APERTAMENTE di Pina Colitta. “L’ultimo saluto al caro amico Renato Basile”

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In questi giorni di festa mi sono chiesta tante volte come metabolizzare il dolore tanto intenso che sto provato per la morte di un caro amico. Lui, l’amico caro è Renato Basile il pediatra di tanti piccoli, ora giovani adulti, ha lasciato un vuoto immane… In questi giorni il pensiero di lui ha occupato ogni momento, mi ha distolto da ogni occupazione e da ogni svago.
Mi ha sempre voluto bene, come ha sempre voluto bene a tanti di noi, amici, pazienti.  Lui, rispettava tutti a tal punto da essere uno di famiglia, un punto di riferimento nella malattia e nei momenti di fragilità di tanti genitori preoccupati per i loro figli. Un vero maestro per il suo carattere coinvolgente, positivo. Ho sempre visto questo come un valore aggiunto per i bimbi di cui si è preso cura, compreso mio figlio. Per noi, per i suoi più intimi amici, e tanti intimi erano, lui era Renatone, per la sua figura imponente, di gigante buono.
Non ho mai visto in lui, come medico e uomo, l’indole del sapiente conoscitore di tutto che non rispetta e non prende a modello nessuno, traendo  esempio solo da se stesso. Renato no, guardava sempre l’altro con la sua esperienza che poteva essere modello per imparare. I suoi modi gentili, ma popolari perché vicini al popolo di genitori che gli hanno affidato i propri figli, facevano di lui un amico e mai solo medico. Il pediatra Renato poteva essere disturbato in qualsiasi momento così come accadde anche quella domenica in cui io ero a pranzo da lui e gli ho sentito dettare per telefono ad una madre in ansia gli ingredienti per una prima pappa di verdure al suo figlio. Della stessa persona lui ricevette più telefonate nell’arco di un’ora e alla fine lui stesso, con fare sornione ed ironico, si offrì di andare a casa di quella mamma per preparare quel brodino del quale non se ne veniva a capo. Ecco, questo era Renato Basile, una persona umile e disponibile, che andava sempre alla ricerca di qualcosa da chiedere riguardo all’apprendimento culturale e ai doveri dell’esistenza, con le sue letture, i suoi viaggi, poi divenuti virtuali ad un certo punto della sua vita. Ha sempre desiderato essere migliore!!! Si, lo ammetto, sono oppressa dal dolore per la sua vita stroncata così dolorosamente, per quei sogni che voleva realizzare, per quei viaggi che non ha potuto più fare. Sono rattristata per la sventura dei suoi congiunti, ma sono anche felice di averlo conosciuto di aver percorso un tratto di strada insieme, di questa nostra vita che presta il fianco a tante fragilità, ma anche a tante cose belle.
È vero tante speranze e tanta gioia sono state sconvolte dal lutto in un solo giorno! Quando ho iniziato a scrivere queste parole ero angosciata, ora no. Penso che lui mai avrebbe voluto vedere angoscia e ansia, solo azione fattibile e consapevolezza di ciò che la vita è, un dolce transito come spero, nonostante tutto, sia stato per lui. Io, noi del suo paese nativo, gli abbiamo voluto bene ed ancora ne vorremo. Tu, amico mio, ora cerca di stare bene. Ciao Renatone
 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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