Siti radioattivi, Confcommercio: Laterza deve essere lasciata fuori dalla lista CNAI

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L’ipotesi che nell’area murgiana -che va da Matera sino a Laterza- possa essere realizzato un importante deposito di scorie radioattive va totalmente respinta.

Ad esprimersi in termini drastici è Leonardo Giangrande,  presidente provinciale di ConfcommercioTaranto, secondo il quale è inaccettabile che nel territorio del Parco delle Gravine, un unicum di biodiversità, bellezza e cultura, possa  essere ubicato il  sito nazionale dei rifiuti radioattivi. Timore, tra l’altro  espresso da alcuni imprenditori dei settori del turismo e della filiera agro alimentare  dell’area occidentale della provincia,  preoccupati che Laterza, ma anche gli altri siti individuati nell’area apulo-lucana, siano stati valutati potenzialmente  idonei  nella CNAI- Carta Nazionale Aree Idonee- la carta  delle aree indicate  ad ospitare la mega struttura nazionale.

Leonardo Giangrande

“Si parla di un’ attività industriale altamente  impattante sotto il profilo ambientale che – commenta Giangrande- richiede caratteristiche  di assoluta sicurezza, trattandosi di un deposito di oltre 9 mila metri cubi di rifiuti radioattivi.  Allo stato attuale l’area di Laterza, Gravina, Altamura e Matera sarebbe stata classificata come A2, cioè ‘buona’, altre aree localizzate invece in  Piemonte presenterebbero caratteristiche di maggiore idoneità e sarebbero state tipizzate come A1 ‘molto buone’. Queste valutazioni potrebbero contribuire a ‘s-valorizzare’ l’area murgiana. Intanto però è stato avviato un  iter procedurale nazionale che al momento prende ancora, in seria considerazione, l’area del Parco delle Gravine. Occorre allora esprimersi in modo chiaro e netto contro qualsiasi ipotesi, considerato che sul nostro territorio nulla ci sorprende ormai in termini di oltraggio all’ambiente ed alla salute.  La promessa di nuovi posti di lavoro e di grossi incentivi economici- come evidenziato da alcuni parlamentari critici verso i sostenitori del ‘No’-  non può compensare l’impatto che una struttura del genere genererebbe in un territorio che ha già dato tanto –con l’Ilva e l’Eni- e che non ha ancora risolto i suoi problemi ambientali e di salute dei cittadini e che soprattutto registra un grosso ritardo nella realizzazione delle bonifiche. Riteniamo che per tali  ragioni l’area di Laterza  non dovrebbe neppur lentamente essere presa in considerazione, considerato che rientra in una provincia  già fortemente compromessa sul piano socio-economico dalla vicenda Ilva. Tale indicazione andrebbe  a contraddire inoltre  il percorso di rilancio turistico avviato dal territorio delle Gravine e della civiltà rupestre, importante elemento di diversificazione e ricchezza culturale (assieme  alla Magna Grecia e alla civiltà messapica  )   dell’offerta turistica provinciale. La sola ipotesi  che – conclude il presidente provinciale  di Confcommercio- la scelta del sito , come una Spada di Damocle, prenda in considerazione la  provincia di Taranto, già così tanto provata (in termini sanitari, ambientali, sociali ed economici),   dall’obbligo  di Stato,   ci indigna e vorremmo che , da subito la Presidenza del Consiglio si esprimesse in modo inequivocabile contro qualsiasi possibilità di realizzazione.”

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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