Anaao-Assomed Taranto su probabile chiusura Utin Taranto – ordinaria cronaca di un dramma nel dramma

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TARANTO – Abbiamo passato l’estate adoperandoci a far riaprire l’UTIN di Taranto. Tra informazione, nostra, e disinformazione dei vertici ASL. Disinteresse totale della Direzione Medica del “SS. Annunziata” assente sia all’incontro con il Direttore Generale e il Direttore Sanitario che a quello con Il Governatore Emiliano, giunto a Taranto per esaminare, di persona, la problematica. Siamo stati accusati di aver pubblicato fake news, accusa facilmente smentita.

Abbiamo accusato l’ASL di non voler risolvere il problema, probabilmente, per motivi politici. Abbiamo indicato nella volontà di clinicizzare (passare al controllo dell’Università di Bari) l’ASL, partendo da questo reparto, uno dei possibili motivi della crisi che ha portato alla chiusura. Come sempre è possibile che non ci siamo sbagliati. Come diceva Papa Pio XI “a pensare male si commette un peccato ma non ci si sbaglia”. Era Agosto. Unica soluzione trovata dall’ASL era un bando a tempo determinato per 12 mesi. Non è mai stato pubblicato un concorso così come chiesto dall’ANAAO per risolvere definitivamente il problema della grave carenza di pediatri. Sono stati assunti solo tre pediatri di Bari. Con quali promesse, se sono state fatte?  Solo loro possono, eventualmente, rivelarcele. Il problema è rimasto.

Scambio di diffide e minaccia di denuncia tra l’Anaao e il Direttore Generale che “non intendeva interpretare in maniera restrittiva il contratto”. Cosa vuol dire? Nominare Primario facente funzione un medico non in possesso dei requisiti previsti per legge. Inoltre a tempo determinato. Impossibile permettere un precedente gravissimo che avrebbe violato tutti i diritti stabiliti dal Contratto di Lavoro. Impasse risorta con il ritorno del Primario, Dott. Forleo. Tutto risolto? Magari. Una minipandemia colpisce il reparto con tutti e tre i Colleghi di Bari in malattia. Un quarto chiede l’aspettativa. Tutti motivi legittimi. Non si possono mettere in discussione.

La questione ora, in assenza di concorso, in assenza della possibilità di chiedere aiuto ai neonatologi di Roma che sembra lo avessero offerto, salvo probabile rifiuto dell’ASL, ad Agosto, causa COVID, è una sola: come sarà possibile mantenere aperta l’UTIN con soli 5 medici, compreso il Primario? Perché abbiamo parlato di dramma nel dramma? Perché, nella logica di un’ottima programmazione, entro il 30 di questo mese anche l’Ospedale di Castellaneta e quello di Martina diventeranno ospedali COVID. Sarà possibile, in presenza di questi pazienti, mantenere aperti e, soprattutto sicuri, i centri nascita di questi ospedali? Se non sbaglio a Castellaneta, per esempio, c’è un unico ascensore barellabile.

Il numero delle partorienti a Taranto potrebbe aumentare in maniera incontrollata e così la percentuale di neonati o di gravide che dovrebbe essere trasferita in altre città come già avvenuto ad Agosto. Il tutto complicato dalla difficoltà di movimento in una regione arancione, che potrebbe diventare rossa, con blocco totale degli spostamenti tra Comuni. Questo senza contare che, al momento, presso l’Ospedale di Taranto partoriscono numerose gravide affette da COVID, cosa che comporta l’impegno, stante la necessità di “bardarsi” l’assenza dal Reparto UTIN di almeno due ore. Come minimo. L’unica domanda al Direttore Generale è questa: come pensa di risolvere il problema UTIN?

 

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Redazione Oraquadra

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