ArcelorMittal: Tar Lecce, 60 giorni da oggi per stop impianti

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(AGI) Taranto, 13 feb – Il Tar di Lecce, prima sezione, si pronuncia sull’ordinanza di mesi addietro del Comune di Taranto sulle emissioni inquinanti di ArcelorMittal, ex Ilva, e stabilisce 60 giorni dalla pubblicazione della sentenza, avvenuta oggi, perché gli impianti siderurgici siano spenti. Con la stessa sentenza, il Tar condanna al rimborso delle spese verso Comune Taranto, Arpa Puglia e Codacons, sia ArcelorMittal, gestore della fabbrica, che Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria, e ne respinge i ricorsi. Estromesso dal giudizio anche ministero dell’Interno e Prefettura di Taranto per difetto di legittimazione passiva.
Il Tar di Lecce ha pubblicato la sentenza relativa all’ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che mesi addietro aveva disposto che ArcelorMittal Italia e Ilva in amministrazione straordinaria individuassero entro 30 giorni dalla stessa ordinanza le fonti inquinanti del siderurgico rimuovendole. La stessa ordinanza stabiliva che, in difetto di adempimento, gestore e proprietario avrebbero dovuto spegnere gli impianti. Il Tar ha stabilito che “il termine assegnato nella misura di giorni 60 (sessanta) per il completamento delle operazioni di spegnimento dell’area a caldo, nei termini e nei modi esattamente indicati nella stessa ordinanza sindacale impugnata, deve ritenersi decorrere ex novo dalla data di pubblicazione della presente sentenza, in quanto medio tempore sospeso per effetto della sospensione cautelare dell’efficacia del provvedimento contingibile e urgente”. Per il Tar di Lecce, “deve pertanto ritenersi pienamente sussistente la situazione di grave pericolo per la salute dei cittadini, connessa dal probabile rischio di ripetizione di fenomeni emissivi in qualche modo fuori controllo e sempre più frequenti, forse anche in ragione della vetustà degli impianti tecnologici di produzione”.
“Con riferimento al rapporto tra attività produttiva e tutela della salute, si è già evidenziato – afferma il Tar Lecce – che i limiti di compatibilità che devono regolare il bilanciamento degli interessi antagonisti, così come delineati dal Giudice delle leggi nella Sent. C. Cost.85/2013, risulta macroscopicamente violato in danno della salute dei cittadini, atteso che la compressione della tutela dei diritti fondamentali come il diritto alla salute in favore di un rilevante interesse economico come quello connesso allo stabilimento siderurgico di Taranto deve essere tuttavia contenuto entro limiti ragionevoli e invalicabili ai fini di una compatibilità con i principi costituzionali”. Per i giudici del Tar, “con riferimento al quadro sanitario ed epidemiologico, ricorre nel provvedimento impugnato alcuna violazione del principio di proporzionalità, che in concreto risulta viceversa violato in danno della salute e del diritto alla vita dei cittadini di Taranto, che hanno pagato in termini di salute e di vite umane un contributo che va di certo ben oltre quei “ragionevoli limiti”, il cui rispetto solo può consentire, secondo la nostra costituzione, la prosecuzione di siffatta attività industriale”. (AGI)

ARCELORMITTAL ITALIA: TAR LECCE, IMMEDIATO APPELLO A CONSIGLIO DI STATO

Taranto, 13 febbraio 2021 – In relazione alla sentenza emessa dal TAR della Puglia, ArcelorMittal Italia comunica che promuoverà immediatamente appello presso il Consiglio di Stato contro la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.

 

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Redazione Oraquadra

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