Moscati, San Marco e Giannuzzi: la situazione sanitaria nella provincia di Taranto

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Continua ad essere grave la situazione all’Ospedale Moscati di Taranto. Fonti interne alla struttura riferiscono l’aggravarsi del disagio nella zona sita al piano terra per la presenza di pazienti in numero abbondantemente superiore al limite massimo di sostenibilità della struttura. Le tende allestite all’esterno, inizialmente previste per il triage sono state adibite a ricoveri temporanei che arrivano alla durata di uno – due giorni tra i mille disagi che il calo delle temperature e la pioggia sta comportando.

Stessi disagi per il personale medico e infermieristico che non dispone di spazi sicuri per la vestizione e la svestizione, operazioni queste che avvengono all’aperto o in spazi secondari non igenizzati.

I parenti dei pazienti covid lamentano la assenza di informazioni e canali di informazione relative alle condizioni di salute dei propri cari, cosa questa che assume connotazione drammatiche in presenza di pazienti che per via dell’età o della condizione clinica non hanno la possibilità di comunicare tramite cellulare.

Gli operatori sanitari stanno facendo il possibile per svolgere al meglio il proprio lavoro, ma resta grave la disparità tra le risorse umane impiegate dall’ASL e quelle necessarie per garantire un minimo di assistenza ai pazienti.

Situazione meno grave per i pazienti ricoverati in reparto, dove però la comunicazione con il personale medico si svolge nella maggior parte dei casi tramite l’interfono nella totale assenza di forme di assistenza e vicinanza psicologica.

Analizzando il decorso clinico dei pazienti emerge che in un periodo temporale della durata di circa due settimane, la maggior parte di loro riescono a superare la fase acuta della malattia, ma non possono essere dimessi in quanto avendo riportato limitazioni importanti della capacità polmonare, continuano ad avere bisogno dei macchinari per la respirazione assistita, cosa questa che impedisce di fare spazio ai nuovi pazienti ricoverati.

É di oggi la notizia di una anziana donna di 83 anni deceduta per insufficienza respiratoria che non è stata intubata per lasciare il macchinario a disposizione di altri pazienti che per età e quadro clinico presentano maggiori possibilità di guarigione, cosa questa gravissima se si consideri che a differenza della prima ondata del virus, le Istituzioni hanno avuto a disposizione tutto il tempo necessario per dotare le strutture sanitarie di macchinari di respirazione forzata in numero sufficiente a fronteggiare l’emergenza.

A questo punto non si comprende il motivo del mancato allestimento di strutture destinate alla cura dei pazienti post acuti, cosa questa che permetterebbe di alleggerire di molto il carico delle strutture Covid come il Moscati.

Nulla viene chiarito al riguardo dal centro di informazione istituzionale dell’ASL e crescono le pressioni della società civile affinchè per tali finalità venga allestito l’Ospedale di Mottola che per spazio e dotazioni tecniche sarebbe oltremodo idoneo a tale scopo.

Passando alla situazione dell’Ospedale San Marco di Grottaglie, lascia perplessi la nota stampa dell’ASL che riferisce in merito alla presenza in loco di 23 pazienti risultati positivi al Covid successivamente al ricovero, senza però chiarire quali misure sono state adottate per assistere i pazienti positivi, quali misure per isolarli dagli altri pazienti ricoverati, quali misure per tutelare il personale medico e il resto della utenza, nonché senza dare spiegazioni in merito a come sia stato possibile il contagio di pazienti che sono entrati nel San Marco negativi al virus e invece di ricevere la dovuta assistenza medica per patologie comuni si sono infettati.

In attesa che la struttura venga formalmente riconvertita in struttura Covid a partire dal prossimo 30 novembre è evidente che la situazione sanitaria al suo interno risulta fuori controllo e la speranza è che almeno si sia provveduto alla riparazione / sostituzione delle apparecchiature di respirazione forzata che per segnalazione del personale medico risultano obsolete o non funzionanti.

Passando infine alla situazione dell’Ospedale Giannuzzi di Manduria rimangono molte le perplessità in merito agli standard di sicurezza garantiti dalla struttura, anche all’indomani dell’incontro tenutosi tra la dirigenza dell’ASL di Taranto e i Sindaci del versante orientale della provincia, al punto che vari esponenti politici locali hanno chiesto la creazione di una commissione di inchiesta propedeutica all’invio di ispettori ministeriali da parte del Ministero della Salute.

Lo si ripete per l’ennesima volta: il personale medico e infermieristico sta facendo il possibile per svolgere al meglio il proprio compito, dal canto suo l’ASL sta cominciando ad inviare nuovi medici e infermieri neolaureati per incrementare l’organico a disposizione, ma dall’insieme delle segnalazioni interne alle struttura e dalla analisi degli scarni comunicati stampa dell’ASL, emerge una gestione della emergenza tutt’altro che rassicurante, priva di una visione strategica e assolutamente carente di soluzioni in merito alla fase post acuta che grande impatto ha sulla possibilità di liberare celermente posti letto da mettere a disposizione dei nuovi ricoveri Covid.

Vi terremo aggiornati sull’andamento della situazione.


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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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