Monitoraggio della qualità dell’aria nelle scuole tarantine con befreest

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In tre istituti scolastici, con la collaborazione del comune di Taranto, parte la sperimentazione dei dispositivi befreest per il controllo IAQ. Un progetto finalizzato a diminuire la probabilità di trasmissione di inquinanti e virus per via aerea

 

TARANTO – Al via l’attività sperimentale di monitoraggio e correzione della qualità dell’aria indoor nelle scuole di Taranto, attraverso i dispositivi befreest, finalizzata alla validazione di modelli di controllo IAQ (Indoor Air Quality) con il supporto dell’Università degli studi di Bari- Dipartimento di Biologia.

Il Comune di Taranto con delibera di giunta n.165/2020 del 02.07.2020 ha concesso immediata eseguibilità al progetto innovativo della startup tarantina che fa capo agli ingegneri Fabio Cerino e Fabio D’Aniello.

 

Befreest, che ha già avviato importanti collaborazioni sul territorio regionale e nazionale, produce soluzioni tecnologiche per ridurre i rischi di aggressione di agenti inquinanti negli spazi chiusi, promuovere la salute delle persone e la salubrità dei luoghi domestici, di lavoro, studio, cura e svago. L’azienda ha sviluppato Nose, un sistema attivo che utilizzando una sensoristica intelligente, misura in tempo reale la concentrazione di CO2, composti volatili organici, PM10 e PM2,5 all’interno di un ambiente confinato e interviene tempestivamente attraverso ventilazione, filtrazione e sanificazione meccanizzata, prevenendo situazioni di rischio e criticità.

 

Dopo Grottaglie e Lecce, anche a Taranto parte la collaborazione con l’amministrazione comunale. Befreest ha infatti installato i suoi dispositivi negli istituti scolastici “Giusti” e “Deledda”, nel quartiere Tamburi e “Frascolla” a San Vito.

«L’innovazione è tra le armi più efficaci che abbiamo – le parole del sindaco Rinaldo Melucci – per combattere nemici sempre più aggressivi come inquinamento e agenti patogeni. Sostenere i progetti di questa vivace azienda tarantina che, innovando, può offrire una risposta efficace a questa esigenza, è per la nostra amministrazione un esercizio di coerenza con le linee programmatiche che abbiamo condensato nel piano strategico di transizione economica, ecologica ed energetica “Ecosistema Taranto”. Proprio rispetto alla garanzia di salubrità dell’aria nelle scuole, in particolare di quelle a ridosso degli insediamenti industriali, stiamo lavorando affinché i protocolli operativi dei “wind days”, per esempio, vengano rivisti in funzione dell’attuale emergenza pandemica. Le soluzioni tecnologiche proposte da befreest potrebbero essere un elemento qualificante di questo percorso».

 

Con la messa in funzione di Nose, tutti i valori rilevati verranno raccolti, elaborati e conservati in un server cloud (hub). Il sensore è interfacciato ad una board di interconnessione IoT (Internet of Things), neuron, che comunica in tempo reale con gli apparati di ventilazione meccanica controllata e al superamento della soglia consentita, attiva il ricambio dell’aria per permettere il

rispetto dei parametri di qualità prevista dalle normative vigenti e dalle indicazioni sulla salute con un particolare sguardo all’efficienza energetica degli edifici.

Tramite la web application si potranno leggere in tempo reale i dati acquisiti, disporre dello storico, compiere analisi e valutare gli effetti della tecnologia messa in campo.

 

Il monitoraggio continuo della qualità dell’aria nei plessi scolastici è un’esigenza sempre più sentita per l’abbattimento degli inquinanti presenti e la riduzione del rischio di diffusione di agenti patogeni via aerosol. Un’innovazione importante, utile per prevenire la diffusione di virus che per assicurare un ambiente salubre e garantire benessere e comfort.

 

«Studenti, insegnanti e collaboratori scolastici passano buona parte della giornata a scuola o nelle strutture per l’infanzia, la maggior parte delle quali si trovano a ridosso di strade particolarmente trafficate o vicino a fonti di inquinamento industriale. Ne consegue che anche l’aria indoor può contenere sostanze inquinanti dannose per la salute. – spiega Fabio Cerino, Ceo di befreest – Il nostro progetto nasce dalla necessità di porre rimedio al problema, attraverso l’impiego di tecnologie. Vogliamo contribuire al miglioramento della qualità della vita della comunità, con un occhio di riguardo per i più giovani che sono quelli maggiormente esposti all’inquinamento. Vogliamo che la scuola diventi un luogo sicuro di crescita e apprendimento. Vogliamo poter dire alle persone “respira, sei al sicuro”».


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Redazione Oraquadra

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