Battista: “Lo Stato ha deciso. A Taranto, sotto un cielo grigio fumo, si continuerà a produrre acciaio e morte”

Condividi

A differenza dei cittadini di Genova e Trieste, i tarantini non meritano di respirare aria salubre, è questo che sarà sancito domani nell’accordo tra Stato italiano ed il gruppo ArcelorMittal.
Se le indiscrezioni saranno confermate, Invitalia affiancherà i francoindiani nella gestione del sito siderurgico: soldi pubblici che serviranno a portare la produzione ad 8 milioni di tonnellate annue con la ripartenza dell’altoforno 5, il più grande d’Europa che inevitabilmente farà crescere le emissioni nocive nell’aria.
Parlare di un’Ilva green, di acciaio pulito, di forni elettrici serve solo ad indorare la verità, l’inquinamento a Taranto non è un problema per i politici che a Roma decidono del nostro futuro.
E mi chiedo che fine abbiano fatto le istituzioni locali, dal Sindaco Melucci al Presidente Emiliano con, a seguire, tutti coloro che ne hanno avallato idee e programmi.
Tacciono i parlamentari eletti per portare la nostra voce a Roma, “Chiusura e riconversione” un mantra che non va più di moda, restano silenti mentre si firma la condanna a morte del popolo che ha creduto in loro.
Taranto ha bisogno di uno scatto di dignità a partire proprio dalle istituzioni che la rappresentano, sia a livello locale che nazionale.
In questo momento storico servirebbe una mobilitazione guidata proprio da chi ha il compito istituzionale di salvaguardare gli interessi dei tarantini, così non è, tutto tace, un silenzio che sa di resa, di morte.
Il 30 Novembre sarà l’ennesima data funesta da ricordare per noi, la nostra salute e il futuro dei nostri figli sarà nuovamente immolato per il bene della Nazione.
Ancora una volta, il diritto alla salute soccomberà, di certo non per tutelare quello al lavoro, considerato che ci saranno migliaia di nuovi cassaintegrati ma solo per tutelare il profitto di chi ancora oggi specula sulla vita dei più deboli.
Chi potrebbe fare ma non fa sarà complice di questo ennesimo teatrino, sarà colpa del vostro immobilismo se a Taranto si continuerà a morire più che altrove.
Taranto ha bisogno di amore non certo d’acciaio.
#tarantoèamore
#ilva #chiusuraericonversione
Massimo Battista
Consigliere comunale
di Taranto
 

Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento