Apertamente: La caccia oggi, tra pro e contro

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La legislazione di uno Stato nasce dal confronto politico, che nasce dal confronto delle idee, che a loro volta nascono dal nucleo profondo del proprio sentire. La legislazione di uno Stato ha sempre un ruolo di mediazione tra interessi confliggenti, in quanto in assenza di essi ognuno potrebbe esercitare la propria libertà che nel vivere comune incontra l’unico limite della libertà degli altri.

Il tema della caccia nei tempi moderni si colloca esattamente a cavallo tra due diverse visioni del mondo che vanno integrate, non con il ricorso ai divieti ma con una razionale e pacata gestione del fenomeno così come avviene in Italia.

Da un lato è necessario tutelare una antica e nobile attività, dall’altro bisogna evitare il depauperamento del patrimonio faunistico e, tra queste due esigenze si colloca l’elemento umano della compassione per le altre forme di vita verso cui la nostra cultura sociale è fortemente sensibilizzata.

Non è un caso che negli ultimi decenni il numero delle persone vegetariane e vegane è aumentato sensibilmente e le differenti visioni di ognuno meritano rispetto.

Alla luce di tutto questo è opportuno precisare che la caccia oggi è stata disciplinata in modo da rendere i cacciatori delle vere e proprie sentinelle dell’ecosistema. Sono numerosi i casi di cacciatori che hanno allertato le autorità in presenza di animali feriti o in difficoltà, e la loro collaborazione è utilissima da un punto di vista scientifico perchè attraverso l’invio di campioni dell’animale morto è possibile studiare lo stato di salute degli esemplari, la loro età media, le variazioni delle rotte migratorie e dei loro tempi.

É per questo che la legge non vieta la caccia ma la disciplina.

Cosa diversa è il diritto di esprimere la propria opinione che deve sempre sussistere sia per ragioni personali che per ragioni di rappresentanza politica, perché chi vota deve sapere chi sta votando ed il proprio personale punto di vista, che chi fa politica in modo onesto sarà chiamato a confrontare con il punto di vista degli altri.

Venendo al caso specifico del salvataggio di una beccaccia da parte mia nella serata di oggi, preciso che si tratta di un esemplare disorientato che si era appollaiato in mezzo alla strada. Il soccorso è avvenuto congiuntamente a due veterinari. Dati i tempi del soccorso e per non traumatizzare l’animale, non è stato possibile trasportarlo prontamente presso il centro di recupero dell’ASL, cosa questa che verrà fatta se l’animale dovesse presentare problemi in sede di liberazione.

Il mio invito a non sparare questi animali ma a salvarli è frutto di un mio personale punto di vista, diverso da altri tesserati del partito in cui sono iscritto che da rappresentanti di associazioni venatorie quali sono ne tutelano le istanze. Ad ognuno il suo.

Così come è un bene che ci sia la diversificazione faunistica nell’ecosistema, così è un bene che ci sia una diversificazione di pensiero nell’ambito dei partiti politici, perché diversamente si darebbe vita ad una forma di rappresentanza bidimensionale e limitata.

In queste questioni la verità sta sempre nel mezzo e per arrivare a questa verità mediana voglio che anche il mio punto di vista trovi espressione: io penso che tolte le finalità strettamente alimentari, ogni forma di vita debba essere protetta e tutelata.

Questo è solo il mio punto di vista ma credo che parlare di questi temi faccia bene alle ragioni di entrambi le parti coinvolte. Conoscere, informare, confrontarsi è il modo migliore per crescere insieme.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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