Saladino Ferro Da Ascoli, il medico del Principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo

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Non c’è dubbio che il principe di Taranto tenesse molto alla sua salute fisica. Scelse, infatti, a servizio uno dei migliori medici del tempo, Saladino Ferro da Ascoli

Ma chi era questo medico famoso in quasi tutta l’Italia che si aggirava per le vie di Taranto e perché ancora oggi è ricordato? Di Saladino si ignora ancora la data di nascita, e anche la provenienza, contesa oggi fra Ascoli Satriano ed Ascoli Piceno e nulla si sa della sua famiglia. È stato collocato cronologicamente fra il XII e XIII secolo e si dice che fosse ebreo o arabo.  Di lui parlano, però, le sue opere e, fra queste, soprattutto il Compendium aromatariorum, il primo trattato di farmacologia della storia italiana, nel quale lui stesso si qualifica “dottore in arti e medicina”. Ma andiamo con ordine e vediamo alcuni tratti della vita di quest’uomo. Dalle fonti si sa questo illustre medico studiò all’Università di Padova, per ben dieci anni, sotto la guida di Antonio Cermisone, dove si laureò il 10 settembre 1431.

Le fonti successive ci portano al 1448, anno in cui dagli atti risulta avere una casa e una famiglia a Monopoli. Qui, «il giorno della vigilia del Sacratissimo Natale di nostro Signor Gesù Cristo», esattamente il 24 dicembre 1448, scrive un Consilium contra pestem per impulso del conte Giacomo da Monteroni, governatore di Venosa che nel tempo diventerà un importante manuale pratico contro questa malattia tradotto in italiano da Sallustio Visconti e pubblicato prima a Foligno nel 1565 e poi a Venezia nel 1576 con il titolo “Trattato della Peste et sua preservatione”.

Nel 1451 Saladino è a Bitonto, dove l’11 agosto stipula tramite atto notarile con l’Universitas un importante convenzione, con cui si stabilisce che il medico offre le sue prestazioni gratuitamente ai cittadini di Bitonto di ogni condizione sociale e anche ai non residenti, per un salario di 30 carlini. Dagli atti risulta un certo trattamento di riguardo che dimostra l’importanza del personaggio: è esentato da ogni tributo e tassa, gli viene data una residenza cum aqua e viene autorizzato ad abbandonare la città in caso di peste. Cosa piuttosto insolita per un medico.

Dal 1406 Saladino diviene il medico personale di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto e al suo servizio rimane fino al 15 novembre 1463, quando muore di morte violenta. Oggi ci chiediamo perché Saladino è importante nella storia della medicine? Proprio per il Compendium aromatariorum, considerato, a ragione, la prima opera di farmacia in senso proprio, pubblicata numerose volte dopo l’editio princeps di Bologna del 12 marzo 1488. Un manuale fatto per soddisfare le esigenze degli “speziali et apothecarii”, nel quale Saladino sintetizza tutte le conoscenze del tempo in campo farmacologico.  Un’opera innovativa, sistematica, completa, strutturata in domande e risposte, in cui tutti gli aspetti della professione dello speziale sono trattati; dall’esame di ammissione all’attività quotidiana, con numerosi consigli frutto di esperienza personale. Ma Saladino non si limita a questo: suggerisce ai futuri farmacisti anche una serie di letture indispensabili per un corretto esercizio della professione così elencate: il Canone di Avicenna, i libri II e V nel quale è trattata la farmacopea, il De simplicibus (Libro dei semplici) di Serapione, il Liber Servitoris di Albucasis, la Clavis sanationis (Chiave della guarigione) di Simone da Genova, l’Antidotario (Grabadin) e la Consolazione dello pseudo Mesue, e infine l’Antidotarium Nicolai. Questo è un manuale medico-farmaceutico che divenne diffusissimo al punto di essere oggi conservato in tutte le biblioteche italiane ed in tantissime straniere, con traduzione che vanno dall’ ebraico allo spagnolo (edita nel 1515 a Valladolid), e non solo.

Interno di una farmacia tratto da un affresco del XVI sec. del castello di Issogne in val d’Aosta

Il Compendium ebbe, infatti, molte edizioni successive a quella del 1488: nel 1490-91, 1495, 1497, 1508, 1581 e persino una versione in italiano pubblicata  nel 1599, seguita da successive periodiche ristampe senza soluzioni di continuità fino al 1623. Saladino può essere considerato, pertanto, una vera autorità in materia di farmacologia a partire dall’Italia del Quattrocento ed ha il merito di aver, per la prima volta, realizzato una produzione scientifica per i Farmacisti che resterà come riferimento per le generazioni future. Nonostante tutto, ancora oggi, quest’uomo è, alla maggior parte dei tarantini, un illustre sconosciuto. Fa specie pensare che Saladino Ferro da Ascoli, grande personaggio della medicina, abbia vissuto e circolato per le vie di Taranto, per molti anni della sua vita, malgrado in questa città non ci sia neanche una piccola via a ricordarlo.

 


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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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