Alla Barbican Art Gallery di Londra una mostra che ci interroga su omofobia e uguaglianza di genere

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Toyin Ojih Odutola, Sequenza 1 (foto L. Vicinanza)

 

LONDRA – Immaginate una società governata da sole donne, una comunità in cui gli uomini, sottomessi ai voleri del sesso femminile, lavorano costantemente per produrre e sostentare la collettività, in cui tutte le decisioni di natura politica e sociale sono totalmente a carico delle donne e gli uomini esclusi da questo processo decisionale, dove l’eterosessualità è un’eresia e viene aspramente condannata dalle istituzioni.
Questa è la realtà alternativa che l’artista Nigeriana-Americana Toyin Ojih Odutola racconta con i suoi disegni nella mostra della Barbican Art Gallery a Londra. Un ciclo epico di nuovi lavori, esibito per la prima volta nel Regno Unito, si snoda attraverso la galleria del Barbican (The Curve) lunga 90 metri, esplorando un mito antico immaginario. A comporre l’installazione sono 40 disegni eseguiti in pastello, carbone e gesso, tutti inseriti all’interno di una storia che ha del surreale. Odutola invita infatti lo spettatore a osservare le sue opere in ordine cronologico perché ciascun disegno è in realtà un frammento di una narrazione più ampia. Ambientate in un paesaggio ispirato alle formazioni rocciose dello Stato di Plateau nella Nigeria centrale, le opere raffigurano la storia di una civiltà preistorica immaginaria, dominata da governanti femminili e servita da uomini operai.

La storia narrata in quest’installazione non è un semplice racconto di fantasia. È molto di più. L’artista indaga le dinamiche di potere in gioco all’interno di questa comunità, facendo propri gli studi sul potere e la sessualità di Foucault e le analisi di Gramsci sull’egemonia, concetto da lui elaborato un secolo fa, secondo cui le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l’obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso da tutte le classi sociali, comprese quelle subalterne. Lungi dal celebrare l’idea di una società di tipo matriarcale, i lavori di Odutola criticano, in maniera non poi così velata, la società patriarcale in cui viviamo, l’egemonia culturale e socio-economica che alimenta il discorso dominante secondo cui la figura femminile è obbediente, fedele, debole e sottomessa. La figura maschile è intrinsecamente diversa: potente, forte, virile.

Toyin Ojih Odutola, Sequenza 2 (foto L. Vicinanza)

Odutola sovverte questa dinamica di potere con le sue opere, immaginando una civiltà che si fonda sull’omosessualità che, attraverso ciò che Foucault chiamava “biopolitica”, discrimina e punisce chi non si conforma alle norma sociale dominante dell’eterosessualità. Lo scenario descritto da Odutola nella mostra è il seguente: le uniche relazioni amorose e rapporti sessuali consentiti in questa società sono tra persone dello stesso sesso; quelle tra uomo e donna sono considerate innaturali, anormali, aberranti e quindi meritevoli di aspra condanna da parte delle istituzioni. I protagonisti della storia narrata dall’artista sono infatti un uomo e una donna che si innamorano l’uno dell’altro e che, unendosi, infrangono il divieto imposto dalla società di relazionarsi con persone di sesso diverso dal proprio. La loro unione viene scoperta dalla loro comunità e pesantemente sanzionata da un tribunale. Il racconto di Odutola non ha lieto fine e sorprende perché a essere castigati sono due persone di sesso opposto non due persone dello stesso sesso, come sfortunatamente siamo spesso abituati a testimoniare.

Odutola fa riflettere sull’assurdità dell’omofobia e interroga l’umanità intera, chiedendole: cosa succederebbe se l’eterosessualità piuttosto che l’omosessualità non fosse accettata, cosa accadrebbe se amare qualcuno del sesso opposto fosse considerato anormale, patologico? Raggiungeremo mai l’uguaglianza di genere o rimarrà soltanto un’utopia?

Toyin Ojih Odutola, Sequenza 3 – due uomini (foto L. Vicinanza)
Toyin Ojih Odutola, Sequenza 4 – due donne (foto L. Vicinanza)
Toyin Ojih Odutola, Sequenza 5 – un uomo e una donna; epilogo (foto L. Vicinanza)

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Laura Vicinanza

Laura Vicinanza

Esperta in politiche pubbliche, laureata in Politics , Philosophy and Economics alla Luiss Guido Carli (Roma) e specializzata in Social Policy and Development alla London School of Economics and Political Science. Attualmente ricopre a Londra il ruolo di Public Affairs Officer presso Alzheimer's Society, una ONG che si occupa di migliorare la vita delle persone con demenza. Expert in public policies, graduated in... and specialised in ... At the London .... She now works as Public Affairs Officer at Alzheimer's Society, an NGO that aims at improving the life of people with dementia.

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