Perrini (Fdi): i maggiori contagi avvengono in famiglia non nelle piazze. Servono più Covid hospital piuttosto che chiusure

Condividi

«Anche dall’ultimo rapporto sull’andamento dell’epidemia presentato ieri dall’Istituto Superiore di Sanità, emerge che oltre l’80 per cento dei focolai Covid è domestico. Possiamo chiudere piazze, attività, palestre e scuole, ma l’evidenza dei dati dice sempre la verità: il luogo dove ci si contagia maggiormente è la propria casa. Questo perché sono mancate due cose. La prima è la giusta, corretta e dovuta informazione sui comportamenti da tenere dentro le mura domestiche, anche con i propri cari. In secondo luogo ci? che manca sono Covid hospital, residenze sanitarie per isolare i positivi asintomatici. Pazienti che non abbisognano di ricovero, ma che contagiano i propri coinquilini, essendo molto difficile tenere le distanze in casa. A questi oggi si aggiungono tantissimi sintomatici che pur in presenza di evidenti stati di malessere vengono tenuti a casa in mancanza di posti in ospedale. Questi hanno bisogno di cure, che spesso somministrano i familiari, ammalandosi a loro volta e diffondendo il contagio.

Lo scorso aprile, in piena prima ondata, la Regione Puglia si affrettò a siglare un accordo con Federalberghi individuando 1.500 posti per 35 euro l’uno. Una boccata d’aria anche per il settore alberghiero in profonda crisi, nonostante gli inviti del governatore ai turisti. Come spesso accade, però, alle cose di Michele Emiliano quell’accordo è rimasto solo su carta. Covid hotel – che ora vengono annunciati a livello nazionale – non ne abbiamo visti, e i positivi lasciati a casa hanno contagiato i loro familiari.

Così, senza fare niente, a parte dare la colpa ai pugliesi, Emiliano e Pierluigi Lopalco ci stanno portando in zona ROSSA. Oltre che chiedere sacrifici ai cittadini, la Regione Puglia facesse la sua parte, che finora è stata da zona ARANCIONE. Quindi oltre ad aumentare i tamponi provveda immediatamente all’istituzione dei Covid hospital».

Renato Perrini
 

Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento