Quello che gli altri non dicono: la reale situazione all’interno dell’Ospedale San Marco di Grottaglie.

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Si è svolta questa mattina l’ispezione dell’Ospedale San Marco di Grottaglie da parte del Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia Renato Perrini, alla presenza del Presidente del Comitato per la difesa dell’Ospedale San Marco Signora Milena Erario e del sottoscritto quale inviato di Oraquadra.info.

Ad accoglierci con la massima disponibilità la Dirigente Sanitaria Dott.ssa Annarita Desantis che ci ha illustrato il piano di sicurezza adottato in vista della riconversione dell’Ospedale San Marco a partire dal prossimo 30 novembre, riconversione che però è già avvenuta nei fatti, stante l’esplosione di un focolaio all’interno della struttura già a far data dallo scorso 2 novembre.

Il piano prevede l’accesso della utenza al CUP e alle strutture ambulatoriali dal retro della costruzione, in modo separato e distanziato, ingresso separato anche per l’accesso al punto di primo soccorso del 118, che di fatto rimane isolato dal resto della struttura ed infine un accesso riservato ai soli pazienti Covid.

Per aumentare gli standard di sicurezza, al momento di accesso dei pazienti Covid viene diramato l’ordine a tutto il personale medico di non uscire dai propri uffici e vieni impartito il divieto di avvicinamento alla utenza per il tramite delle guardie giurate in servizio al San Marco.

La capienza complessiva della struttura è stata ridotta dagli originari 72 posti letto agli attuali 64, in modo da lasciare a disposizione del personale medico idonei spazi per la vestizione e la svestizione dai presidi di protezione personale che avviene in zone filtro isolate dal resto degli ambienti e areate per il tramite di ventole elettriche.

Tutti i posti letto sono stati dotati di respiratori funzionanti e telecamere per la videosorveglianza dei degenti.

L’uso dell’unico ascensore presente nella struttura è stato suddiviso in fasce orarie diversificate per garantire la differenziazione del percorso tra gli alimenti, la biancheria e la attrezzatura pulita, rispetto alla biancheria e alla attrezzatura potenzialmente contaminata.

La biancheria dei degenti positivi al Covid una volta usata viene riposta in sacchetti biodegradabili che vengono chiusi in sacchetti di plastica ordinaria prima di essere consegnati ai parenti dei pazienti, unitamente ad un decalogo di comportamento da osservare per il lavaggio degli stessi, che consiste sostanzialmente nell’inserimento in lavatrice dell’intero sacco biodegradabile in modo da evitare il contatto con gli indumenti contaminati.

Attualmente sono degenti 23 pazienti positivi e tre pazienti ordinari che sono stati isolati in una ala separata della struttura.

L’ispezione ha dato esito positivo, ma per dovere di cronaca si segnala che in merito alla causa del contagio all’interno dell’Ospedale San Marco si registra una contraddizione tra quanto riferito dagli organi di stampa nei giorni scorsi e quanto riferito oggi da fonti interne alla struttura.

Secondo la stampa il contagio è iniziato da un paziente condotto al San Marco dall’Ospedale SS Annunziata di Taranto con tampone negativo, poi risultato positivo al covid successivamente al ricovero, paziente zero questo che avrebbe infettato uno alla volta i restanti pazienti e operatori sanitari risultati positivi al covid nel corso delle settimane successive.

In tal caso si registrerebbe una responsabilità degli organi sanitari per non aver isolato in tempo utile la fonte del contagio rispetto agli altri pazienti.

Secondo la dirigenza medica invece il paziente zero sarebbe stato un infermiere che da asintomatico positivo ha circolato tra tutti i reparti divenendo vettore inconsapevole del contagio, in modo tale che nel giro di pochi giorni la dirigenza del San Marco si è trovata a dover gestire ben 15 pazienti positivi, divenendo de facto struttura covid anzitempo.

A questo punto, malgrado la mancata ufficializzazione della riconversione del San Marco in struttura Covid, l’ASL ha cominciato a trasportare i primi pazienti positivi dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati e dall’Ospedale SS Annunziata, due dei quali trasportati proprio nel corso della mattinata odierna.

Di certo non sta a noi accertare le cause dell’inizio del contagio nel San Marco, a noi spetta solo il dovere di riferire i fatti accertati, fatti che allo stato sono rassicuranti in merito alla gestione attuale e futura della emergenza sanitaria.

Si segnala tuttavia che il piano di sicurezza dell’Ospedale San Marco, più volte richiesto all’ASL senza esito dalla società civile e dalle forze politiche, è stato reso pubblico dall’ASL solo oggi in occasione della ispezione su citata, pur portando la data di redazione del 9/11/2020 e di revisione del 17/11/2020, prova del fatto che quando cittadini e politica agiscono all’unisono le risposte non tardano ad arrivare da parte delle Istituzioni.

Al San Marco tutto tranquillo insomma, ora la speranza è che venga allestita in loco una unità di rianimazione per far fronte ad eventuali emergenze, prima che la politica capisca finalmente che la cosa migliore sarebbe concentrare tutti i pazienti covid in strutture centralizzate come il Moscati e l’Ospedale di Mottola piuttosto che sparpagliarli in giro per la provincia, togliendo posti letto alla cura delle patologie comuni che malgrado il covid, di certo non smetteranno di mietere vittime dimenticate dalla cronaca.


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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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