Il Pd tarantino è in totale confusione

Condividi

I vari livelli del partito, evidentemente, non comunicano tra loro, questo è ciò che emerge leggendo le varie dichiarazioni a mezzo stampa.

Perchè, per quanto riteniamo che la pluralità di idee possa costituire una risorsa, sull’affaire ex Ilva possiamo parlare di un vero e proprio ginepraio – forse creato ad arte – per dire tutto e il contrario di tutto a meri scopi propagandistici. 

Ricapitolando, il PD locale, con in testa il Sindaco Melucci e l’Assessore factotum della Giunta, appoggiato dal Governatore Emiliano, parla di un accordo di programma che sostituisca il carbone con il metano, la famigerata “decarbonizzazione”, ed attacca il Governo – sempre a guida PD – per non aver coinvolto l’Amministrazione comunale nell’accordo siglato con Arcelor-Mittal. 

Il regionale, sebbene il Governatore sposi la linea del PD ionico, a mezzo dei consiglieri Di Gregorio e Mazzarano, si dice soddisfatto dell’intesa raggiunta con il gruppo franco-indiano, sebbene auspichi ad un maggior coinvolgimento del locale.

Questo è lo stesso consigliere Di Gregorio che, non più di un paio d’anni fa, si scusava con la comunità tarantina e chiedeva la chiusura del siderurgico. 

Il Governo, invece, ha firmato la condanna a morte del territorio jonico, sacrificando per l’ennesima volta la salute dei tarantini pur di continuare a produrre acciaio. 

A margine dell’incontro di ieri con il Sindaco Melucci, Nicola Oddati, membro della Segreteria Nazionale del PD, ha testualmente dichiarato: “L’intesa siglata tra Governo e Arcelor Mittal non può soddisfare pienamente, ma è senza dubbio un primo importante passo sulla via della definizione della vicenda. Certamente positivo l’ingresso dello Stato nella gestione dello stabilimento. Siamo però convinti che l’obiettivo non possa non essere la totale decarbonizzazione e quindi una produzione del tutto carbon free.” 

In merito a questo, come abbiamo più volte sottolineato, ribadiamo che quella della decarbonizzazione è una proposta fantasiosa ed inattuabile. Riteniamo irricevibile qualsiasi proposta che non contempli la chiusura del siderurgico e la riconversione economica del territorio ionico.

Inoltre, ci duole evidenziare che lo strumentale lutto per i troppi morti a causa dell’inquinamento industriale, rappresentato dal Sindaco pochi giorni fa listando le colonne doriche con drappi neri, sia prematuramente finito. Sotto la mascherina scorgiamo un sorriso che molto poco si addice alla critica condizione epidemiologica della nostra città.

Ci domandiamo, pertanto, se alla fine della commedia abbia anche ritirato la fascia consegnata al Prefetto.

Ricordiamo che sullo sfondo di questa vicenda ci sono ben tredici decreti votati dal Partito Democratico negli ultimi anni per consentire alla fabbrica di non fermarsi nemmeno di fronte alla morte di un lavoratore.

Un partito, tre posizioni distinte e inconciliabili tra loro e fa specie che a Taranto ci sia ancora chi reputa interlocutori credibili questi personaggi.

Taranto è stata venduta per qualche tonnellata di acciaio e chi ha firmato questo patto ha nome e cognome: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva.

Consiglieri comunali 

Rita Corvace 
Massimo Battista
 

Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento