Ispezione dei NAS all’Ospedale San Marco di Grottaglie: genesi di un contagio

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Nelle scorse settimane abbiamo dato la parola alla dirigenza generale della ASL di Taranto per mostare alla cittadinanza gli accorgimenti adottati presso l’Ospedale San Marco di Grottaglie per trasformare la struttura in Ospedale Covid 19.

Oggi cerchiamo di capire invece che cosa successe all’inizio di novembre quando dopo il ricovero di un paziente covid positivo ebbe inizio all’interno della struttura un vero e proprio focolaio epidemiologico che portò rapidamente al contagio di 23 persone tra pazienti e personale sanitario.

Da una ispezione dei NAS, Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, avvenuta agli inizi di novembre, emersero le seguenti criticità: 1) esistenza di un unico ascensore per il trasporto di pazienti covid positivi, pazienti comuni, personale sanitario e beni strumentali; 2) Impossibilità del trasporto dei pazienti allettati a causa delle dimensione dei letti che sono superiori alle dimensioni delle porte di accesso alle stanze di degenza; 3) Totale assenza di segnaletica per l’individuazione dei percorsi covid free e dei percorsi per i pazienti covid; 4) mancanza di servizi igienici nella maggior parte delle stanze di degenza.

A tale verbale ispettivo, il Direttore Generale della ASL di Taranto rispose che era prevista la attivazione di un secondo elevatore entro la data del 31/12/2020; che il trasporto dei pazienti con mobilità ridotta per il tramite del letto di degenza è vietata dalle norme di sicurezza anticovid; che la segnaletica sarebbe stata messa quanto prima; e che i servizi igienici erano in via di costruzione.

In sostanza, la dirigenza si giustificava asserendo che l’improvvisa impennata della curva dei contagi aveva reso impossibile riconvertire in tempo utile l’Ospedale San Marco in struttura Covid, ma che tale riconversione sarebbe avvenuta entro la data del 30/11/2020 come previsto dalla DGR 1748/2020.

Sul punto si osserva che alla data odierna del 28/12/2020 non risulta allo scrivente che sia stato attivato il secondo elevatore.

Si osserva che già all’atto della istallazione dei nuovi letti di degenza la circostanza che fossero troppo grandi per essere trasportati all’interno delle stanze di degenza lasciò sgomento il personale tecnico in servizio all’ospedale San Marco e, fu necessario smontare i letti per poi rimontarli all’interno delle stanze, rendendo di fatto i letti inutilizzabili per la mobilità dei pazienti allettati, malgrado siano dotati di ruote come tutti i letti di moderna costruzione.

Dice il vero il Direttore Rossi in merito alla circostanza che le norme di sicurezza anticovid vietano il trasporto dei pazienti positivi, ma non si può tralasciare il fatto che queste costose attrezzature rimarranno in dotazione all’Ospedale San Marco anche quando l’emergenza sanitaria sarà terminata, risultando quindi inidonee al trasporto dei pazienti a mobilità ridotta e soprattutto rappresentando in modo plastico ed evidente l’assoluto pressapochismo con cui la ASL di Taranto gestisce le strutture sanitarie di propria competenza, al punto da rendere statici letti di degenza progettati per la mobilità dei pazienti.

In merito alla assenza di segnaletica per la individuazione dei percorsi diversificati tra covid free e covid, il Direttore Generale rispondeva che l’emergenza sanitaria aveva reso necessaria la sospensione dei lavori di installazione della segnaletica, così come anche i lavori edili di costruzione dei servizi igienici a servizio delle stanze di degenza.

In conclusione, la presenza di letti più grandi delle porte di accesso, la presenza di un unico ascensore per malati covid e non, la assenza di segnaletica per la individuazione dei percorsi diversificati e la mancanza di servizi igienici a servizio delle stanze di degenza sono, secondo la dirigenza ASL, conseguenze ineluttabili ed impreviste della emergenza sanitaria, come se la seconda ondata del contagio non fosse stata prevedibile.

Forse, e dico forse, se i vertici della Regione Puglia nel periodo intercorrente tra maggio e ottobre 2020 avessero messo lo stesso impegno che hanno messo nella campagna elettorale per la riconferma dell’attuale Presidente della Regione Puglia nella gestione della seconda ondata del contagio, queste assurde anomalie riscontrate dai NAS, sarebbero state molto meno ineluttabili e imprevedibili, ma questa è un’altra storia, la storia di una Regione che da molti anni ormai non può contare su una classe dirigente alla altezza dei compiti per i quali continua a ricevere la fiducia degli elettori.

Nei prossimi articoli continueremo ad indagare su che cosa è successo nell’Ospedale San Marco di Grottaglie per descrivere la genesi di un disastro annunciato su cui la Magistratura avrà modo di riflettere serenamente.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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