Il “caso” Taranto Capitale: il rovescio della realtà che diventa ridicolo

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TARANTO – L’assessore comunale all’urbanistica, Ubaldo Occhinegro, ha ripreso il nostro comunicato stampa sulla questione “Capitale della Cultura 2022”. Iniziativa legittima, utilizzata malamente perché pervasa da un senso di presunzione che già conoscevamo. La stessa della quale è intrisa tutta l’attività amministrativa della massima assise comunale. Ci sembra esercizio inutile tornare a reiterare le ragioni strettamente tecniche che abbiamo già sottolineato, crediamo, con la massima chiarezza. Ci limitiamo ad aggiungere che i presunti complimenti del Ministro Franceschini alla validità di tutti i progetti presentati è una chiara dichiarazione di facciata, degna di persone serie e politicamente corrette che riconoscono, diplomaticamente, l’onore delle armi agli sconfitti. Un contentino non si nega a nessuno. Giusto così. Noi “personaggi in cerca d’autore” eravamo stati chiari e circostanziati su alcuni punti incontrovertibili che brevemente ribadiamo:

  • Mancato coinvolgimento della Città comprese le minoranze.
  • Progetto presentato senza quegli operatori cittadini, autentiche eccellenze nelle proprie competenze, che avrebbero fatto meglio dei consulenti scelti dalla Giunta Melucci che non hanno saputo rappresentare al meglio la Storia e la Cultura di Taranto.

Ciò che non è legittimo, ma politicamente scorretto è il farci passare per “gufi” che hanno gioito con la scelta di Procida. Noi tifiamo Taranto e sfidiamo chiunque a dichiarare e documentare il contrario. A malincuore le nostre perplessità sono state avvalorate dal mancato riconoscimento dello status di Capitale della Cultura e da “tifosi” di Taranto nessuno può impedirci di rappresentare con forza il nostro disappunto politico per le scelte scellerate di chi ha gestito il progetto.

Questo abbiamo fatto. Questo faremo finché terremo ad onorare il nostro mandato elettorale.

 

Fratelli d’Italia

Floriana de Gennaro, Pietro Pastore, Giampaolo Vietri, Franco Vitanza

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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