Ospedale San Marco di Grottaglie: Una pandemia all’italiana

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Noi italiani siamo campioni di intelligenza quando si tratta di fare i fatti nostri e tutelare il nostro interesse personale, aggirando ostacoli, precetti normativi e norme di sicurezza. Purtroppo per noi però, il nemico invisibile che stiamo fronteggiando in questa battaglia decisiva per l’umanità è più astuto di noi e si propaga aggredendo i più deboli, cogliendo ogni minima occasione propizia per diffondersi da un organismo all’altro.

É per questo motivo che in molti ospedali, come nel San Marco di Grottaglie sono stati spesi molti soldi e sono stati presi numerosi accorgimenti per isolare i reparti destinati alla degenza dei malati covid, con tanto di zone filtro per la vestizione e svestizione degli operatori sanitari, ventole elettriche per ricreare quanto meno l’illusione della pressione negativa delle stanze e tanto altro ancora.

Viene da chiedersi però a che cosa servano tutte queste precauzioni se poi i medici per non entrare nei reparti covid fanno uscire i pazienti per visitarli a debita distanza nei propri studi collocati nella zona covid free della struttura ospedaliera.

È quanto accaduto nel pomeriggio di mercoledì scorso all’Ospedale San Marco di Grottaglie dove una paziente è stata sottoposta ad una consulenza cardiologica all’esterno del reparto covid, quando da prassi ordinaria la consulenza dovrebbe essere svolta presso il letto della paziente alla presenza del medico richiedente, prassi ordinaria la cui osservanza diventa tanto più necessaria in presenza di una emergenza epidemiologico quale quella che stiamo affrontando.

La nostra speranza è che simili condotte rimangano casi isolati, così come speriamo che il Dirigente Sanitario dell’Ospedale San Marco adotti gli opportuni provvedimenti affinchè venga garantito lo svolgimento delle consulenze mediche in sicurezza sia per gli operatori sanitari che per i pazienti.

Si segnala inoltre che presso la Radiologia dell’Ospedale San Marco è giunto uno stock di dispositivi di protezione personale ( mascherine FFP3 e tute) privi di qualsiasi indicazione di idoneità al contenimento del rischio, cosa questa che ha destato non poche perplessità tra gli operatori sanitari che legittimamente hanno dichiarato di rifiutarne l’utilizzo fino a quando la ASL non fornirà la documentazione di accompagnamento dei materiali attestante la loro idoneità all’uso medico.

Infine, si segnala che la sala operatoria attualmente funzionante continua ad essere sfornita di respiratore malgrado le insistenti richieste scritte del personale medico già a far data dello scorso mese di giugno.

Al netto di queste criticità che è necessario denunciare, rimane però il grande impegno professionale e umano profuso dalla stragrande maggioranza dei medici, degli infermieri e degli OSS, il cui eroismo quotidiano va ricordato ed elogiato al di là di ogni retorica, perchè in tutte le situazione della vita a fare la differenza è sempre il fattore umano di chi ci mette il cuore per risolvere i problemi, adempiere al meglio ai propri doveri andando avanti sempre e comunque.

A tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento.

 

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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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