APERTAMENTE. Pillole di malagiustizia. Ogni tanto, per fortuna ( o purtroppo) accade di frequente

Condividi

La Corte d’Appello di Napoli, ribaltando la sentenza di primo grado, ha assolto Nicola Cosentino, già parlamentare di Forza Italia, già sottosegretario, dall’accusa di essere colluso con la camorra.
Accusa che, mossa da Carmine Schiavone, già boss dei casalesi successivamente pentito (?), venne archiviata dall’allora procuratore Raffaele Cantone ( già presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ora Procuratore della Repubblica a Perugia – a proposito, sembra un regalo di buon onomastico a Cantone-) e successivamente avvalorata dalla procura antimafia di Napoli.

Chi restituirà a Nicola Cosentino serenità, carriera politica, carriera professionale, 9 anni 9 di vita, dei quali tre trascorsi da detenuto?
Certo, avrà diritto al risarcimento per l’ingiusta detenzione, chissà come e quando riuscirà a prenderla, ma non basterà per pagare le spese dell’avvocato, perché, quasi certamente la procura generale, nel suo accanimento manettaro farà ricorso in Cassazione.
Chi restituirà ai campani la sua opera politica, perché, non dimentichiamolo, all’epoca della sua ingiusta accusa, era l’unico in grado di bloccare l’avanzata dello sceriffo salernitano.
Ecco come la miopia o la scarsa professionalità di un P.M. (che non pagherà mai per questo crimine) può mutare il corso della storia di un popolo, questa volta un popolo campano.
Ah, dimenticavo, un plauso anche a quella stampa che aveva così bene infiocchettata e presentata l’inchiesta che, persino io, confinante politicamente con Cosentino e affatto incline al giustizialismo, ci avevo quasi creduto.
Le chiedo scusa, dottor Cosentino.
Ben tornato alla vita dottor Cosentino.
Dimenticavo. Anche Gianfranco Fini dovrebbe inviargli un telegramma di scuse.

Cosimo Lombardi
avvocato e Socio Social Media aps

 

 

Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento