APERTAMENTE: In politica è importante saper parlare, ma soprattutto è importante saper tacere

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Sto letteralmente schiattando dalla voglia di scrivere un editoriale che descriva nei minimi particolare la situazione politica di Grottaglie relativamente alle dinamiche interne di tutti gli attori in campo, ma dopo aver maturato un minimo di esperienza nel settore, posso dirvi che non servirebbe a nessuno.

Grottaglie non è Roma, e la politica locale non è come quella nazionale in cui l’elettorato valuta la politica con la dovuta distanza.

Qui a Grottaglie la politica è come il gossip, si personalizzano i partiti e i movimenti intorno alle persone di riferimento di quel dato partito e movimento, si giudica in base alle proprie simpatie e antipatie personali, si invocano programmi che però nessuno legge, tutti criticano, programmi a cui nessuno crede, motivo per il quale molto spesso la politica fa a meno dei programmi.

Alla fine, ho fatto anche io la scoperta dell’acqua calda, ossia che in politica è importante saper parlare, ma è molto più importante saper tacere.

In passato ho provato a parlare dicendo verità che nessuno vuole ascoltare, ho provato a scardinare un sistema bloccato, che tutti criticano, ma che poi tutti sposano, tornando a fomentare le solite faziosità di sempre, come se ogni cinque anni una spugna implacabile lavasse via la memoria delle elezioni pregresse e, ci ritroviamo ad applaudire sempre le stesse persone, anche se magari con casacche diverse.

Ho imparato che scrivere è importante, ma ho anche imparato che tolto qualche centinaio di persone, i restanti 32.000 abitanti di Grottaglie se ne fregano di informarsi e scelgono in base alla candidatura dell’amico, del parente o del politico che promette loro vantaggi al bar o passeggiando per strada.

Ho parlato con alcuni candidati che sembrano avere il cervello inchiodato al palo e grazie a loro ho capito che la politica è fatta di quantità e non di qualità.

Ho capito tante cose e per questo motivo ho capito che la cosa migliore da fare è stare zitti. Non per perseguire in segreto un proprio tornaconto personale, in tutta questa storia della politica io non ne ho mai avuto uno, ma perchè ho capito che per fare politica a Grottaglie bisogna agire nell’ombra, farsi carico delle dinamiche di un sistema malato e cercare di cambiarle un po’ alla volta, senza strappi, dall’interno.

Probabilmente non servirà a niente perche, come vi dicevo il sistema è bloccato, ma è l’unica penosa strada da seguire se si vuole perseguire un mezzo cambiamento, o anche solo una briciola di buona politica in un sistema malato.

In politica nulla è come appare e i carnefici sono proprio quelli che hanno il volto pulito e ispirano simpatia con la loro immagine di persone per bene.

Ma se sapeste…..

Oggi tutti critichiamo i separatisti del PD perchè vogliono lavare in piazza i panni sporchi del proprio partito, ma nessuno si è interrogato sui reali motivi della loro posizione. Ci si limita al movente passionale, come se fosse l’ennesimo gossip noir sviscerato in una puntata di “Un giorno in Pretura”, ma dietro il movente ci sono dinamiche e l’insieme di queste dinamiche costituisce la politica, quella vera e reale, che nessuno vuole conoscere, né approfondire, né migliorare con un approccio critico, costruttivo e responsabile.

Oggi chi critica i separatisti del PD è la stessa gente che invoca trasparenza nella politica, ma che trasparenza ci può essere se critichiamo coloro che rendono pubbliche le spaccature interne di un partito, senza cercare di capire veramente i motivi politici di tali spaccature?

Semplicismo e gossip. Questo è il livello della critica politica a Grottaglie. Un livello a cui io non mi voglio abbassare, preferendo lavorare nell’ombra come politico piuttosto che agire come giornalista, portando alla luce dinamiche che nessuno vuole ascoltare.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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