fanno parte. “Anche tu, o Bruto, figlio mio”. Lo disse Cesare pugnalato e morente in Senato. La storia insegna.

Ave Grottaglie. Ora tocca a te. Riscattarti è tuo dovere. Alzati e cammina. E fallo senza gli aiutini del palazzo. Perché se il risultato è questo, meglio camminare da soli.

 

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