ANAAO ASSOMED TARANTO: la democrazia del cellullare. Quando tutto viene registrato facilmente

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Oggi abbiamo visto, dopo essere usciti dalla Procura della Repubblica, la conferenza stampa organizzata dalla Direzione generale ASL per rispondere alle accuse, giunte da più parti, circa l’organizzazione dell’assistenza ai pazienti COVID presso l’Ospedale Moscati. Uno spettacolo che non smette mai di stupirci. Fatto in assenza dei Sindacati che pure sono parte in causa. Forse perché troppo informati dei fatti.  Premesso che non entriamo nel merito delle accuse precise denunciate alla Procura della Repubblica da diversi parenti, abbiamo assistito al seguito degli spot del Mulino Bianco con attori alquanto improbabili Non vogliamo esprimere giudizi ma è nostro diritto, oltre che dovere, esprimere alcune considerazioni. Accanto a un dott. D’Alagni, unico equilibrato fra i medici presenti, anche se un poco spaesato nel ruolo che rivestiva, molto probabilmente obbligato dalla posizione che ricopre, abbiamo assistito a uno show che potrebbe essere definito di esaltazione pura, con i toni che potrebbero essere descritti come istrionici del dott. Balzanelli e quelli lacrimevoli del dott. Cefalo, ma che lascia pochi dubbi sulla capacità d’organizzazione e sulle competenze tecniche dei protagonisti. Ricordo al Dott. Balzanelli, che ha frequentato il Liceo Classico, che “Excusatio non petita, accusatio manifesta”. Vecchia frase che vuol dire che chi si difende senza che gli sia richiesto apertamente si accusa da solo. Nel suo monologo, inqualificabile per essere magnanimi, il Dott. Balzanelli si mostra come clinico di grande esperienza, che ha guarito decine di persone in base a linee guida nazionali probabilmente da lui elaborate. Colui che ha salvato l’ASL da una situazione d’emergenza ergendosi come una barriera contro tra l’ondata crescente di malati di COVID. Gestendoli, se ricordo bene le sue parole di un altro intervento, mentre mancava l’ossigeno e perdevano i pazienti. Accusa i sindacati d’incompetenza e d’inesperienza. Lui dall’alto dei sui numerosi trascorsi clinici. Ma la verità qual è? Cosa dicono le foto scattate dai pazienti e dagli operatori? Cosa raccontano i sopravvissuti e i parenti dei pazienti deceduti? Tutt’altro. Questa è la democrazia dello smartphone, dove ognuno fotografa e filma con estrema semplicità. Foto e filmati di pietra. Flussi di ossigeno ad alta pressione per tutti? Da dove? Dalle bombole portatili? Confortevoli tende super attrezzate per degenza con servizi e riscaldamento? O brandine da campo in tende fornite dalla Protezione Civile per altri scopi e senza bagni se non quello dell’Auditorium per decine di persone? Posti letto arrangiati in locali che non avrebbero dovuto essere presi neanche in considerazione come l’ingresso dell’ex PPI. O vogliamo scordarci delle foto dei pazienti attaccati all’ossigeno delle bombole in un locale con porte scorrevoli trasparenti, aperte sull’esterno, e un soffitto con rete per impedire la caduta di detriti dall’alto?

Veniamo poi alle competenze del dott. Balzanelli e del Servizio 118. Cos’è il Servizio 118? Dal sito del Ministero della salute : “ha l’obiettivo di organizzare e gestire le attività di emergenza-urgenza sanitaria territoriale, assicurando il coordinamento di tutti gli interventi dal momento dell’evento sino all’attivazione della risposta ospedaliera, garantendo il trasporto del paziente all’ospedale più vicino e più idoneo alla gestione della patologia. Medici e infermieri con una preparazione specifica esclusivamente in questo campo. Sicuramente, al contrario di quanto accaduto, non deputati al trattamento ospedaliero. In numero insufficiente e raccolti sguarnendo il territorio. Abdicando, di fatto, a quello che è il compito del Servizio 118. Saper gestire l’emergenza al momento del fatto non vuol dire essere in grado, con la competenza necessaria, di provvedere alla gestione di pazienti che necessitano di ricovero e sono affetti da una patologia come il COVID che, spesso, complica altre patologie di base. Infermieri e medici che come il dott. Cefalo, sembra, salvo verifica, che abbiano fatto turni da 12 e anche 24 ore di seguito. Personale destinato, dall’ “idea” di qualche irresponsabile, a mansioni che non erano le loro, esponendoli a gravi problemi medico-legali. I Sindacati, secondo il dott. Balzanelli, sono composti da “taluni elementi dei sindacati che documentano di non conoscere nulla della medicina d’emergenza, di vivere in realtà virtuali e di essere assimilabili per le conclusioni a cui giungono a dei terrapiattisti”. L’unica cosa che viene in mente sentendo queste parole  è : “poveretto”. Questa non è medicina d’urgenza è medicina. I Sindacati, e dopo l’ANAAO altri tre,  hanno depositato dettagliati esposti presso la Procura della Repubblica correlati di ampia documentazione. Ai Giudici decidere in merito.

L’Ordine dei Medici sarà investito della valutazione circa eventuali violazioni deontologiche correlate alla gestione di questo “campo”, definito Medicina COVID del Moscati, per quanto riguarda il trattamento “umano” dei pazienti. Non ci scordiamo i pazienti in vetrina privati della loro dignità di essere umani. Il Dott. Balzanelli che non sembra abbia mai lavorato in un reparto, che non è deputato, per legge, a fornire assistenza ai pazienti, si vanta di aver fatto fare emogas analisi a iosa a tutti, di aver somministrato eparina a litri, di aver curato il COVID. Quando effettuava visite notturne alle tre o alle cinque del mattino? Cosa abituale in un reparto ospedaliero, secondo lui, o frutto di un’eventuale emolumento straordinario notturno? Ha scordato le decine di morti in questo nosocomio? Sembrano undici in una sola notte. Pazienti privi di cartelle cliniche, come sembra sia emerso dopo il sequestro della documentazione, effettuato dalla Polizia, in seguito al ritrovamento di un paziente morto su una sedia solo al mattino? Diabetici, sembra, curati con il cortisone? Lui si erge a grande sapiente? Egregio Dottore, lo sa che i Sindacalisti in questione sono tutti specialisti in vari settori e che sono decenni, considerata la loro età, che prestano la loro assistenza in reparti ospedalieri? Reparti veri. Quelli veri non il “campo Moscati”. Alcuni di noi, e non lo faccio per vantarmi, erano nel 118 in Lombardia quando lei ancora stava studiando. Hanno lavorato in Pronto Soccorso. Sono decenni che operano. Sono arrivati a quest’età senza aver mai avuto alcuna denuncia per malpractice. Cosa ne sa lei di assistenza?  L’assistenza è una cosa vera, complessa, non i racconti su Facebook e affini. Se li avesse scritti qualcun altro sarebbe stato mandato in commissione disciplinare. Per il contenuto non per la forma.

Quindi egregio dott. Balzanelli prima di parlare pensi che ci sono medici veri che lavorano e fanno anche il Sindacato. Non parlano affermando assurdità non comprovate se non dal nulla. Altro che Lei ha i numeri. Forse i numeri dovrebbero essere esaminati davvero. Chiederemo alle Forse dell’Ordine di fornirli. Altro che terrapiattisti. Sempre che Lei ne conosca il significato. Sarebbe meglio che tornasse con i piedi sulla terra. Tonda o piatta a sua scelta. E Lei, caro dott. Cefalo, non voglio entrare nel merito della sua vicenda personale. Non l’ho fatto quando non sapevo chi era il protagonista della denuncia dell’Avvocatessa che Lei afferma essere in ottimo rapporto con Lei, e mi chiedo se non lo fosse cosa sarebbe successo, e non lo farò ora. Le voglio chiedere solo due cose: è vero che Lei ha effettuato turni che arrivavano alle 18-24 ore? E’ sicuro che non avendo mai conseguito alcuna specializzazione possa seguire pazienti ospedalizzati? Con quale esperienza pratica? Scusi sono tre. Comunque non penso che risponderà mai. Almeno a noi Sindacati…. forse ai Giudici o alla sua coscienza.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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