Pesca, Cassese: “Chiesto al MIPAAF il rinnovo del divieto di prelievo delle oloturie”

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Scade domani, mercoledì 30 dicembre, il decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con cui si vieta la pesca delle oloturie. Questa specie marina, comunemente nota come “cetriolo di mare”, svolge un ruolo importante nell’ecosistema del Mar Mediterraneo, paragonabile a quello del lombrico in ambiente terrestre, aumentando l’ossigenazione dei fondali e fertilizzando con materia organica il sedimento, favorendo l’attecchimento di altri organismi. Il decreto stabilisce che “è fatto divieto di pescare (catture bersaglio o accessorie), detenere a bordo, trasbordare ovvero sbarcare esemplari della classe Holothuroidea” e fu firmato a fine febbraio 2018 dall’allora Sottosegretario Castiglione. Proprio per il suo rinnovo, a tutela dell’ecosistema marino e delle altre specie che beneficiano della presenza delle oloturie, il deputato tarantino Gianpaolo Cassese, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera, ha incontrato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate.

 

Deputato Gianpaolo Cassese

Ho richiesto al Sottosegretario L’Abbate di estendere il divieto anche per il 2021 – dichiara il deputato Gianpaolo Cassese (M5S) – L’importanza delle oloturie è stata sancita sia dalla Suprema Corte di Cassazione, con una sentenza del 20 aprile 2017, sia dal Tribunale di Taranto che nel 2016 sequestrò tonnellate di cetrioli di mare, denunciandone il grave danno alla biodiversità marina nonché l’alterazione grave ed irreversibile dell’ecosistema marino. La richiesta sul mercato delle oloturie parte dai Paesi asiatici dove sono utilizzate da sempre, sia per l’alimentare che per il cosmetico, e ne ha causato una pesca sfrenata, non conciliabile con la tutela del mare”.

 

Giuseppe L’Abbate

Ho prontamente richiesto alla ministra Teresa Bellanova di provvedere al rinnovo del divieto della pesca delle oloturie – dichiara il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – Il mondo scientifico ci ha allertato da tempo sull’importanza di preservare questa specie nei nostri mari ma, al contempo, siamo consapevoli dell’interesse commerciale che le oloturie hanno sui mercati internazionali. Per conciliare le due necessità, ambientale ed economica, ho elaborato con la Direzione Generale della Pesca un progetto che, attraverso il coinvolgimento del Crea, il Centro di Ricerca del Mipaaf, conduca all’elaborazione di uno studio aggiornato e accurato che sia da supporto nella valutazione e nell’adozione di eventuali e successive normative per tutelare i banchi naturali di oloturie. La pandemia Covid-19 – spiega L’Abbate – ne ha frenato gli sviluppi ma ci auguriamo che, il prossimo anno, si possa dare presto avvio alla sperimentazione nei dieci siti individuati lungo la costa italiana. Solo con risultati scientifici alla mano, infatti – conclude il Sottosegretario alle Politiche Agricole – potremo prendere decisioni consapevoli e potremo comprendere se e come concedere un prelievo razionalizzato di oloturie dai nostri mari, senza intaccare l’ambiente marino e dando un’occasione di reddito ai nostri pescatori”.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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