Castellaneta: Operazione “Fuoco amico”. I Carabinieri arrestano 3 soggetti responsabili a vario titolo di incendio in concorso e detenzione e spaccio di stupefacenti

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All’alba di oggi 23 Settembre 2020, in Castellaneta (TA) i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia CC hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Taranto, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica jonica a carico di tre persone (P.G. classe 1991, C.D. classe 1969 e P.D. classe 1968 dimoranti a Castellaneta) ritenute, a vario titolo, responsabili di incendio in concorso, nonché detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine, denominata fuoco amico, è iniziata dopo l’incendio, appiccato il 25.02.2020, alle ore 23.20 circa, nell’officina –  concessionaria F.lli Pinto, nel centro di Castellaneta. Nell’immediatezza dei fatti si accertava che ignoti, dopo aver tranciato la rete metallica di recinzione, in corrispondenza della finestra dei locali adibiti ad ufficio, avevano appiccato fuoco attraverso lo stesso infisso, con del liquido infiammabile. Le fiamme, benché domate dai Vigili del Fuoco di Castellaneta, provocavano comunque ingenti danni al fabbricato, con la distruzione di vari documenti contabili, dodici computer, stampanti e materiale informatico, oltre a due autovetture.

Le indagini, anche supportate da attività tecnica (esame dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e acquisizioni testimoniali) hanno evidenziato i gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione:

–       all’incendio con l’individuazione del mandante e dell’esecutore materiale, per due di loro;

–       al reato di detenzione e spaccio di cocaina, eroina ed hashish, da parte dell’esecutore materiale dell’incendio in questione, in concorso con altri tre indagati, estranei alla vicenda dell’incendio, di cui uno destinatario della misura cautelare personale.

Nel corso dell’indagine, è emerso che il mandante era legato alle vittime, da rapporti di amicizia, essendo un fabbro, con officina attigua al luogo del delitto, ma anche lavorativi per aver eseguito lavori per conto delle stesse. Da qui il presunto movente ascrivibile a futili motivi, in relazione ai sopraggiunti dissapori, avendo le vittime commissionato dei lavori ad altro artigiano del luogo, anziché al mandante.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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