ASL Taranto: anno zero. Non c’è ospedale nella provincia di Taranto che non sconti una drammatica carenza di personale in tutti i servizi

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Ospedale di Manduria

Ci sono pensionati, Co.Co.Co. e non specialisti ovunque. I concorsi vanno deserti, i colleghi fuggono ma nessuno pensa alle conseguenze. Chiuderemo, per esempio, anche l’Ospedale di Manduria? Da un lato il sovraffollamento, dall’ altro la carenza di personale. Sono anni che presentiamo al Direttore Generale un elenco di proposte per tentare d’invertire quello che appare come un progressivo deterioramento dell’assistenza nell’ASL Taranto.

Cosa è cambiato? Nulla. Anzi sì. E’ arrivata di nuovo, come tutti si aspettavano eccetto i vertici ASL, intenti a godersi le meritate ferie, vantandosi di risultati certamente dovuti più alla fortuna di essere stati raggiunti tardi dal virus che ai provvedimenti presi, la seconda ondata di pandemia. Solo che ora non ci aspettano tre mesi di sofferenza e poi il sollievo dell’estate ma almeno sette mesi d’incubo. Quindi: non solo sovraffollamento dei PS e dei Reparti, ma anche pazienti da testare ed isolare.

Si riesce? No. Nell’attesa del test e del posto letto i pazienti sono collocati in “aree grigie” che, quando ci sono, sono posizionati all’interno dei reparti e dove se non sono Covid positivi c’è rischio che lo diventino. Sempre che non rischino l’infezione dovuta al fatto che le aree “grigie”, come quelle “rosse” ipotizzate dall’amministrazione, sono collocate spesso in fondo al reparto con la necessità di attraversarlo tutto e il personale che entra ed esce è spesso protetto solo dalle famigerate, quanto quasi inutili, mascherine chirurgiche. Se poi diventano positivi, lo si scopre poi dopo qualche giorno. Intanto sono stati ricoverati in reparti “puliti” accanto, magari, ad un paziente guarito, senza Covid e che magari aspetta il posto letto in una lungodegenza. Cosa che si è verificata già più volte in diversi reparti ospedalieri della nostra Provincia.

Risultato: panico generalizzato, personale medico ed infermieristico, già scarso normalmente, in quarantena. Il tutto dovuto alla più volte lamentata assenza, così come sembra sia stato accertato anche dai NAS nel corso delle loro ormai frequentissime ispezioni, assenza di linee guida e protocolli. Nel corso dell’ultima riunione, richiesta con urgenza dall’ANAAO i primi giorni del mese e concessa giovedì’dopo quasi tre settimane, le Organizzazioni Sindacali si sono trovate davanti un mare di stiamo pensando, stiamo progettando, stiamo verificando. Se non avessimo ancora in mente tutto quello che è successo ne primi mesi dell’anno potremmo pensare che il COVID-19 sia un alieno appena giunto nella Provincia di Taranto. Moltissimi sono gli interrogativi posti. Cosa è stato fatto durante l’estate? Cosa pensa l’ASL di fare ora? Come trovare il personale necessario? Come organizzare il ricovero dei pazienti COVID e, soprattutto, di quelli non COVID? Risposte vaghe, quando sono state date. Sembrano il ritratto di chi non ha la più pallida idea di come organizzare un’ASL in corso di quella che è la seconda emergenza in pochi mesi. E l’ANAAO, ormai consapevole dell’atteggiamento “negazionista” della Direzione dell’ASL, nel frattempo ha già inviato una richiesta di accesso agli atti.

Nella speranza che il Direttore Generale risponda e non ci costringa per la quarta volta a rivolgerci alla magistratura. Il territorio non sembra in condizioni migliori. La maggior parte dei medici delle USCA, organizzate in fretta e furia durante la prima ondata COVID, sembra si siano dimessi nonostante i lauti stipendi. Cosa pretendere da giovani neolaureati senza nessuna formazione specifica mandati a combattere una guerra che fa paura a tutti? E nel frattempo cosa ha predisposto l’ASL per tutelare il poco personale in servizio negli ospedali e sul territorio. Sembra poco o niente. Focolai negli ospedali di Martina, Grottaglie, Castellaneta, Taranto. Medici e infermieri in quarantena. Per non parlare dei pazienti. Tracciabilità dei contatti? Un mistero.

L’ultima risposta della Direzione Medica di Presidio del “SS. Annunziata”, in seguito alla positività di un membro del personale in servizio presso il Laboratorio Analisi e in un reparto chirurgico di Grottaglie, tutti in quarantena perché positivi al COVID? Sembra sia stata che le linee guida, ignote anche ai Sindacati, non prevedono il tampone a tutto il personale. Obbligo di tampone periodico non solo richiesto da ANAAO per evidenziare la presenza di personale asintomatico positivo ed evitare quello che è già successo. Tampone negato dall’Asl ma definito “corretto” in una disposizione del 25 marzo del Ministero della Salute che, tra l’altro afferma che “Questa misura, oltre a costituire una tutela per il personale sanitario, è rilevante anche per i soggetti che vengono a contatto con il personale medesimo e, in questa prospettiva, lo stesso tipo di approccio va rivolto agli operatori tutti, sanitari e non, che operano nelle RSA, ove si concentra un alto numero di soggetti che, soprattutto per età, ma anche per presenza di comorbilità, sono particolarmente fragili ed esposti al rischio di forme severe o addirittura fatali di COVID-19”.

Ospedale Moscati

E noi siamo già a due RSA e una Casa di Cura con focolai d’infezione. In quella che sembra essere una totale e incomprensibile capacità di prevenzione e risposta. Per non parlare dei dubbi, risolvibili solo dalla Magistratura, sul reparto cosiddetto “Minicovid”, della cui funzionalità e conformità all’uso non si riesce ad avere risposta. Così come del fatto che la famosa TAC in arrivo al “Moscati” deve essere ancora acquistata e, nel frattempo, si continua ad usare la TAC del monoblocco con probabile ritardo o interruzione dell’attività programmata che riguarda soprattutto i pazienti oncologici. E la TAC portatile che costa, da quanto riferito e salvo verifica dai 40000 ai 60000 euro al mese, quanti esami ha fatto negli ultimi due mesi? Zero? Uno? E la famosa unità sub intensiva della Medicina del “SS. Annunziata” costata, si dice, 40000 euro ma, sembra, non a norma e comunque inutilizzabile causa grave carenza del personale che redige i turni settimana per settimana che fine farà? Modificata, come si vocifera, in degenza per gastroenterologia, con ulteriore dispendio di soldi pubblici? La parola alla Magistratura dato che non riusciamo ad avere risposte specifiche. Cosa abbiamo ora? Come riferito da alcuni ambulanze ferme al “Moscati”, in attesa di un posto letto per pazienti COVID che non si sa dove alloggiare. Il passaggio, salvo smentite, degli infermieri della dialisi COVID, dopo essersi cambiati, attraverso la sala dei pazienti in attesa di referto del tampone.

Ospedale di Mottola

Fantomatiche disposizioni scritte, ma non fornite a richiesta, o verbali, addirittura sembra tramite whatsapp, della dott.ssa Leone che addirittura, e se fosse vero sarebbe gravissimo, obbliga ricoveri eccedenti i posti letto disponibili e l’effettuazione dei tamponi i reparto e non nel PS all’arrivo, in violazione di tutte le leggi comprese quelle per la lotta al COVID. Mentre ci sono solo cinque Sanitari, salvo smentite, per gestire h 24 la sezione COVID del Laboratorio e processare, se non finiscono i reagenti, centinaia di tamponi al giorno. Non si sa quali siano i progetti dell’ASL. Un nuovo trasferimento dei pazienti oncologici ed ematologici? La trasformazione della pneumologia in reparto COVID? E i pazienti pneumologici presenti dove dovrebbero essere trasferiti? O l’uso dell’ospedale di Mottola come Ospedale COVID in coabitazione con l’Hospice e la prevista RSA? Con quale personale vengono gestiti ora e in futuro? Quale il riconoscimento per il lavoro, che andrà ad aumentare ancora nei prossimi giorni, dei colleghi nei PS e negli ospedali in generale? Ordini di servizio. I problemi peggiorano dove già c’erano ma ora sono ancora più diffusi.  Nonostante i nostri ripetuti appelli. E ripetiamo l’appello all’Assessore Regionale alla Sanità: torni a Taranto ma, questa volta, prenda delle decisioni che ci permettano di superare i duri e scuri mesi che ci attendono.

Dott. Giancarlo Donnola
Consigliere Nazionale
Segretario Aziendale
Anaao-Assomed Taranto

 


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Redazione Oraquadra

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