Apertamente di Ettore Mirelli. Elezioni comunali a Grottaglie: e gli altri cosa fanno?

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Gli altri sono le forze di opposizione alla attuale maggioranza, forze politiche di destra e di sinistra che ora devono fare i conti con la coalizione lanciata dal Sindaco in carica Ciro D’Alò.

Iniziando dal Partito Democratico c’è da dire che si trova in una situazione non facile, stante la sua legittima aspettativa di dare voce ad una sinistra alternativa a quella attualmente di governo.

Sembra strano dirlo, ma un ruolo decisivo nello svolgimento delle dinamiche future è da attribuire in questo momento al laboratorio di sinistra costituito dall’asse Rossini- Petrarulo – Marinelli.

Il PD potrebbe tentare di sedurli creando un polo alternativo di sinistra, oppure potrebbe scegliere la strada più facile, tentando sin da ora un accordo con D’Alò.

A pesare sono variabili non da poco. In primo luogo la necessità di sanare le fratture interne al PD tra fronte pro Emiliano e fronte contro Emiliano, ed in secondo luogo l’atteggiamento dei laburisti del laboratorio Rossini – Petrarulo – Marinelli, che a loro volta potrebbero scegliere di sostenere i Moderati Civici dei Santoro.

In un modo o nell’altro, dispiace dirlo, ma credo che le mosse del PD andranno a favore di D’Alò, perchè nel caso di un accordo, la coalizione del Sindaco acquisirebbe senza altri problemi il partito, nel caso di un polo alternativo di sinistra, è presumibile che in sede di ballottaggio il PD dovrà necessariamente contrattare il proprio appoggio a D’Alò. L’unica differenza è che in questa seconda ipotesi potrebbe alzare il proprio prezzo politico nelle trattative.

Sul fronte dei Moderati Civici, la loro apertura a sinistra potrà dirsi compiuta con successo una volta portato a casa il sostegno dei laburisti Rossini – Petrurolo – Marinelli con la aggiunta di Italia Viva, cosa questa perfettamente realizzabile, al netto di possibili ripensamenti laburisti.

Mentre invece nel centro destra che cosa succede? A mio avviso poco e niente.

Le segreterie di partito faranno il possibile per creare l’unità di una coalizione a trazione Santoro, ma questa operazione andrà a buon fine solo in presenza di due condizioni: la prima è che i Santoro facciano un passo indietro rispetto alla candidatura a Sindaco, indicando o sostenendo un nome capace di mettere d’accordo tutte le diverse anime della coalizione; e la seconda condizione è che si lasci a terra Ciro Petrarulo, in quanto personaggio troppo compromesso con la attuale amministrazione. Presenza la sua mal vista da quasi tutti gli attori politici della vicenda, in quanto non darebbe la necessaria discontinuità ad un progetto politico del centro destra allargato che è assolutamente necessaria per vincere, o quanto meno tentare di vincere le elezioni.

Difficile e per certi versi inutile fare la conta dei voti delle rispettive opzioni di schieramento, perchè trattandosi di elezioni territoriali, il favore dei seggi andrà alla forza politica che riuscirà non solo ad essere più inclusiva secondo le dinamiche sopra descritte, ma riuscirà a candidare più gente possibile affinchè amici e parenti della pletora di candidati consiglieri porti acqua al mulino del candidato sindaco di riferimento.

Dispiace fare queste osservazioni, perchè la buona politica dovrebbe basarsi solo sulla bontà dei programmi messi in campo e sulla loro effettiva possibilità di realizzazione, ma devo constatare che nelle elezioni comunali il voto non è un voto di opinione basato sulla bontà della comunicazione e sulla bellezza dei programmi, quanto piuttosto è un voto amicale-parentale.

Il segreto della vittoria risiederà nella particolare alchimia tra elemento quantitativo dato dal numero dei candidati consiglieri ed elemento qualitativo delle idee e dei programmi messi in campo.

Come diceva Platone, questo è un modo di ombre in cui sono le ombre a farla da padrone, ma nel cuore degli elettori esiste pur sempre una scintilla di bellezza e verità che l’Idea giusta potrebbe pur sempre riattivare.

A questo servono i politici di razza, al netto delle strategie e delle convenienze, ma i politici di razza nulla possono senza un adeguato humus politico, partitico e ambientale, che spero a Grottaglie si cominci a coltivare per potersi finalmente lasciare alle spalle una politica del passato, che ha la grande colpa di non aver avuto un ampio respiro programmatico e identitario.

Servono soluzioni tecniche brillanti per risolvere i problemi. Serve la pacatezza decisionale che solo il confronto democratico può garantire per risolvere problemi gravi come quello lamentato dai proprietari dei Comparti C, e soprattutto serve superare la dinamica del despota capo popolo che per mantenere il proprio carisma politico non può permettersi di dire la semplice frase: “scusate, abbiamo sbagliato, risolviamo il problema nell’interesse di tutti.”

Serve pensare ad un ruolo di Grottaglie nelle dinamiche turistiche del territorio.

Serve sapersi relazionare con tutti i livelli istituzionali per godere al meglio delle potenzialità rappresentate dalla Zona Economica Speciale in cui ricade la nostra città.

Serve fare una gestione del bilancio volta a reinvestire nei comparti produttivi gli avanzi di bilancio invece di destinarli a marchette elettorali e misure demagogiche.

In poche parole, una volta chiarito a cosa servono i vari colori dei mastelli per i rifiuti, serve cominciare a ragionare in termini di vera politica, senza osannare l’ovvio della ordinaria amministrazione, ma puntando ai risultati straordinari in termini di PIL comunale che solo la buona politica può realizzare.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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