Nuove restrizioni: Casartigiani chiede ristori immediati per le imprese. «Il Governo si assuma la responsabilità»

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TARANTO – Alla luce del preoccupante andamento della curva dei contagi nella provincia jonica, il Comune di Taranto ha emanato un nuova ordinanza anti-Covid. Il Sindaco Melucci lo aveva già annunciato nella mattinata di mercoledì, dopo aver incontrato il Prefetto di Taranto e in quella stessa giornata, l’assessore allo Sviluppo economico Fabrizio Manzulli aveva condiviso con i rappresentanti delle associazioni di categoria le misure messe in atto per contrastare la diffusione del virus.
«Siamo consapevoli che questo è il momento della responsabilità e, per quanto ci riguarda, siamo pronti a sopportare ulteriori sacrifici se questo significa uscire quanto prima dall’emergenza sanitaria, ma non possiamo non esprimere forte preoccupazione per lo stato di salute delle nostre aziende», rileva il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo.
Il nuovo provvedimento, valido da oggi e fino al prossimo 3 dicembre, prevede infatti la chiusura di tutte le attività commerciali e dei distributori automatici H24, dalle 18 alle 5, (fatta eccezione per alimentari, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, distributori di carburante).
«Da quando sono in vigore le ordinanze comunali, gli incassi sono al -70% di fatturato – informa Fabrizio Camera, coordinatore della categoria di distributori automatici -. Ad oggi non ci sono margini di ripresa, considerato che non abbiamo accesso a nessuna forma di ristoro».
Penalizzati anche gli esercizi di somministrazione bevande e alimenti che operano esclusivamente nelle ore serali. «Stiamo affondando – fa notare Andra Axo, referente della categoria -. Siamo preoccupati perché recuperare il lavoro perso da marzo ad oggi è veramente dura. Pretendiamo delle soluzioni veloci. Non sappiamo per quanto tempo ancora riusciremo a resistere».
La nuova ordinanza comunale non risparmia neanche il settore benessere. Sebbene il Dpcm del 3 novembre abbia lasciato aperti tutti i saloni di parrucchieri e i centri estetici, ora gli operatori del settore, nonostante i livelli di sicurezza elevatissimi, saranno costretti ad anticipare la chiusura dei loro esercizi. «La situazione è critica, c’è un calo del fatturato allarmante», commenta Mariagrazia Raimondo, in rappresentanza del settore estetica. «Sarebbe opportuno un più decisa presa di posizione del Governo, senza che si scarichi sui singoli comuni la responsabilità di più rigide restrizioni territorial- aggiunge Ivano Mignogna, presidente della categoria acconciatori –. Alla politica chiediamo di governare con maturità e ragionevolezza per il bene comune. Alla luce degli effetti della pandemia sulle imprese, è preferibile una dignitosa chiusura a livello nazionale a patto che ci siano ristori sicuri e immediati per tutti, nessuno escluso, commisurati ai danni subiti a causa della chiusura anticipata delle attività».
I numeri parlano chiaro. Molte aziende sono ancora in affanno. «I comuni, per statuto, non possono risarcire le imprese, spetta a Stato e Regione farlo – riferisce infine Castronuovo -. L’amministrazione si faccia quindi portavoce delle nostre istanze presso il Governo. Il rischio altrimenti è quello di provocare un’ecatombe tra le piccole e medie imprese e questa volta senza avere alcuna prospettiva di ripresa. Senza garanzie per le imprese, questo ulteriore inasprimento delle restrizioni decreterà la morte di centinaia di attività e farà saltare decine di posti di lavoro. Occorre intervenire in fretta o per molti tarantini non sarà un buon Natale».
 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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