On. Chiarelli (Lega): “Il Covid non può far morire anche le nostre coscienze”

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Il Vice Segretario Regionale della Lega attacca l’ASL per la inadeguata gestione della pandemia

“Tra le migliaia di morti per Covid19, una è sicuramente la più importante: le nostre coscienze”: inizia così il j’accuse dell’On. Gianfranco Chiarelli – Vice Segretario Regionale della Lega – sulla sanità pugliese e jonica in particolare.

«Mi riferisco – commenta l’On Gianfranco Chiarelli – a quello che accade anche a Taranto e Provincia, miracolosamente risparmiata dalla prima ondata della pandemia e travolta in autunno dalla seconda che ha mostrato tutti i limiti di una sanità pugliese avvilita e depauperata da quindici anni di governo di centro sinistra: Michele Emiliano e, soprattutto, i Direttori generali delle ASL da lui nominati sono colpevolmente responsabili».

A Taranto il DG è l’avvocato Stefano Rossi, leccese.

«Ogni qual volta – punta il dito il Vice Segretario Regionale della Lega – uno scandalo arriva sulle pagine dei giornali, rompendo un muro di indifferenza mista a rassegnazione, Stefano Rossi interviene rassicurante sui giornali a dare spiegazioni che definire improbabili è un eufemismo.

«È accaduto – inizia ad elencare l’on. Gianfranco Chiarelli – quando parenti dei morti per Covid-19 denunciarono che all’Ospedale Moscati erano spariti oggetti di valore dei loro cari. Subito le scuse: non è vero, è un difetto di comunicazione, al Moscati c’è una stanza piena di valige che nessuno reclama. In conclusione il solito annuncio di una “Commissione Interna” dei cui risultati nulla si è più saputo.

Tanto nessuno si indigna, tanto sull’altare dell’emergenza si può sacrificare anche la dignità dei morti e dei parenti che neanche hanno potuto dare loro un ultimo saluto!»

«Lo stesso è accaduto – rincara la dose l’on. Gianfranco Chiarelli – con lo scandalo dei vaccini inoculati non a personale sanitario, ma agli impiegati amministrativi della Direzione ASL, in spregio di tutti gli elenchi di categorie da proteggere in via prioritaria.

Anche in questo caso le solite scuse inaccettabili: erano rimaste dosi ormai preparate e per non buttarle via abbiamo chiamato il personale amministrativo, come se non ci fossero medici o infermieri da vaccinare a portata di mano».

«In un paese civile – denuncia il Vice Segretario Regionale della Lega – tutti, a partire da Michele Emiliano, avrebbero chiesto le dimissioni di Stefano Rossi, ci sarebbe stata una sollevazione popolare. E invece niente, in fondo è “normale” che ciò accada. Per fortuna la Procura di Bari ha avviato indagini per vederci chiaro, anche perché è accaduto anche in altre ASL».

«L’ultimo incommentabile scempio organizzativo – conclude l’On. Gianfranco Chiarelli – è quello dei Reparti nei nosocomi della ASL Taranto, come Medicina Donne al S.S. Annunziata, chiusi per Covid-19. Una notizia passata come routine, come se fosse normale: così malati, entrati per curare altre patologie e con tampone negativo, non sono più usciti vivi dall’Ospedale causa Covid-19, evidentemente contagiati durante la degenza».

Di qui la riflessione dell’on. Gianfranco Chiarelli: «nei giorni scorsi ho visto un servizio giornalistico sul funerale a Pulsano di uno di questi malcapitati, con la figlia che – senza più lacrime, ma con tanta dignità, lei sì – dichiarava che era solo uno dei tanti casi. Ma basterebbe anche solo un morto per denunciare l’incapacità nel gestire una ASL in piena pandemia, quando la prevenzione dovrebbe essere ai massimi livelli. È una incapacità che provoca morti, strappa vite umane agli affetti dei loro cari».

 

L’on. Gianfranco Chiarelli conclude il suo durissimo j’accuse: «Dico basta. Quale Vicesegretario regionale della Lega chiederò ai nostri Consiglieri regionali di presentare una interrogazione urgente affinché si faccia luce su questi episodi e, se saranno accertate responsabilità gestionali, si rimuovano i colpevoli.

A tutti i pugliesi chiedo di sollevarsi, di avere la schiena dritta e indignarsi.

Basta sopportare tutto: il Covid-19 non può far morire anche le nostre coscienze!».

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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