Apertamente di Ettore Mirelli: La ASL di Taranto minaccia i dipendenti, chi parla con i giornalisti sarà passibile di licenziamento disciplinare

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In questi giorni il Direttore Generale della ASL di Taranto, di concerto con il Dirigente della Struttura di Informazione Istituzionale, hanno diramato una circolare diretta a tutto il personale medico e infermieristico della ASL di Taranto, in cui si ribadisce l’assoluto divieto di conferire con gli organi di stampa in merito a informazioni riguardanti la gestione della emergenza Covid, a pena di licenziamento disciplinare ex art 55 quater comma 1 del Codice di comportamento dei dipendenti ASL.

Aggiunge inoltre la circolare che è fatto obbligo ai dipendenti ASL di dare immediata comunicazione alla Azienda in merito a tentativi di contatto da parte degli organi di stampa, quasi che ci fosse la volontà di risalire alla fonte della turbativa, per indurre gli organi di informazione a relazionarsi solo e soltanto con la dirigenza aziendale.

Ritengo che da un punto di vista organizzativo la gestione centralizzata della informazione sanitaria sia auspicabile, in quanto molto più completa ed affidabile rispetto alle singole fonti locali, nonché molto più comoda per gli operatori stampa che relazionandosi con un unico referente potrebbero ottenere quanto necessario per tranquillizzare e tenere informata la popolazione.

Il problema è che l’ASL si è dimostrata fino ad ora quasi restia al rilascio di informazioni e quando lo ha fatto in merito a numero dei contagi, numero dei ricoveri e dei decessi, misure in atto per far fronte alla epidemia, ha spesso fornito dati non in linea con le risultanze emergenti in presa diretta dal territorio e dalle strutture sanitarie.

Molte domande non hanno mai trovato una risposta, domande ad esempio riguardanti le modalità tecniche della gestione della emergenza presso il Presidio San Marco di Grottaglie, generando una situazione di incertezza che per forza di cose spinge gli organi di stampa a ricercare notizie in loco e i dipendenti dell’ASL a rilasciare tra mille paure, dichiarazioni che sempre più spesso assumono la forma di silenti e disperate grida di aiuto.

In sintesi, quanto disciplinato è buono e giusto sulla carta, ma nella realtà si sta traducendo in una vera e propria censura, stante la assenza di adeguate informazioni istituzionali. A pagarne le spese sono ovviamente i medici e il personale infermieristico, che in assenza di riscontro da parte dell’ASL sono costretti a rivolgersi agli organi di stampa per denunciare gravi disfunzioni organizzative, principalmente riguardanti la mancanza o la vetustà delle apparecchiature sanitarie, la mancanza o la scarsezza di dispositivi di protezione individuale e la assenza degli standard tecnici di sicurezza per la gestione della emergenza nelle varie strutture sanitarie territoriali che la ASL di Taranto ha deciso di riconvertire in Strutture Covid, come è appunto il caso dell’Ospedale San Marco di Grottaglie.

In conclusione auspichiamo che ci sia una informazione centralizzata, purchè tale informazione sia completa ed esaustiva nell’interessi generale, della popolazione tutta, operatori sanitari compresi.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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