APERTAMENTE. “Il politico che vorrei” di Davide De Fazio

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È stata una campagna elettorale per le regionali molto combattuta che ha visto primeggiare Michele Emiliano, che è l’esatto contrario di quello che per me è il prototipo del politico ideale. Alcune volte, in questi anni di politica attiva, ho avuto l’impressione di aver trovato il mio politico ideale, l’uomo che incarnava tutto ciò che dovrebbe essere un politico, ma una volta venuti a contatto con il potere questi uomini si trasformavano sotto i miei occhi, fagocitati dal sistema marcio della politica, pronti ad ogni compromesso pur di non perdere lo scettro del potere tanto agognato. Costretto, a mia volta, a voltarmi indietro ed allontanarmi per non sporcarmi, nella piena comprensione di aver sbagliato nuovamente a riporre la mia fiducia.
Ho una mia visione della politica e del politico che desidererei.
La politica che vorrei è fatta dai valori che mi piacerebbe fossero condivisi dal popolo: trasparenza, etica, fiducia, giustizia, legalità responsabilità, partecipazione e coinvolgimento.
Il politico è un uomo e certamente può sbagliare, nessuno è perfetto. Non basta però essere solo bravo ed onesto, ma il mio politico ideale dovrebbe possedere anche un’onestà intellettuale, merce rara di questi tempi.
Vorrei,innanzitutto, un politico che abbia la fedina penale pulita, un politico che sappia affrontare e risolvere le problematiche che si trova ad affrontare.
Vorrei un politico che sappia creare ricchezza e posti di lavoro, capace di distribuirla nel modo più equo possibile, senza nessun tipo di clientelismo e che faccia della meritocrazia il suo metro di giudizio.
Desidererei un politico dalla grande umanità, gentile e che sia vicino alla gente e che ascolti i loro problemi, per poter meglio capire come risolverli.
Desidererei un politico che investa su ambiente, energia alternativa, sulla scuola e sui giovani e la loro preparazione, un uomo che pensi a creare un futuro migliore e non pensi solo al presente.
In tutti questi anni mi rendo conto di cercare utopisticamente un politico che forse non esiste o che forse non troverò mai.
Gli italiani  dicono di essere incazzati, delusi, amareggiati e nauseati dalla politica, anzi dai politici ladri e corrotti, ma credo che se abbiamo questa politica corrotta e questi politici ladri che pensano più a riempire le loro tasche, che al benessere ed al futuro dei cittadini che rappresentano, grande responsabilità la hanno quella gran parte di elettori che continuano a votare le mele marce, che continuano a votare chi ha ampiamente dimostrato di non saper amministrare, che continuano a votare non persone oneste e competenti che hanno dimostrato di fare bene e che hanno progetti validi per la comunità da realizzare, ma votano chi offre loro posti di lavoro o promesse di lavoro, chi dona loro piccole o grandi somme di denaro o dispensa favori di vario genere. Quindi se abbiamo una politica marcia e corrotta, è perché abbiamo un elettorato marcio e corrotto. In questi giorni mi chiedo sempre più spesso perché continuo a voler fare politica, perché continuo a denunciare il malcostume di una “Politica” corrotta, rischiando ritorsioni (come quando hanno incendiato la mia autovettura) ed essendo emarginato da tutti, comunque gli elettori ancora una volta hanno dimostrato che a loro non interessa, ne è un fulgido esempio questa campagna elettorale per le regionali a cui ho assistito, condotta nel pieno disprezzo delle regole e dell’etica. Un modo di fare politica che io odio con tutte me stesso, ma che i cittadini pugliesi ed i miei concittadini hanno nuovamente premiato con la vittoria.
Forse è arrivato il momento di appendere il cappello al chiodo e dire basta.
Davide De Fazio 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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