APERTAMENTE – Creare nuovi “universi”, di Saverio Fanigliulo

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Anche quest’anno scolastico è iniziato tra dubbi e incertezze, qualche ruga in più, il fiato si è fatto più corto, i riflessi psicomotori forse sono un po’ più lenti, ma sento ancora dentro, vivissimo e fortissimo, come educatore e insegnante, il mio interesse e impegno etico, sociale e politico nei confronti dei giovani per cercare di motivarli, appassionarli, includerli, responsabilizzarli, contribuire a formarli nella direzione della edificazione del cittadino sovrano.

I momenti di solitudine, di inquietudine e di tristezza sono veramente tanti, talvolta deprimenti e demotivanti. Tuttavia, il mio lavoro così stimolante e frizzante, la ricerca e lo studio di argomenti di senso da proporre nell’incontro quotidiano con i miei alunni, mi sollecitano ad essere sempre all’altezza del compito e a superare con una rinnovata serenità quei momenti bui e di sconforto.

Poi mi conforta l’idea che ogni ragazzo ben presto diverrà un uomo adulto e sono consapevole del fatto che ognuno esprima una ricchezza interiore di valore, unica, che non tarderà a rivelarsi per dare buoni frutti.

Il nostro compito principale, come educatori, è quello di continuare a crederci sempre, di contribuire, attraverso l’insegnamento delle nostre discipline, a stimolare nei giovani la ricerca di un’idea costruttrice di un futuro degno di essere vissuto.

“La scuola non è che l’inizio, un biglietto d’ingresso per lo spettacolo che è il mondo.”

Mi ha scritto il mio alunno Giuseppe Laterza, il giovane ingegnere del cinema che è stato selezionato per produrre gli effetti speciali nei film Star Wars e Alladin.

Ecco uno stralcio della sua lettera, rivolta anche agli alunni della mia scuola.

“(…) Tutti sogniamo e non dobbiamo mai smettere di farlo perché il sognare è ciò che paradossalmente ci tiene più legati alla realtà e ci permette di godercela. Credo che questo sia il motivo principale per cui ho deciso di fare questo lavoro. Sognare è un diritto di tutti e se nel mio piccolo posso aiutare mettendo la mia immaginazione al servizio degli altri, é un mio dovere non tirarmi indietro ed anzi continuare a realizzare i miei sogni e quelli degli altri nella maniera più sincera ed entusiasta possibile. Come detto prima, la mia carriera scolastica termina a Londra attraverso un Master, ma passa attraverso step di formazione. Precedentemente al master ho studiato al Politecnico di Torino, Ingegneria del Cinema. Prima ancora studiavo tra i banchi del Liceo Moscati a Grottaglie, fino ad arrivare a quando ero seduto lì dove siete seduti voi ora, stessi banchi della scuola media dove già capitava di ascoltare con entusiasmo ed ammirazione le storie sul Supermondo raccontate dal professor Saverio Fanigliulo. La formazione scolastica è solo un mezzo, uno strumento di cui abbiamo la fortuna di poter usufruire. È un grosso scatolone pieno di informazioni cui possiamo attingere per scoprire quali siano i nostri interessi e per poterli espandere. Istruirsi non significa aprire i libri di scuola per fare i compiti, istruirsi significa aprire i libri, guardare video documentari, conoscere persone interessanti, domandare ed essere curiosi sul mondo in maniera tale da spiccare il volo e poter vedere nuovi orizzonti che altrimenti non riusciremo mai a vedere. La scuola non è che l’inizio, un biglietto d’ingresso per lo spettacolo che è il mondo. Il motivo per cui ho deciso di fare questo lavoro è esattamente questo. Investigare quanto più possibile del mondo in cui io e tutti noi viviamo attraverso la creazione di altri universi…”

E ancora: “(…) Caro professore, di informazioni sul mondo ne abbiamo quante ne vogliamo, a volte talmente tante che rischiamo di non percepire l’importanza che ognuna di esse ha. Lei mi ha insegnato altro, le sue storie sull’origine dell’universo non mi hanno solo fatto capire quanto complesso sia tutto ciò che ci circonda, ma mi hanno insegnato che la cosa più bella è sognare, fantasticare, perdersi, avere passione. Mi hanno insegnato che la curiosità può sostituire qualsiasi forma di conoscenza. Spero che lei racconti ancora le sue storie ai suoi alunni, sono uno dei ricordi più belli della mia infanzia. La saluto con affetto prof. Grazie, Giuseppe.“

Saverio Fanigliulo

 


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