AttivaLizzano e la sentenza in appello della Discarica Vergine

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Il 22 dicembre 2020è stata pubblicata la sentenza in appello emessa il 25settembre 2020 nei confronti dei responsabili della Discarica Vergine per nr. 5 capi di imputazione e che solo i primi due: il Capo A e il Capo B vedono l’Associazione AttivaLizzano interessata più degli altri.

Il Capo A si riferisce al capo di imputazione di MOLESTIE OLFATTIVE e il Capo B a quello di TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI.

Nel processo di primo grado, presieduto dalla dott.ssa Fulvia MISSERINI, gli imputati furono tutti condannati, mentre in quello di appello, presieduto dal dott. Antonio DEL COCO li ha visti tutti assolti, ritenendo inconsistenti le accuse rivolte ai responsabili della discarica.

Le motivazioni della sentenza di appello, stilate in 104 pagine, risultano essere abbastanza tecniche ma con alcune imprecisioni, a parere nostro.

Per ciò che attiene il Capo A riguardante l’imputazione di MOLESTIA OLFATTIVA e che già prima della condanna in primo grado andò in prescrizione, ci preme evidenziare alcuni aspetti, a nostro parere, molto discutibili. Difatti, in riferimento alle rilevazioni dell’ARPA atte ad individuare sia l’intensità odorigena che la provenienza, il dott. DEL COCO non ha ritenuto attendibili le risultanze dell’ARPA. Lui ritiene che l’intensità degli odorigeni non va valutata in dati istantanei, come correttamente ha valutato l’ARPA, bensì in un arco temporale. In proposito ci teniamo a ricordare che la funzione delle misure dell’Agenzia Regionale sarebbe servita per quantificare i disturbi causati alla popolazione di Lizzano in alcuni momenti della giornata e non una mancata salubrità dell’aria dal permanere, per un periodo più o meno lungo, delle sostanze odorigene. Difatti, il Presidente porta ad esempio i valori limite nei luoghi di lavoro che nulla hanno a che vedere con il malessere accusato dai cittadini di Lizzano in alcune ore del giorno. Inoltre si è arrivati anche a sostenere che i miasmi accusati dalla popolazione non è detto che provenissero dalla discarica ma potrebbero anche provenire dal vicino depuratore consortile . E’ difficile immaginare che con venti di tramontana, con la discarica posta a nord di Lizzano e un depuratore posto a sud della stessa località, i fattori odorigeni viaggino controvento.

Un ulteriore considerazione fatta dal Presidente e a parere nostro, anche questa molto discutibile, è la domanda che si è posta sul fatto che a Monteparano e a Fragagnano, pur essendo più vicini alla discarica, non si sia mai elevata una forma di protesta o di segnalazione dei problemi odorigeni. Anche in questo caso ci permettiamo di dissentire, difatti, i rispettivi sindaci di Monteparano e Fragagnano, come quello di Lizzano, più volte hanno evidenziato il loro disappunto sulla condotta della discarica Vergine, a causa dei suoi miasmi, nelle tante conferenze di servizi fatte presso la Regione Puglia e i relativi

verbali ne sono la prova. Si dimentica, inoltre, che i cittadini di Fragagnano, già molto tempo prima dei lizzanesi, hanno espresso le loro lamentele con le tante manifestazioni di piazza e non per niente il Comune di Fragagnano, nel processo, si è costituito parte civile.

Ci pare quanto meno ingiusto motivare la nascita dell’Associazione AttivaLizzano “sorta proprio per contrastare la nascita di una discarica nelle vicinanze del paese”(citazione). Ci teniamo a precisare che AttivaLizzano è nata due anni dopo l’inizio dell’ attività del suddetto impianto con l’unico obiettivo di dar voce al grido di sofferenza ,non più sopportabile dai cittadini, a causa dei malesseri subiti e “liberamente e consapevolmente ”denunciati con gli oltre ottocento esposti presentati all’epoca alla Procura della Repubblica e che puntualmente, nel processo di appello, sono stati disattesi e scartati come prove.

Riteniamo, altresì, una grave offesa all’ intelligenza e alla dignità dei cittadini affermare che “Non è raro che alcuni fenomeni possano essere ingigantiti da psicosi più o meno collettive, più o meno indotte da convincimenti tanto soggettivi quanto infondati.” (citazione).

Ancora, in questa sentenza viene evidenziato che la popolazione di Lizzano durante il 2015 non abbia mai fatto alcuna segnalazione agli organi competenti in fatto di emissioni odorigene, tesi contraddetta dalle segnalazioni dei Carabinieri del NOE nei vari sopralluoghi effettuati proprio in quell’anno. Difatti, l’organo di polizia citato si è recato in discarica per controlli, grazie alle segnalazioni della cittadinanza di Lizzano perché questa, anche dopo il sequestro, seppur con minor frequenza e intensità è stata investita dai miasmi. Le segnalazioni dei cittadini di Lizzano furono regolarmente fatte ai VV.FF. e purtroppo, non sempre l’ARPA procedeva ad un controllo, anche perché era certa la provenienza dei miasmi dato lo stato di abbandono della discarica dopo il sequestro, come più volte denunciato da tutte le cittadinanze e le associazioni limitrofe la discarica.

Inoltre, proprio durante l’anno 2015 AttivaLizzano ha protocollato n. 2 esposti (19/06/2015 e 28/09/2015) denunciando, appunto, le esalazioni che la popolazione di Lizzano era costretta a subire e che queste provenivano dalla discarica in totale stato di abbandono, indicando in essi le date in cui avvenivano, come accertato anche dal NOE.

Non ci pare vero apprendere dalle motivazioni della sentenza che il Tribunale di Appello di Taranto abbia ritenuto la popolazione di Lizzano e l’Associazione AttivaLizzano pregiudizievoli verso la vicina discarica e amareggia ancor di più osservare che il Presidente del Tribunale abbia voluto ugualmente stilare le motivazioni per un reato che, come si diceva all’inizio, era già stato prescritto, giusto per evidenziare, a suo parere, che i cittadini soccombenti siano solo un gruppo di bontemponi bugiardi e psicotici.

Per quanto attiene al Capo B, riferendosi al reato di TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI, ci amareggia constatare che gli enti deputati al controllo e al rilascio delle autorizzazioni e allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi abbiano permesso ai gestori della discarica di operare senza una linea di inertizzazione dei materiali fermentiscibili. Linea

di inertizzazione prevista a progetto ma mai realizzata in quanto mai nessuno di questi enti aveva ingiunto una data per la sua entrata in funzione, un elenco delle macchine acquistate ed utilizzate per la selezione, la compattazione, la triturazione e l’inertizzazione dei rifiuti, nonché il relativo ciclo operativo (con indicazione dei reagenti utilizzati, delle quantità e di ogni altro elemento opportuno). Di conseguenza, a causa di tutte queste omissioni, la discarica Vergine non era tenuta a munirsi di linea di inertizzazione. Condotta, questa, tenuta dagli organi preposti al controllo ed al rilascio delle autorizzazioni passibile in concorso nel reato contestato al Capo B, quello di TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI.

Quest’ultimo paradosso ci lascia quanto mai esterrefatti se pensiamo alla fiducia che dovremmo riporre in coloro che rilasciano autorizzazioni per impianti così sensibili dal punto di vista ambientale. Ci riferiamo naturalmente ad una eventuale autorizzazione AIA al nuovo gestore della discarica Vergine.

AttivaLizzano continuerà ad operare nel suo obiettivo di denuncia di eventuali reati a difesa della salute dei cittadini e dell’integrità del territorio e combatterà con determinazione affinché, chi ha violato e violentato questo territorio ponga rimedio ai danni perpetrati.

Associazione di Volontariato AttivaLizzano


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Redazione Oraquadra

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