Apertamente: Se divento positivo al Covid e abito a Grottaglie, che cosa succede?

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Mettiamo il caso che io sia un medico, un infermiere o un OSS risultato positivo al Covid dopo essermi infettato nell’esercizio delle mie funzioni presso l’Ospedale San Marco, che cosa mi succede?

Entrato in contatto con una persona positiva, vengo messo in quarantena fiduciaria.

Se ho una famiglia dovrò isolarmi in una seconda casa, se non ho una seconda casa dovrò isolarmi in una stanza, e se non ho usa stanza singola solo per me, dovrò andare a vivere in cantina per essere certo di non infettare i miei congiunti più prossimi.

Questo enorme sacrificio potrebbe essere vano perchè i tamponi vengono praticati con molto ritardo, così come con grande ritardo viene effettuata la tracciatura dei contatti, per cui ci sono elevate possibilità che io abbia già contagiato la mia famiglia già prima che il dipartimento di prevenzione dell’ASL mi abbia contattato.

Comunque l’isolamento lo devo praticare perchè è l’unica possibilità su cui poter ancorare la speranza di contenimento del contagio.

Mediamente dopo sette – otto giorni dall’inizio dell’isolamento verrò contattato dalla ASL per eseguire il tampone, cosa questa che dovrò fare io e tutti i componenti della mia famiglia recandomi presso le tende per il triage allestite a Taranto davanti all’Ospedale SS Annunziata.

Ogni componente della mia famiglia dovrà viaggiare in macchine separate e dopo circa una settimana dalla esecuzione del tampone, mi verrà comunicato il risultato.

Se io fossi un medico, un infermiere o un OSS residente in Emilia Romagna, tanto per fare l’esempio, dopo due – tre giorni dall’inizio dell’isolamento riceverei a casa la visita di personale dell’ASL per l’esecuzione del tampone a domicilio e l’esito mi verrebbe fornito nelle successive 48 ore.

Denunciare questa disparità di trattamento secondo le autorità sanitarie e le autorità politiche significa sollevare inutili polemiche, ma a mio avviso, al di là del senso di abbandono che provano i presunti positivi e delle difficoltà tecniche di raggiungere un luogo distante 25 chilometri per l’esecuzione dei tamponi, la cosa peggiore è il grande lasso di tempo intercorrente tra il presunto contatto infettante e l’esito del tampone, tempo che in Puglia, o quanto meno nella provincia di Taranto, è di circa 15 – 17 giorni.

Ridurre questo periodo di tempo è a mio avviso fondamentale per arginare il contagio ed evitare immani disagi e sofferenze psicologiche ai soggetti interessati.

Ora, senza voler alzare inutili polemiche, mi chiedo: che cosa è stato fatto nel periodo tra maggio e ottobre per arginare la seconda ondata del virus? Sono stati indetti bandi per la assunzione di personale medico in numero adeguato a gestire l’emergenza?

Perchè signori miei, si sta procedendo alla riconversione degli ospedali territoriali in strutture Covid, al netto del diniego alla riconversione opposto dalla cliniche private che rappresentano il 60% dei posti letto disponibili nella provincia di Taranto, dato questo già significativo di per sé, ma sopratutto il problema è che queste strutture senza personale medico in numero adeguato rischiano di diventare semplici parcheggi per pazienti positivi al virus.

I lockdown non sono conseguenze dirette ed immediate della pandemia, ma sono conseguenze dirette della mancanza di una opportuna offerta sanitaria da parte delle istituzioni pubbliche. Quindi ogni qual volta ci ritroveremo chiusi in casa senza poter lavorare e guadagnare sarà opportuno ricordare che la colpa non è solo del virus ma anche e soprattutto di coloro che dovevano porre in essere ogni misura possibile per evitare la perdita di vite umane ed evitare il collasso della economia.

Mi rendo conto che queste sono riflessioni forse inopportune in questo momento di crisi, ma si dovrà pur dare anche un contenuto tecnico al famoso slogan “Andrà tutto bene” e nel frattempo credo che un minimo di civiltà imporrebbe all’ASL quanto meno di installare strutture temporanee per l’esecuzione dei tamponi direttamente a Grottaglie, sotto forma di tende per il triage davanti all’Ospedale San Marco, o meglio ancora, sotto forma di tende per il triage in automobile in aree isolate del nostro territorio comunale.

Quel che è fatto è fatto, e forse non è questo il momento di levare l’indice accusatorio, ma almeno si diano segnali di vicinanza alla nostra comunità da parte delle istituzioni in modo fattivo e concreto, perchè forse chi comanda non lo sa, ma le famiglie da sottoporre a tampone quasi mai dispongono di automobili in numero sufficiente a consentire il trasporto separato di tutti i membri della famiglia.

Si tratta di piccole accortezze che permetterebbero a noi grottagliesi di sentire la vicinanza delle istituzioni, nulla di più, ma sarebbe già qualcosa, qualcosa di importante.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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