ANAAO AssoMed: Il servizio del 118 tra luce ed ombre

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Inizia a montare la rivolta del personale del Servizio 118 a livello regionale. Qualche giorno fa il dott. Vincenzo Artese ha ufficializzato l’invio di un preavviso di sciopero indirizzato al Direttore del Servizio 118 di Lecce. Un malessere comune anche ad alte province, come quella Jonica. I problemi sono comuni. Il lavoro, complice la cronica carenza di personale, diventa insostenibile, stressante e foriero di possibili errori. Tragici per i pazienti e i medici.

Nella Provincia Jonica, in particolare, il disagio dei Medici del 118 è stato acuito dal loro utilizzo, improprio, nel famoso “accampamento Covid” del Moscati e dagli spostamenti improvvisi, sembra in violazione del contratto, da una postazione all’altra. Il numero ridotto e il dover garantire la presenza anche nei vari PPI, certamente non agevola il lavoro del personale. Lacrime e sangue. Ecco cosa è stato dato in cambio di vane promesse. La legge 161 sui turni di lavoro? Per l’Asl non sembra riguardare i medici convenzionati? Vedremo. La stabilizzazione? Vane promesse politiche mai realizzate. Il centro unico regionale 118? Non abbiamo mai capito il senso ma tantè che è scomparso dagli orizzonti. L’età media avanza. Ultra cinquantenni che continuano a lavorare in condizioni particolari e disagiate. Per quanto? Premio COVID? L’ennesima illusione. Come per tanti ospedalieri che ancora aspettano sia i soldi che i dati richiesti all’ASL.

Un mistero l’utilizzo dei fondi COVID. L’ennesimo mistero. I Sanitari del 118 devono offrire assistenza sanitaria a domicilio anche ai pazienti COVID. Nessuno si è rifiutato ma perché non prevedere la possibilità, in caso d’intervento a domicilio, di effettuare il cosiddetto “tamponamento” estendendo anche a loro i benefici economici? Anche questo potrebbe aiutare il tracciamento della diffusione del virus. Per l’Asl tutto va bene. Non ci sono problemi.

Come al solito parole vuote di qualsiasi significato. La minaccia di sciopero rimane solo un grido di disperazione ma le dimissioni continue e la difficoltà di trovare nuovo personale sono la testimonianza reale del disagio della categoria.

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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