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Il porto di Taranto va reso homeport per dare linfa a tutto l’indotto locale

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Accogliamo favorevolmente e con notevole interesse la notizia relativa alla concessione ventennale, da parte del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, di aree e beni demaniali, per la gestione di servizi in favore dei crocieristi in imbarco, sbarco e transito nel porto di Taranto presentata dalle società “Port Operation Holding(PHO) e Global Ports Melita Limited (GPM), entrambe controllate dalla Global Ports Holding che risulta essere il più importante operatore di terminal crociere al mondo.

La concessione prevede l’occupazione di aree e beni demaniali sul molo San Cataldo con la temporanea installazione di strutture prefabbricate in attesa che venga terminata la costruzione dell’edificio polifunzionale “ Falanto”. PHO e GPM intendono inoltre costituire una società di capitali con sede a Taranto che ha tra i suoi obiettivi primari trasformare il nostro scalo da hub di transito a homeport per lo sbarco e imbarco di crocieristi.

Abbiamo ribadito più volte, infatti, come il solo passaggio di navi da crociere nel porto ionico non potesse rappresentare la chiave di volta dell’economia turistica. Crocieristi in transito per poche ore non lasciano importanti economie sul territorio. Rendere lo scalo ionico homeport rappresenta invece una grossa opportunità per lo sviluppo del traffico di navi da crocieria. Operazione che equivarrebbe a dare linfa a tutto l’indotto locale – creando anche occupazione – e caratterizzare la città sotto il profilo turistico.

Aumentando considerevolmente il numero di turisti che tornerebbero a Taranto e in Puglia anche per periodi più lunghi. Con questi presupposti , non faremo certo mancare il nostro apporto e supporto ai fini del buon esito della trattativa.

 I consiglieri comunali

Emidio Albani

Piero Bitetti

Vittorio Mele

Italia in comune

Mimmo Cotugno

Taranto bene comune

Salvatore Brisci

Centristi per Taranto

 


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Redazione Oraquadra

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