ANAAO AssoMed Ta: cronaca di un collasso annunciato

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Sanificazione del SS Annunziata

Dopo mesi di allarmi lanciati e caduti nel vuoto, inefficienze programmatiche sotto gli occhi di tutti, assenza di qualsiasi piano di sviluppo, inaugurazione di strutture molto spesso ancora chiuse, ospedali nati per ospitare la riabilitazione messi all’asta per quelli che possono sembrare pochi spiccioli per motivi che è facile intuire , spese fuori controllo e di cui, per molte, non si capisce il razionale, ormai siamo quasi arrivati al collasso di tutta l’ASL di Taranto. La sanità jonica rischia di sparire del tutto e il colpo finale potrebbe darlo la seconda ondata del COVID se, e ci auguriamo che non arrivi mai, dovesse arrivare.

SS Annunziata sala Terapia sub intensiva

Dallo scorso anno abbiamo chiesto, come OO.SS., ripetutamente e insistentemente, bandi di concorsi per supplire al numero sempre più esiguo di Dirigenti Sanitari. Non siamo stati ascoltati e il panorama diventa sempre più desolante. Da Dicembre l’Ospedale di Manduria, se non si trova una soluzione, potrebbe essere chiuso dato che tutti, e ribadisco tutti, i radiologi in servizio hanno rassegnato le dimissioni. A ruota l’Ospedale di Castellaneta, dove sembra che tre radiologi abbiano dato il preavviso per andare via e altri due stiano partecipando al concorso di Bari.

Già questo mese, salvo conferma, la difficoltà trovata nel fare i turni sembra abbia costretto l’ASL a ricorrere alle sedute aggiuntive a pagamento. E Taranto non sembra essere messa meglio se sono vere le voci di altri radiologi in fuga. Non scordiamo che senza radiologi non è possibile per un ospedale continuare ad essere aperto. Recentissimo l’appello dei Cardiologi di Manduria che lamentano l’impossibilità di continuare a tenere aperto un reparto con il numero dei Medici in servizio e segnalano le violazioni continue alla Legge 161 sugli orari di lavoro. Anche qui sembra che due su tre abbiano, o siano in procinto, di dare le dimissioni. Un ospedale senza Cardiologi oltre che radiologi? Carenze comuni a tutte le altre specialità ospedaliere e a molte territoriali. Pochi ortopedici, pochissimi internisti, pochi chirurghi e laboratori analisi in affanno per carenza di personale.

Fra poco a Taranto e in provincia, in coincidenza con il picco influenzale, non si saprà con quali medici andare avanti. Sembra che per l’Ospedale “SS. Annunziata” i turni siano coperti solo sino all’11 ottobre. E dopo? E non schieriamoci sempre dietro la carenza di specialisti.

A Brindisi hanno bandito un concorso per internisti a cui hanno partecipato 24 medici. Tutti assunti.

Noi facciamo avvisi pubblici a tempo determinato, che non fanno gola a nessuno, o pensiamo di assumere medici senza specializzazione, con contratti Co.Co.Co., ignorando l’abbassamento della qualità del servizio o le violazioni penali legate a tali decisioni. Il reparto di Medicina di Taranto, dopo una spesa che sembra si aggiri sui 70000 euro, si trova privato di 8 posti letto per un reparto di sub intensiva (foto), sulla cui attivazione sembrano gravare le nubi di una non conformità alla legge, inutilizzabile come isolamento perché priva della predisposizione a pressione negativa, né, tantomeno come stanze per ricoverare i pazienti in attesa di esito del tampone dato che non ha bagni, oppure come stanze di degenza.

Lavori in corso all’Ospedale SanMarco
Lavori in corso all’Ospedale SanMarco

Questo mentre, dopo mesi di lavori a Grottaglie, non per rifare l’Ospedale, ma per adeguarlo alle norme antincendio, non è stato ancora comunicato, dalla dott.ssa Leone, come e dove spostare i pazienti dalle stanze interessate ai lavori. Un’ulteriore riduzione di posti letto in concomitanza con il prossimo picco influenzale, sempre che il COVID non faccia capolino. Così come, per le aree grigie (dove tenere i pazienti in attesa di risposta del tampone) i diretti interessati aspettano che altri facciano delle proposte. E niente si muove nonostante i mesi di “tregua”.

Nel frattempo cosa succede? I pazienti sembrano vengano ricoverati in Medicina anche se non ci sono posti letto e quelli in attesa di tampone stazionano nella medicheria, dove transita di continuo il personale. In violazione assoluta non solo della legge dello Stato ma anche del comune buon senso. Ancora più paradossale sembra essere, se vera, la risposta di un membro della Direzione Medica del “SS. Annunziata”: c’è una circolare, di cui chiederemo visione, che dice che i pazienti in attesa di tampone devono essere ricoverati con gli altri pazienti.

 

 

I soli 2 marca tempo rotti al SS Annunziata

Cara Dottoressa, se dovessero risultare positivi cosa facciamo? In tutto questo caos, non si sa se organizzato o meno o funzionale alla chiusura di ulteriori ospedali per trasferire le attività al privato o ad altre ASL, i Sanitari, per la prima volta da anni, vedono aumentare in maniera considerevole il loro premio di produttività anche se non pari a quanto effettivamente dovuto. Una piccola vittoria targata ANAAO ed FVM che con il loro esposto alla Procura della Repubblica hanno scoperchiato il sistema di gestione dei soldi dei dipendenti sulla cui legalità deciderà la magistratura.

Il numero dei Sanitari diminuisce sempre più, hanno amaramente scoperto che, secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale, avv. Stefano Rossi, i loro turni straordinari sono stati pagati con i loro soldi, La Direzione continua a rifiutare l’accesso ai documenti richiesti o come la dott.ssa Leone, consegna documenti inutili e non pertinenti quando non leggibili. Con quale spirito i Sanitari, di tutte le categorie, potranno affrontare una nuova ondata COVID? In primavera abbiamo avuto più fortuna che senno ma… possiamo sempre contare sulla fortuna?

Forse sarebbe il caso che l’Assessore Regionale alla Sanità facessi di nuovo un salto a Taranto e si sedesse al tavolo con le Organizzazioni Sindacali per discutere un piano finalizzato al salvataggio della sanità Jonica e pensare, finalmente, a un ricambio generazionale dei vertici evidentemente legati a vecchie visioni non più compatibili con una sanità in rapida evoluzione che deve affrontare sfide sempre più nuove.

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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