APERTAMENTE: Perchè la tomba di Mussolini fa così tanta paura

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Perchè censurare sui social network una foto della tomba di Mussolini?

E soprattutto perchè ho sentito il bisogno di pubblicarla?

Ho scelto di pubblicarla perchè ho scelto di vivere così: nell’universo simbolico del libero pensiero, a metà strada tra Idea e Azione, tra simbolo e significato, tra cultura e fatto. Non è forse questa la dimensione dell’essere evoluto che dopo aver trasceso il limiti della contingenza, reinterpreta il mondo a propria immagine e somiglianza?

Non è forse in questa dimensione che gli esseri evoluti si confrontano attraverso il confronto delle proprie idee, nel rispetto reciproco, cercando di fare tesoro dei punti di vista diversi dai propri?

Questa per me è la dimensione dell’essere umano fatto a immagine e somiglianza del Dio Creatore. Noi non creiamo nulla di nuovo dalla materia, ma possiamo creare nuovi modi per interpretarla.

Censurare una foto scattata sulla cripta di Mussolini significa compiere un atto politico autoritario contro il pensiero libero, perchè volente o nolente, l’uomo lì sepolto è diventato il simbolo di una Italia orgogliosa della propria identità.

Un italiano del ventennio non si chiedeva che cosa potesse fare l’Italia per lui ma cosa potesse fare lui per la sua Italia. Aveva un senso della comunità fortemente radicato e circoscritto in modo semplice da una cultura condivisa, geograficamente protetta dai confini nazionali, ma che quei confini valicava come canto di libertà nello scacchiere internazionale della politica contingente.

Oggi sono tante le cose che non funzionano in Italia e quasi tutte queste cose che non funzionano nascono dalla mancanza di una Idea identitaria capace di essere catalizzatore delle forze pure che ognuno di noi alberga nel cuore.

La società in quanto tale è come un immenso giacimento di petrolio, che la classe dirigente nazionale deve sapere utilizzare al meglio per il bene di tutti. É questa mancanza di leadership che segna la differenza tra la catastrofe ambientale e la produzione di una sana ed utile energia collettiva.

In Italia oggi questa idea manca e pubblicare una foto da quella cripta facendo riferimento ad uno stile di vita eroico al servizio della Patria è un chiaro e semplice messaggio politico volto alla riscoperta del proprio orgoglio di italiani e della propria dignità di cittadini.

Ma evidentemente le regole della community social non possono tollerare tutto questo.

Gli Zuckerberg del web, pur nella apparente neutralità del loro messaggio, mirano a creare un mondo ben definito, in cui non esistano confini nazionali, in cui non esista il potere normativo dei singoli stati, un mondo in cui l’individuo sia una entità idolatrata nella sua onnipotenza teorica, ma che sia in realtà assolutamente inoffensivo e scisso da qualsiasi pur minimo potere di azione, al punto da poter essere disattivato con un click, così come un tempo si veniva fisicamente disattivati con una scarica di mitra.

Il mondo social, che ormai è divenuto lo specchio della realtà sensibile al punto da esserne sostanza e forma vuole questo: una società liquida basata su una fratellanza teorica che non ammette dissenso, e per fare questo viene subito praticata la censura, non quella legittima e condivisibile dei messaggi di odio e discriminazione, ma quella bieca che proibisce l’espressione di un punto di vista differente sul mondo.

Un mondo senza diversità è un mondo monocolore e totalitario che non può essere accettato e a rendere ancora più subdola la cosa c’è il fatto che questo totalitarismo mediatico è stato creato in nome del pluralismo, esattamente come quelle guerre di conquista che impongono la schiavitù in nome della libertà, la sottomissione in nome della democrazia.

Pubblicare una foto della cripta di Mussolini significa fare appello a quell’eroismo italico che la cultura globalista ha ormai cancellato e che i social network non possono tollerare.

La speranza è pertanto che presto si intervenga legislativamente per assicurare la libertà di pensiero in Italia, censurando i messaggi inneggianti l’odio e la discriminazione, ma salvaguardando i punti di vista differenti sul mondo, tanto più quelli ispirati all’amor patrio e al forte, sentito desiderio di un futuro diverso per questa nostra Italia ancora sottomessa e derisa da entità internazionali senza forma e senza sostanza, ma con il potere concreto di cancellare tutto con il semplice click della censura.


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Ettore Mirelli

Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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