I Galli del Quartiere delle Ceramiche a Grottaglie un’incompiuta che meriterebbe un rilancio con targa legenda

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Immettendosi in via Crispi da via Delle Torri, ovvero dal cuore del centro storico della Città delle Ceramiche, si intraprende una lunga discesa che si dall’inizio è costellata da botteghe di arte Ceramica. Partendo da qui si entra nel Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie, un quartiere artigiano unico al mondo dove insistono, tutte insieme, più di 50 botteghe di ceramica artistica, molte delle quali sono dei veri scrigni in cui è possibile ammirare e anche comprare oggetti di grandissima e pregiata manifattura, frutto di un’arte che è stata tramandata nei secoli e dove dal dopoguerra a questa parte è andata affinandosi, passando da arte capasonara e della robba, opera dei figuli come venivano chiamati coloro che lavoravano la creta,  a vera arte ceramica. Oggi quelle antiche botteghe, molte delle vere grotte in cui insistevano anche i forni a legna dove si cuocevano i manufatti ceramici,  si sono trasformate in veri contenitori d’arte ceramica modellata a mano e decorate e/o smaltate con colori tradizionali ma anche con colori di moda nell’arredamento moderno e non solo.

Ritornando al Quartiere e al suo ingresso da via delle Torri, a un terzo della discesa, esattamente dove la strada curva un pochino a destra, se si alza lo sguardo sul muro che si para sulla sinistra c’è una scritta su ceramica, ovviamente incorniciata da bellissime mattonelle che indica: QUARTIERE DELLE CERAMICHE, fin qui tutto chiaro e scontato.

Ma se si continua a tenere il naso all’insù, dopo poco, sempre sul quel muro c’è un opera d’arte forse incompresa o se vogliamo essere più precisi ignorata o quasi da tutte le Amministrazioni che si sono succedute dal 2004 ad oggi, in cui  hanno mostrato il ben che  minimo interesse per questa bellissima ed importante opera d’arte, I Galli di via Crispi, per presentarvela come merita,  di seguito pubblichiamo  l’intervento del prof Angelo Galiandro, all’epoca docente dell’Istituto d’Arte di Grottaglie e coordinatore di questo interessante progetto, insieme ai colleghi i professori: Cosimo D’Urso, Giuseppe Formuso ed Edoardo Spagnulo. Questi Galli di via Crispi che vediamo nel Quartiere delle Ceramiche,  purtroppo va detto non hanno meritato nemmeno una targa con relativa legenda dell’opera realizzata con il contributo di tantissimi ceramisti, ma ecco la descrizione del prof Angelo Galiandro:

“L’anno scolastico 2003/2004 – scriveva Galiandro nel  PieghevoleNoiEilGallo – ha visto protagonista a Grottaglie la collaborazione tra l’Istituto Statale d’Arte, il Comune, le botteghe ceramiche, gli operatori artistici, gli sponsor – realtà produttive del territorio jonico – che hanno interagito per la realizzazione di un unico progetto: l’allestimento della “Mostra della Ceramica 2004” affidato dall’Amministrazione comunale al nostro Istituto.

A tale progetto hanno partecipato gli studenti delle quattro sezioni i quali si sono impegnati in numerose attività didattiche collegate con la “Mostra”.

Gli alunni hanno contattato i ceramisti presso i loro laboratori invitandoli a decorare, su una piastra 33×50, un gallo liberamente interpretato. I maestri hanno accolto volentieri sia gli studenti che l’invito a collaborare.

Gli allievi, dislocati tra le botteghe, hanno vivacizzato piacevolmente il quartiere. Sotto la guida dei ceramisti, hanno collaborato alla smaltatura dei supporti ceramici e assistito, in alcuni casi, alla loro decorazione. Lo stesso invito è stato esteso a docenti dell’Istituto, operatori artistici esterni, esperti, i quali hanno compreso il forte messaggio culturale e formativo dello stare insieme per lo sviluppo di un unico tema.

Il coinvolgimento di tali e tante personalità ha prodotto 80 elaborati ceramici che sono stati fissati su una struttura in acciaio che, collocata a muro in via Crispi, nel Quartiere delle Ceramiche, costituisce un elemento di arredo urbano.

Il momento del fissaggio della struttura in acciaio sulla quale sarebbero state fissate le mattonelle con i galli

Della suddetta iniziativa vi è ricca documentazione: interviste fatte dagli allievi ai ceramisti il 19 maggio 2004, riprese del quartiere delle ceramiche, delle attività svolte nelle botteghe, foto di ogni piastra e del montaggio delle stesse sulla struttura. Inoltre, grazie ai contributi sia

della Provincia di Taranto – per tramite dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione- che del Comune di Grottaglie è stata possibile la realizzazione di questa pubblicazione.

Il materiale foto-audio-video che documenta le varie performances all’esterno dell’Istituto, organizzate come attività collaterali alla “Mostra”, è stato montato e proiettato sui grandi schermi collocati lungo il percorso espositivo presso il Castello Episcopio. In conclusione, questo lavoro ha fornito l’occasione per sperimentare un modello didattico non curriculare che ha visto un intenso scambio di esperienze e conoscenze in cui ognuno ha imparato qualcosa dall’altro. I giudizi positivi che si sono registrati a consuntivo ci fanno immaginare nuove occasioni in cui scuola e territorio, attraverso idee guida condivise, possano accrescere il loro potenziale culturale a beneficio dell’intera comunità.

Il presente pieghevole rappresenta un valido esempio di azione didattica che va ben oltre la pura dimensione scolastica.

L’interazione tra docenti, alunni e istituzioni, nonché la ideazione e la realizzazione di un progetto di ricerca, attestano, ancora una volta, la vocazione e l’operosità dell’Istituto Statale d’Arte di Grottaglie, storica istituzione che nei suoi centoventi anni ha formato generazioni di artisti che, molto spesso, hanno dettato le linee di indirizzo artistico-culturale sul territorio.

Il catalogo «Noi e il gallo» ha il merito di non svolgere unicamente una funzione illustrativa del lavoro artistico compiuto dai maestri ceramisti grottagliesi, ma di ampliare, altresì, le conoscenze storiche sul gallo, una delle più note e antiche rappresentazioni iconografiche della tradizione ceramica grottagliese, meritevole di essere valorizzata e “raccontata” alle future generazioni.

Ecco perché la Provincia ha voluto – d’intesa con il Comune – che questo lavoro si realizzasse: la ceramica di Grottaglie è uno dei tanti “beni culturali” di cui è ricco il nostro territorio.

Un bene culturale che ci parla della nostra storia e della nostra identità, quindi del nostro futuro.

Il lavoro di progettazione e di realizzazione delle opere ispirate al gallo condotto dall’Istituto Statale d’Arte con la collaborazione di ceramisti grottagliesi nell’estate del 2004, rappresenta una linea di continuità con la storia della ceramica e ne sottolinea le numerose possibilità di

inserimento nel contesto urbano.

Il pieghevole illustra con il simbolo del gallo, la rappresentazione artistica dei ceramisti grottagliesi, capaci di interpretare in modo vario e diverso un tema radicato nella cultura antica di Grottaglie.

Un lavoro interessante, capace ancora una volta di evidenziare le preziose qualità dei docenti e degli alunni dello storico Istituto d’Arte grottagliese, che in ogni occasione sanno esprimere doti di creatività, estro e competenza tecnica.

SI RINGRAZIANO PER LA COLLABORAZIONE: Provincia di Taranto, Comune di Grottaglie, Istituto Statale d’Arte Grottaglie.”

Nella foto di copertina c’è la simulazione di come dovrebbe essere collocata la targa legenda

Così  dovrebbe essere la targa dalle dimensioni di 60 x 120 cm                                                                                                                    Le piastre ceramiche sono state realizzate dai seguenti autori:
a 1 fila: Emiliano Miale, Ciro Fornaro, Luigi Di Palma, Angelo Galiandro, Orazio Del Monaco, Giuseppe Galiandro e Nunzio Basile, Antonio Mannaro, Orazio Gennaro, Noè Macrì, Annibale Trani, Eligio Bonfrate, Francesco Carbotti, Rita Meo, Anna Trani, Eligio Nigro, Giovanni Scaglioso, Giovanni Spagnulo, Silvana Galeone;
a 2 fila: Cosimo Nuzzo, Enrico Meo, Giacomo D’Elia, Nicola Bonfrate, Giuseppe Patronelli, Domenico Pinto, Antonio Morrone, Antonio Antonazzo, Giuseppe Formuso, Francesco L’Assainato, Ciro Capozzi, Antonio La Grotta, Francesco Motolese, Francesco D’Elia, M.C.G. s.r.l., Francesco Maggio, Francesco Manigrasso;
a 3 fila: Domenico Caretta, Giovanni Spagnulo, Francesco Galeone, Giovanni Pinca, Emanuele Patronelli, Ugo Basile, Adina L’Assainato, Antonio Masella, Fratelli Mastro, Antonio Fasano;
a 4 fila: Domenico Galeone, Oronzo Patronelli, Francesco Antonazzo, Eduardo Spagnulo, Rosaria Spagnulo, Guido Francone, Gaspare Mastro, Domenico De Carolis, Pasquale Chianura, Andrea Antonazzo, Ciro e Grazio Monteforte;
a 5 fila: Carmelo Carriero, Ciro Bentivoglio, Fratelli Spagnulo, Cosimo Vestita, Giuseppe Fasano, Cosimo Quaranta, Gaetano Fasano, Luca D’Abramo, Angelo Chianura, NicolaFasano, Fratelli Vestita;
a 6 fila: Attilio Lenti, Francesco Farina, Paolo Camassa, Francesco Annicchiarico, Fratelli Monteforte, Oronzo Bromo, Giuseppe Ligorio, Michele Patronelli, Pio Nono Mazza, Ciro Masella, Francesco Quaranta.

Fin qui la narrazione del prof Angelo Galiandro e ora tocca alla scrivente entrare nel merito dell’articolo, questa bellissima e interessante installazione, frutto del lavoro didattico di docenti dell’allora Istituto d’Arte ( istituto con storia ultra centenaria), oggi Liceo Artistico, I Galli di via Crispi sono  un’incompiuta, perché dopo averla messa li, questa interessante installazione, è stata abbandonata e da oltre 15 anni, e ancora c’è chi, come il porf Galiandro che  spera sia corredata  di  una lastra legenda, dove siano elencati i maestri ceramisti e se vogliamo esagerare, non guasterebbe,  un briciolo di descrizione.

Tra l’altro, come documentano le foto, esiste anche un progetto di lastra in ceramica, ma dal lontano 2004, pare che nessun assessore alla cultura o assessore al marketing si sia  mai interessato al progetto di completamento di questa opera,  dove in 80 mattonelle viene raccontato l’uso grafico/decorativo del gallo presente da sempre nella ceramica grottagliese, soggetto grafico molto usato nelle decorazioni, ma che nessuno si è mai impegnato affinché divenisse il biglietto da visita dell’arte ceramica grottagliese, eppure, seppur in ritardo, bastava partire dal muro di via Crispi.

Più volte il prof Galiandro ha tentato negli anni  di riportare all’attenzione dell’’assessore di turno, la necessità di completare l’opera con la targa, ma nulla, sempre respinto con perdita, eppure non si tratterebbe di un costo elevato, la spesa dovrebbe aggirarsi sul migliaio di euro, il progettino è pronto ci vorrebbe solo un po’ di buona volontà da parte di chi è stato investito del ruolo di amministratore della Città delle Ceramiche: Grottaglie.

Allora suggeriamo di riportare a galla il progetto “Noi e il Gallo” ovvero che i Galli di via Crispi ottengano finalmente i loro “certificati” di identità, e sia dato a Cesare quel che è di Cesare, oltre a raccontare ai turisti la storia fantastica di “Noi e il Gallo”, tra l’altro esiste  anche una pubblicazione di cui si è persa traccia,  curata dallo stesso Galiandro e gli altri tre professori d’arte, magari pensando ad una ristampa e perché no potrebbe essere l’argomento della prossima Mostra della Ceramica.


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Redazione Oraquadra

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